2 / 7 Crisi governo, Draghi al Senato: news di oggi

15.01 – “Siamo d’accordo sul patto proposto da Draghi e siamo ancora più convinti di prima”. Così il vice presidente dei senatori del Pd, Franco Mirabelli, intervenendo in aula al Senato. “Tutti dovrebbero fare lo stesso, dire con chiarezza se si condivide o no questa proposta. Tutti dobbiamo avere la responsabilità di dire sì o no. Non è serio inventare altre strade o altre soluzioni”.

ORE 14.54 – Risoluzione di Pier Ferdinando Casini affinché il governo Draghi prosegua e porti a termine il suo operato. Nella risoluzione Casini è solo scritto che “udite le comunicazioni” del premier “si approva”.

ORE 14.45 – L’intervento del capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, ha concretizzato le previsioni più cupe che tra i dem già si rincorrevano da ore. “Ci abbiamo provato, è finita”, è il commento senza appello di un membro della segreteria di Enrico Letta nel corridoio che porta dal Transatlantico al gruppo Pd Senato. Le condizioni poste dalla Lega, il Draghi bis e una nuova maggioranza, vengono considerate irricevibili per il presidente del Consiglio. “Ci manda tutti a…”. Tuttavia, tra i senatori Pd c’è anche chi invita alla calma, a non precipitare. “Un passo alla volta. C’è ancora margine. L’importante è arrivare al voto di fiducia. Stiamo lavorando per questo. Voglio vederli a votare contro…”. Ma i dubbi che a quel voto non ci si riesca nemmeno ad arrivare sono molti. Lo dice anche un big di Italia Viva. “Se si vota, i voti ci sono. Ma per fare cosa dopo?”. Intanto crescono i sospetti su un gioco di sponda tra Matteo Salvini e Giuseppe Conte, come ai tempi del Quirinale, per arrivare al voto anticipato. Ad essere pessimista sin da stamattina, dopo aver ascoltato il durissimo discorso del premier Mario Draghi verso la Lega, era stato Matteo Renzi. Coi suoi, si riferisce, dopo l’ottimismo manifestato ieri, il leader Iv ha cambiato mood. “La vedo difficilissima”, avrebbe detto ai senatori Iv.

ORE 14.40 – “Sostegno ad azione governo profondamente rinnovato sia per scelte politiche che nella composizione”. E’ quanto si legge nella risoluzione appena depositata in Senato, da parte della Lega, in cui si chiede che “nella compagine governativa siano compresi esclusivamente” le forze politiche “espressione dei partiti che hanno votato a favore della fiducia nella seduta del senato del 14 luglio” tenendo quindi fuori i Cinque Stelle.

ORE 14.29 – Io capisco che il presidente del Consiglio sia uscito dall’Aula, perché ormai i giochi sono fatti: il governo non c’è, il governo -presidente- non c’è più… Non c’è quell’ampia maggioranza necessaria per poter proseguire”. Lo ha detto Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato e tra i fondatori di Fdi, parlando a palazzo Madama.

ORE 14.23 – Il premier Mario Draghi ha lasciato l’aula dopo l’intervento del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo. Il presidente del Consiglio si è fermato per una decina di minuti nel corridoio attiguo all’aula, a due passi dalla sala del governo a Palazzo Madama, per confrontarsi con il sottosegretario alla presidenza Roberto Garofoli, i ministri Dario Franceschini, Roberto Speranza, Renato Brunetta e Lorenzo Guerini. Il presidente del Consiglio è rientrato ora in Aula. Draghi è poi riuscito nuovamente dall’Aula, impegnato in conversazioni telefoniche mentre i ministri continuavano a confrontarsi tra di loro e con i loro rispettivi staff.

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ORE 14.16 – E’ a firma del leghista Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, la prima risoluzione depositata in Aula, dopo le comunicazioni del premier Mario Draghi, sulla crisi di governo.

ORE 14.07 – “Se l’obiettivo è sostenere il campo largo progressista, presentandosi qui in aula facendo finta che non è successo nulla, con la stessa squadra di ministri, salvo qualche ritocchino, prendere o lasciare… beh noi qualche problemino, qualche perplessità noi l’avremmo. Non sarebbe serio nei confronti degli italiani e non sarebbe serio nei confronti dei nostri elettori perché noi, a differenza di altri partiti, dobbiamo rendere conto di quello che facciamo agli elettori e ai cittadini”. Lo ha detto il presidente dei senatori della Lega, Massimiliano Romeo, nel dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio a palazzo Madama.

ORE 13.58 – “Oggi e’ il momento di dare risposte non e’ il momento di far cadere i governi. E’ il momento che il governo e il parlamento diano risposte molto precise ai problemi delle persone”. Lo ha detto Maurizio Landini alla presentazione a Catania del ‘progetto per la Sicilia’ della Cgil regionale.

ORE 13.46 – Serve “una grande discontinuità che solo la sua persona così autorevole può dare”. “Come vede, ci sono diverse vie di uscita da questa situazione ma a questo punto la scelta spetta a lei”. Così il capogruppo leghista al Senato, Massimiliano Romeo si rivolge a Mario Draghi concludendo il suo intervento nella discussione generale sulle comunicazioni fiduciarie del premier in aula al Senato.

