Addio alla Naspi nel 2024? L’INPS svela il trucco per non perdere l’indennità

Addio alla Naspi nel 2024? L’INPS svela il trucco per non perdere l’indennità

Dal prossimo anno l’INPS bloccherà i pagamenti della Naspi per chi non effettua un determinato adempimento. Di quale si tratta?

I percettori di Naspi dovranno dichiarare i redditi presunti, se non vorranno perdere il diritto alla disoccupazione.

comunicazione redditi per naspi
L’INPS puà interrompere l’erogazione della NASPI- InformazioneOggi.it

A stabilirlo è stato l’INPS, con il Messaggio n. 4361 del 5 dicembre 2023. L’Istituto di Previdenza ha chiarito che coloro che percepiscono l’indennità di disoccupazione e, allo stesso tempo, svolgono un’attività lavorativa autonoma dovranno comunicare i redditi percepiti. È necessario, però, che il compenso annuo da lavoro autonomo non sia superiore a 5.500 euro.

L’obbligo di dichiarazione dei redditi percepiti sussiste per coloro che:

  • svolgono un’attività lavorativa autonoma con partita Iva;
  • sono iscritti alla Gestione Separata INPS;
  • ricoprono ruoli in società di persone o capitali;
  • sono iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti;
  • svolgono un’attività lavorativa parasubordinata, subordinata oppure occasionale.

La comunicazione va effettuata, tramite Modello Naspi/Com, entro un mese dall’inizio dell’attività lavorativa oppure un mese dalla richiesta di Naspi (se l’attività era già in essere). A tal fine, si può utilizzare l’apposito servizio a disposizione nella sezione dedicata alla Naspi di MyINPS oppure rivolgersi a un CAF.

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Comunicazione del reddito per l’erogazione della Naspi: quando è obbligatoria?

I percettori di Naspi devono comunicare il reddito presunto da lavoro autonomo entro il 31 gennaio 2024.

L’INPS, poi, deciderà se ci sono i requisiti per proseguire l’erogazione della prestazione solo al termine del periodo d’imposta. L’accertamento della situazione reddituale dichiarata è automatico. Chi, invece, non presenta la Dichiarazione dei Redditi deve comunicare gli importi percepiti dall’attività lavorativa sempre tramite il Modello Naspi/Com, ma entro il 31 marzo dell’anno successivo al periodo d’imposta di riferimento.

Tutti i redditi effettivi riferiti all’anno 2023, quindi, devono essere comunicati non oltre il 31 marzo 2024. Se l’importo coincide con quello dei redditi presunti, allora il riconoscimento della Naspi rimarrà invariato e il titolare potrà continuare a percepire il sussidio senza interruzioni.

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In caso contrario, si provvederà al ricalcolo a vantaggio o svantaggio del percettore, a seconda di quanto dichiarato.

È, tuttavia, sempre obbligatorio inviare la dichiarazione all’INPS, anche se i redditi percepiti sono tendenti allo zero. In questo modo, non si rischiano eventuali sospensioni.

I percettori di Naspi che non dichiarano i redditi presunti del 2024, incorrono nella sospensione della prestazione a partire dal 31 dicembre 2023. Sono, invece, salvi coloro che nel 2023 hanno presentato la comunicazione pur avendo un reddito pari a zero, per il quale non sono previsti cambiamenti nel 2024. La dichiarazione, infatti, va presentata soltanto se i contribuenti prevedono di percepire, per il 2024, un reddito differente.

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