Alberto Genovese, della dipendenza alle chat: “Sono un porco pedofilo”

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Ora agli atti dell’inchiesta è finita una chat con amici, in cui l’imprenditore Alberto Genovese scriveva “Io sono un porco pedofilo. Ho un range 16/20, in Italia è legale, tecnicamente”. Genovese è accusato di violenza sessuale aggravata, per aver drogato e stuprato due ragazze, in due occasioni diverse. Lui continua a sostenere che fosse “sesso consenziente”.

Le accuse degli inquirenti e come si difende l’imprenditore Alberto Genovese

L’imprenditore è accusato di aver drogato e violentato brutalmente almeno due ragazze, attirate dalle sue feste a base di droga, in appartamenti e ville di lusso. Le accuse sono cominciate l’11 ottobre 2020, quando una modella di 18 anni è riuscita a scappare seminuda dall’appartamento di Genovese, dove ha subito quasi 24 ore di violenze. La ragazza ha fermato una volante e il mese dopo Genovese è stato arrestato. Alla denuncia della 18enne si aggiunge quella di una ragazza di 23 anni. I fatti risalgono all’estate del 2020 in una villa a Ibiza, dove la ragazza è stata stuprata da Genovese e dalla sua ex fidanzata, Sarah Borruso, anche lei imputata.

Nel primo interrogatorio dello scorso 6 novembre l’imprenditore aveva pianto e si era rifugiato nel silenzio, come se non ricordasse niente. Genovese era infatti dipendente dalla droga, che gli avrebbe annebbiato la mente. L’imprenditore è stato nel carcere di San Vittore fino a luglio, ora si trova ai domiciliari in una clinica per disintossicarsi.

Il racconto di Genovese sulla sua dipendenza: “un vortice in cui ho perso ogni umanità”

È lo stesso Genovese a raccontare come è diventato dipendente dalla cocaina. Il tutto è cominciato nell’agosto 2016, dopo due anni di separazione dalla donna con cui conviveva da 7 anni. In quegli anni Genovese è passato dall’alcool alla droga, perché “quando mi ha lasciato è finito tutto”. Con lei l’imprenditore avrebbe voluto avere figli e una vita insieme. Prima della separazione la sua vita era “piena, viva, dedicata al lavoro, con affetti sinceri”. Poi racconta di aver “trovato la medicina“. “Quando ho trovato la medicina è stata una liberazione perché non pensavo più a niente. È stata l’anestesia della mia vita”.

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Da una riga è passato ai “panetti per annullarsi completamente”, entrando in un “vortice in cui ho perso ogni umanità“. Spesso il 44enne si rifugia dietro la droga e dice di non ricordare bene, di avere la mente annebbiata. Ricorda però che in quella notte tra il 10 e l’11 ottobre 2020 la modella, allora 18enne, era consenziente, sia di assumere droghe che di fare sesso estremo. Secondo l’uomo in camera da letto ci andarono “volontariamente, consensualmente” e che si trattò di un “incidente”. A causare l’”incidente” sarebbe stato il fatto che non avevano concordato una parola d’ordine per finire il rapporto estremo.

La ragazza ha dichiarato ai pm di essere stata drogata inconsapevolmente e di non ricordare nulla. Lei si è resa conto di quanto aveva subito solo dopo mesi, dopo che i video delle telecamere disseminate nell’attico sono finiti agli atti. Le telecamere hanno registrato le manovre sadiche e le sue urla di dolore. Alberto Genovese ha dichiarato di essere riuscito a guardare quei video solo parzialmente, perché gli provocano “attacchi di panico“. Senza l’effetto della droga prova “schifo e disgusto“, “un moto di repulsione, di ansia, di sofferenza“.

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Una vicenda analoga ha toccato una ragazza 23enne, che è stata violentata ad Ibiza dall’imprenditore e la sua ex fidanzata, Sarah Borruso. Anche in questo caso l’uomo ha affermato che era “assolutamente e completamente consapevole di quello che stava facendo”. Ha inoltre aggiunto che la ragazza avrebbe assunto droghe e chiesto soldi per fare sesso. La richiesta potrebbe essere semplicemente il frutto di un’allucinazione.

Le chat con gli amici e il tenore di vita, tra feste e droghe

Alberto Genovese ha ammesso che prediligeva ragazze molto giovani, magre e pronte ad assumere droghe. Come riporta il Corriere della Sera, in un chat con gli amici maschi scriveva “Io sono un porco pedofilo“, aggiungendo “Io ho un range 16/20, in Italia è legale, tecnicamente”. E ha spiegato anche che “se non sei un suo parente o un prof” è legale avere rapporti con una 16enne, quindi minorenne, consenziente. “Nel 2018 ho fatto tre sedicenni”.

Dopo la separazione del 2016 ed aver cominciato a fare uso di droghe, nelle sue ville queste scorrevano a fiumi. L’imprenditore era solito fare feste a “Terrazza sentimento”, il suo attico con vista sul Duomo di Milano. Durante l’estate le feste di spostavano a Ibiza, a Villa Lolita. In queste due abitazioni sarebbero avvenuti gli stupri dell’allora 18enne e della 23enne.

Secondo Genovese “le ragazze venivano apposta per drogarsi” alle sue feste. Lui nel mentre era “un universo in cui tutto era permeato dalla droga”. Tra le tante dichiarazioni ne spicca una scioccante. Genovese ha infatti dichiarato di essere “arrivato addirittura a pensare di non poter stare con una ragazza che non fosse drogata“. L’imprenditore era solito regalare borse costosissime alle donne con cui stava. Negli anni racconta di essersi allontanato dagli “amici storici, sani”, per avvicinarsi a chi lo usava per quello che aveva da offrire. “Per i regali, per le cene, per le vacanze, per tutto quello che era intorno a me”. Temeva inoltre che almeno 200 ragazze volessero solo “farsi mettere incinte”. Dopo l’arresto, “sono spariti in un secondo”.

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