13.31 – Nessun attacco o sfida ai partiti, solo una ‘roadmap’ delle riforme da completare, degli impegni da onorare in chiave Pnrr. Mentre la Lega entra in fibrillazione per il discorso del premier Mario Draghi al Senato -“vediamo ora che succede” ha detto stizzito Matteo Salvini ai suoi prima di raggiungere Villa Grande per il vertice di centrodestra- da Palazzo Chigi puntualizzano all’Adnkronos che non c’era nessun affondo nelle parole del presidente del Consiglio -in un discorso di 33 minuti scritto interamente di suo pugno- ma solo una chiamata alla responsabilità visti gli impegni che attendono l’Italia, in attesa della seconda tranche da 21 miliardi di euro che dovrebbe arrivare da Bruxelles entro l’estate, mentre a fine anno è attesa la terza tranche da 21 miliardi e 800 milioni.

13.25 – “Siamo stupiti dal discorso del presidente Draghi: nessun accenno a flat tax e pace fiscale nonostante 50 milioni di cartelle esattoriali già partite o in partenza che rappresentano un’emergenza nazionale. Anche il passaggio sul credito di 1.100 miliardi di magazzino fiscale che l’Agenzia delle Entrate ha nei confronti di cittadini e imprese ci lascia perplessi. In questo momento di grave crisi economica con l’aumento delle bollette e delle materie prime anche alimentari, cosa si chiede? Di rimborsare subito? Se non bastano pandemia e guerra per un rinnovato patto fiscale tra cittadini, fisco e agenzia delle entrate cos’altro dovremmo aspettare?”. Lo dichiarano i deputati della Lega Massimo Bitonci, capogruppo in commissione Bilancio e capo dipartimento Attività produttive e Alberto Gusmeroli, vicepresidente commissione Finanze e responsabile Unità fisco del dipartimento Economia della Lega.

13.24 – “Occhi puntati su Draghi, e intanto la Bce valuta una risposta”, è il titolo di un articolo pubblicato oggi dal Financial Times. L’atto principale in scena oggi in Europa, scrive il FT, “è a Roma, dove Mario Draghi ritorna in Parlamento per valutare quanto sostegno politico abbia ancora il suo governo”.

La posta in gioco, si legge sul quotidiano britannico, “non è solo la stabilità dell’Italia, ma quella dell’intera eurozona, uno scenario che sta rendendo più complicati i calcoli della Bce in vista della riunione del Consiglio direttivo di domani”. Secondo il FT, infatti, gli esperti della Bce che si riuniranno domani a Francoforte “discuteranno se mettere da parte il compromesso faticosamente costruito il mese scorso, ossia cominciare a elevare i tassi di interesse di un quarto di punto percentuale, per scegliere una misura più audace”, forse di 50 punti.

Il motivo di questo improvviso cambio di rotta, osserva il quotidiano londinese, è tutto “in una parola, l’Italia. Il subbuglio politico a Roma rischia di erodere la fiducia degli investitori nella capacità di gestire il suo enorme debito pubblico”.

13.07 – “Il Presidente Draghi ha pronunciato un discorso forte e impegnativo, ponendo tutti, nessuno escluso, di fronte alle proprie responsabilità nei confronti del Paese. Un rinnovato patto di fiducia passa anche da una ritrovata sintonia tra il Governo e il Parlamento, nel rispetto dei ruoli e della capacità reciproca di ascolto e dialogo. Le aperture di Draghi sull’agenda sociale sono oggettive e devono tradursi in tempi rapidi in provvedimenti efficaci e capaci di rispondere alla domanda di protezione che arriva da famiglie e lavoratori”. Lo afferma il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro.

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13.06 – “Nessun contatto tra Matteo Salvini e Giuseppe Conte. Il leader della Lega non vede e non sente l’ex premier da alcuni mesi”. Lo rende noto la Lega.

12.45 – “Ancora prima dell’inizio di questa crisi di governo, subito dopo l’aggressione russa ai danni dell’Ucraina, qualcuno a Mosca non ha fatto altro che intervenire nel nostro dibattito interno con continue e gravi ingerenze nei confronti del governo italiano. Prima con endorsement a una forza politica del nostro Paese e successivamente con ripetute dichiarazioni contro il governo italiano. Appare evidente a tutti quale sia l’obiettivo, ossia provare ad alimentare la propria propaganda in Italia, così da screditare l’azione dell’esecutivo italiano. Un esecutivo che sta condannando fermamente l’atroce guerra portata avanti dall’esercito russo in Ucraina, con la morte di centinaia di innocenti”. Così Giuseppe Marici, portavoce del ministro Luigi Di Maio, replicando alla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

12.40- “Ricapitoliamo le dichiarazioni del Messia. Il reddito di cittadinanza verrà modificato come dico io e soltanto io. Sempre più armi in Ucraina perché per la Nato conta più della Costituzione. Salario minimo ok ma seguendo gli ordini europei e lavorando a braccetto con i sindacati che non vogliono minimamente perdere parte del potere che ancora gli resta. Sì ai rigassificatori perché dobbiamo comprare sempre più gas Usa (costa di più ed è più inquinante ma tanto mica lo paga lui). Superbonus? Come direbbe Mimmo in Bianco Rosso e Verdone ‘Nonna, nonna m’hanno fatto un buono. Che vor dì, vor dì che…?’ (Lascio a voi la risposta). E dopo tutto questo c’è davvero qualcuno con il fegato di votargli la fiducia?”. Lo chiede, con un post su Facebook, l’ex deputato M5S Alessandro Di Battista.

12.37 – “Dopo aver ascoltato il Premier Draghi nel suo discorso al Senato, mi chiedo, ancora più convinta, come possano alcune forze parlamentari, anche solo pensare, di sottrarre al paese una simile personalità”, così su Twitter l’eurodeputata del Pd Alessandra Moretti.


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