Aiuti economici per le famiglie in difficoltà: tutte le opportunità del 2022

Scopriamo tutti gli aiuti economici dedicati alle famiglie in difficoltà nel 2022. Bonus, indennità disoccupazione e RdC le misure principali che lo Stato riserva ai cittadini.

Il Governo eroga misure assistenziali di natura economica riservate ai nuclei familiari che non hanno le risorse adatta a sopravvivere tra i rincari.

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Uno Stato civile deve garantire a tutti i suoi cittadini di vivere con dignità. Alla base della società dovrebbero esserci uguaglianza e stesse possibilità per ogni persona ma ognuno di noi sa che nel mondo in cui viviamo tale desiderio è utopia. Occorre accontentarsi di poter ottenere degli aiuti economici che permettano di soddisfare i bisogni primari nel momento in cui non si ha un lavoro o una retribuzione soddisfacente. Le misure assistenziali, però, dovrebbero essere solamente un ponte momentaneo da attraversare mentre si attende che le opportunità lavorative ci siano per tutti e che gli stipendi siano sufficienti per vivere dignitosamente. In attesa di scendere da questo ponte – si prevede una lunga camminata considerata l’arretratezza della nostra nazione in alcune importanti questioni – scopriamo quali sono gli aiuti concessi a chi è in difficoltà.

Aiuti economici per le famiglie, la lista

La prima misura che il Governo propone a chi è in difficoltà economiche è il Reddito di Cittadinanza. Parliamo di un beneficio concesso a chi perde il lavoro e presenta requisiti reddituali specifici. Per accedere alla misura occorrerà sottoscrivere un Patto per il lavoro e un Patto di inclusione. Il cittadino si impegnerà, così, a cercare attivamente un’occupazione e a non isolarsi dalla società. Ad oggi la misura è alquanto dibattuta dato che sempre essere un materassino lasciato in balia delle onde da cui tanti cittadini non intendono scendere. I controlli sull’obbligo di recarsi al Centro per l’Impiego almeno una volta al mese e di non rifiutare più di due lavori per non perdere la prestazioni non ci sono e ciò toglie valore alla misura.

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In ogni caso, ricapitoliamo le condizioni di accesso. L’ISEE dovrà essere inferiore a 9.360 euro, il patrimonio immobiliare non dovrà superare i 30 mila euro e il patrimonio mobiliare dovrà essere inferiore a 6 mila euro (più 2 mila euro per ogni componente della famiglia per un limite massimo di 10 mila euro). Non bisognerà, poi, avere veicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi precedenti all’inoltro della domanda né essere proprietari di veicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc o moto di cilindrata superiore a 250 cc. La domanda dovrà essere presentata all’INPS e rinnovata ogni diciotto mesi.

Indennità di disoccupazione

Una seconda misura di rilevante importanza è la NASPI, l’indennità di disoccupazione rilasciata a chi è rimasto senza lavoro non per propria colpa. Possono avervi accesso i lavoratori con rapporto di lavoro subordinato inclusi gli apprenditi, il personale artistico e i soci lavoratori di cooperative. La NASPI verrà erogata per un numero di settimane equivalente alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni. Durante la fruizione verranno versati contributi figurativi e i versamenti potranno avvenire per massimo 24 mesi.

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I disoccupati collaboratori a progetto, iscritti alla Gestione Separata INPS, con collaborazioni continuative, i dottorandi di ricerca con borsa di studio e gli assegnisti potranno chiedere la DIS-COLL. L’erogazione durerà al massimo sei mesi e non prevede i versamenti dei contributi figurativi.

Bonus casalinghe e assegno di vedovanza, altri aiuti economici da conoscere

Il Bonus casalinghe è erogato alle donne senza reddito con o senza figli. Si tratta di un incentivo per permettere alle richiedenti di frequentare corsi di formazione in modo del tutto gratuito. L’obiettivo è dare una spinta verso l’ingresso nel mondo del lavoro per poter ricevere un proprio stipendio.

L’assegno di vedovanza, invece, viene concesso alle donne rimaste vedove che non lavorano perché inabili o titolari di indennità di accompagnamento. Dovranno essere state sposate con un dipendente pubblico e privato, ricevere l’assegno di reversibilità ed essere invalidi al 100% con la necessità di avere un’assistenza continua per poter svolgere le azioni quotidiane più semplici.

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