Al via lo Spief, la Davos russa di San Pietroburgo diventata ‘radioattiva’

Da oggi al 18 giugno San Pietroburgo torna a ospitare il Forum economico internazionale (SPIEF). Lo slogan della 25esima edizione parla da solo: “Nuove opportunità in un nuovo mondo”. Anche se il Cremlino si muove come se niente fosse, un po’ come accadde nel 2014 dopo l’annessione della Crimea, è innegabile che dopo l’invasione dell’Ucraina, le sanzioni occidentali e l’addio di molte multinazionali dalla Federazione, l’atmosfera sulla Neva sia decisamente cambiata. In altre parole il prestigioso appuntamento della comunità economico-finanziaria internazionale è diventato, per citare Bloomberg, «radioattivo».

L’Italia presente con Gozzi, direttore generale di Confindustria Russia

Sono dunque lontani i tempi in cui il summit sulla Neva era una sorta di Davos russa a cui accorrevano leader come Angela Merkel (2013), Matteo Renzi (2016), Narendra Modi (2017) o Emmanuel Macron (2018). Per dare una idea, nel 2019, al forum parteciparono 19 mila delegati provenienti da 145 Paesi, tra cui il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e il presidente cinese Xi Jinping. Nel 2021, nonostante le restrizioni anti-Covid, l’evento ha ospitato circa 13.500 persone provenienti da 141 Paesi. Quest’anno invece hanno confermato la loro presenza solo 115 rappresentanti di Stato e 2700 businessman. Come riportato da RBC, alcuni degli ospiti hanno cercato di mantenere nascosta la loro partecipazione. Altri, come hanno ammesso gli stessi organizzatori, avevano addirittura chiesto senza successo di non essere identificati con i badge delle aziende per cui lavorano per evitare di diventare bersaglio delle sanzioni. Pur di mantenere l’anonimato, si presume che alcune società abbiano pagato la quota di partecipazione – 16.600 dollari – attraverso intermediari. Eppure c’è chi al forum proprio non ha voluto rinunciare. Gli occidentali, anche se con il contagocce, parteciperanno ad alcune tavole rotonde. All’appello ha risposto anche l’Italia con Alfredo Gozzi, direttore generale di Confindustria Russia che figura tra i relatori e Vincenzo Trani, presidente della Camera di Commercio italo-russa e il numero uno di Delimobil, la società di car sharing nel cui cda fino al 24 febbraio sedeva anche Renzi, dimessosi dopo l’inizio dell’invasione. Non mancano poi big di Francia, Canada e Stati Uniti. Tra i nomi più in vista, Robert Agee, presidente della Camera di Commercio americana in Russia; Emmanuel Quidet, presidente della Camera di Commercio franco-russa e Tadzio Schilling, Ceo dell’Associazione del Business europeo (Aeb).

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Al via lo Spief, la Davos russa di San Pietroburgo diventata "radioattiva"
Lo spazio Sberbank allo Spief 2022 (Getty Images).

Nella lista degli ospiti anche un rappresentante dei talebani

Accolti con tutti gli onori invece i rappresentanti dei Paesi ‘amici’, quelli che non hanno aderito alle sanzioni: dal Kazakistan, con il presidente Kasim-Yomart Tokayev, all’Armenia, rappresentata dal capo di Stato Vahagn Khachaturian, dalla immancabile Bielorussia all’Egitto, dal Venezuela all’Iran, fino a Tagikistan, Siria, Nicaragua, Uruguay, Messico, Colombia e Belize. Per non farsi mancare nulla, la lista degli ospiti include anche un rappresentante dei talebani e un ministro del governo militare del Myanmar.

Attesa per l’intervento di Putin venerdì 17 giugno

Attesa per l’intervento di Putin, in programma venerdì 17 giugno davanti alla sessione plenaria dello Spief moderata dalla caporedattrice di RT Margarita Simonyan. Il presidente terrà un discorso in cui, secondo le anticipazioni, «valuterà la situazione politica ed economica mondiale e delineerà la direzione dello sviluppo della Russia». Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha sottolineato «l’estrema importanza» dell’intervento che si concentrerà sulle sanzioni anti-russe. All’incontro, giusto per smorzare le tensioni, dovrebbero partecipare anche Leonid Pasechnik e Denis Pushilin, leader delle autoproclamate repubbliche di Lugansk e Donetsk. Nonostante nel programma non ci siano molti riferimenti all’Ucraina, la cosiddetta “operazione militare speciale” del Cremlino sarà discussa nell’ambito di un incontro sulle “notizie false nell’era della globalizzazione”, alla presenza della portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova – la stessa che ha dato a Massimo Giletti del ‘bambino’ e con la già citata Simonyan signora dell’infowar di Mosca – del deputato di Russia Unita Alexander Khinshtein e persino dei comici filo-Cremlino Vovan e Lexus.

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