Affitti brevi, trattativa in bilico nel dl aiuti. Ma sul termovalorizzatore di Roma si va avanti

È in bilico l’emendamento che darebbe al Comune di Venezia il potere di limitare gli affitti brevi, con l’obiettivo dichiarato di colpire le locazioni “mordi e fuggi”. L’articolo 37 bis inserito alla Camera nell’iter di conversione del decreto aiuti, salutato favorevolmente dal sindaco della città lagunare Brugnaro, è stato invece duramente criticato dal fronte dei proprietari, con Confedilizia che parla di norma «liberticida e di dubbia costituzionalità» per la compressione del diritto di chi possiede un immobile di ricavarne reddito con questa modalità. Perplessità, anche se in via informale, sarebbero state espresse anche dal presidente della Regione Veneto Zaia. Ora la novità – che colpisce una realtà ormai consolidata come quella dei B&B – potrebbe finire nell’elenco di quelle destinate a saltare con il ritorno del testo dall’aula di Montecitorio alla commissione. Non è invece in discussione l’articolo 13 del decreto, che attribuendo al sindaco di Roma (commissario straordinario per il Giubileo 2025) poteri in materia di gestione di rifiuti permette di fatto l’avvio del progetto termovalorizzatore. Questa parte del testo era già stata oggetto di un emendamento in senso contrario del Movimento Cinque Stelle, che è stato bocciato in commissione: ora la norma resterà così com’è.
Di solito il ritorno di un provvedimento in commissione avviene per motivazioni essenzialmente tecniche, per aggiustare le coperture di bilancio o per riscrivere – o al limite cancellare – pezzi di normativa magari scritti in fretta nel corso di una seduta notturna. Stavolta però potrebbe esserci qualcosa di più, con la possibile archiviazione oltre che dall’emendamento sugli affitti anche di quello che ha introdotto ulteriori vincoli sulle offerte di lavoro destinate ai percettori del reddito di cittadinanza.

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LA PROPOSTA

In realtà il tema delle locazioni, o meglio quello delle eventuali misure per intervenire sui flussi di visitatori nelle città a vocazione turistica, è al centro di uno scontro ancora più ampio. Mentre da una parte si punta a far cadere le restrizioni e quindi a garantire la piena applicazione della normativa del 2017 che disciplina gli affitti brevi, dall’altra c’è chi come il sindaco di Firenze Nardella, già autore di una proposta di legge di iniziativa popolare, vorrebbe estendere l’emendamento su Venezia a tutte le altre città d’arte.
Le altre parti del decreto che potrebbero essere oggetto di stralcio totale o parziale toccano temi molto più tecnici. La prima è la norma che riguarda le società benefit, quelle cioè che nell’esercizio di un’attività economica oltre al conseguimento degli utili perseguono una finalità di beneficio comune ad esempio nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente. La novità inserita in commissione, ora oggetto di valutazione, estende il periodo di utilizzo dello specifico credito di imposta introdotto nella legislazione proprio per favorire la formazione di questo tipo di società.

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GLI ALTRI PUNTI

In bilico anche la proroga dal primo febbraio al 15 giugno del periodo entro il quale alcune categorie di lavoratori devono iniziare o completare il ciclo vaccinale contro il Covid, per non incorrere nella sanzione di 100 euro; viene prolungato anche il periodo di tempo a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per provvedere alla notifica dell’avviso di addebito.
Potrebbero essere poi riviste anche la norma che introduce la figura del “soccorritore militare per le forze speciali”, quella che interviene sulla riorganizzazione delle Camere di commercio della Regione siciliana ed infine un singolo comma che va a modificare la composizione e il funzionamento del comitato sulla revisione della spesa istituito presso il ministero dell’Economia e delle Finanze.

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