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A Venezia il cinema galleggiante. Il film si vede anche dalla barca

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Il cinema è respiro, apertura, curiosità infinita. Al tempo del Covid l’ingegno dei veneziani ha dato vita ad una rassegna cinematografica che si svolge completamente in acqua e all’aperto. Il festival “Cinema Galleggiante”, da un’idea di Edoardo Aruta e Paolo Rosso dell’associazione Microclima, in collaborazione con Ocean Space-TBA21−Academy, Pentagram Stiftung e Palazzo Grassi, Punta della Dogana e Pinault Collection, propone fino al 5 settembre, in parallelo con la Mostra di Venezia, una serie di proiezioni e di anteprime su una piattaforma galleggiante posizionata nel mezzo della laguna, nella secca retrostante l’isola della Giudecca.

Ogni sera dalle 19 un film viene proiettato nella luce del tramonto su un grande schermo e il pubblico potrà assistervi dalle proprie imbarcazioni oppure da una piattaforma galleggiante raggiungibile a piedi e pensata chi è sprovvisto della barca, diviso in nuclei familiari rispettando le distanze di sicurezza, ovviamente previa prenotazione gratuita. A piedi si scende alla fermata Giudecca Palanca per poi prendere Calle lunga dell’Accademia dei Nobili, al cui temine vi e? l’ingresso del cantiere nautico Chia, reception dell’evento. In barca invece si arriva dalle Zattere imboccando il Rio De Sant’Eufemia, canale posto tra l’omonima chiesa e Harry’s Dolci.


A Venezia il cinema galleggiante. Il film si vede anche dalla barca

«Venezia è la città che ha inventato la quarantena e che durante i momenti più tragici ha visto migliaia di imbarcazioni affiancate ai lazzaretti per ospitare i contagiati dalla peste – spiega Paolo Rosso, ideatore della manifestazione – è quindi il luogo ideale per un gesto non solo di attesa meditativa e parziale distanza ma anche di unione e rinascita. In risposta al periodo di incertezza sociale ed ambientale che il mondo sta vivendo, sono emerse molteplici iniziative che rispondono all’urgenza comune di immaginare nuove forme di dialogo. In questo gioco di fantasia, Venezia, archetipo della città in cui la relazione fragile tra essere umano e ambiente è manifesta, può fungere da catalizzatore di sperimentazioni e di idee che dal locale si riflettono sul globale. Per questo abbiamo lavorato su “Cinema Galleggiante” cercando di riunire per la prima volta nella storia della città alcune tra le più note istituzioni e realtà culturali, locali e non solo».

La kermesse ha la peculiarità di svolgersi interamente in acqua. E’ successo fino ad oggi rarissime volte a Venezia e solo per eventi musicali. Il programma si è aperto con Ulisse Trabacchin dal Teatro alla Scala di Milano che ha improvvisato al pianoforte accompagnando le immagini girate da Mariano Fortuny y Mandrazo all’inizio del Novecento. Di scena anche il lanternista Gianni Trotter, un artista d’altri tempi che utilizzando una lanterna magica di fine Ottocento guida gli spettatori attraverso uno spettacolo di pre-cinema dedicato al viaggio e all’esplorazione di luoghi sconosciuti. Tra le proiezioni di filmati e documentari si segnalano “Making a splash” di Peter Greenaway, “A history about silence” di Caterina Erica Shanta, “Il principio idraulico o di costanza” di Mariateresa Sartori, selezionato dalla Fondazione Querini Stampalia, l’anteprima italiana di “Some kind of heaven” di Lance Oppenheim presentato al Sundance, “Volver” del videoartista veneziano Giorgio Andreotta Calò e “Powers of ten” di Eames Office presentato dalla Collezione Peggy Guggenheim. Le associazioni Il Caicio, Soralai e Soto Aqua forniranno invece in quesdti giorni le imbarcalzioni a remi per le operazioni logistiche e accompagneranno il pubblico dal Cantiere Chia fino al pontone galleggiante per asssistere alle proiezioni.




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