‘Alessia Pifferi non è mostro, l’ho vista’/ Parla Sara Ben Salha della faida trapper

Sara Ben Salha ha 20 anni e dal 3 agosto scorso sarebbe ai domiciliari dopo l’arresto con l’accusa di aver fatto da “esca” in un agguato nell’ambito di una faida tra trapper. Avrebbe attirato un giovane vicino a Baby Touché, poi aggredito da membri della crew di Simba La Rue, con una scusa prima di finire nel mirino delle indagini. In una intervista a Repubblica, la ragazza ha raccontato la sua versione e ha parlato del presunto incontro in carcere con Alessia Pifferi, la donna accusata di aver fatto morire di stenti la figlia. Le due si sarebbero viste all’interno della sezione di San Vittore, l’una di fronte all’altra nelle rispettive celle, prima che per Sara Ben Salha fosse disposta la misura dei domiciliari.

Non nega assolutamente le sue colpe – ha dichiarato al quotidiano la 20enne, riferendosi ad Alessia Pifferi –, soffre molto. (…) Ho provato tanto dispiacere quando l’ho salutata, le ho assicurato che le avrei scritto e lo farò. Lei pagherà a vita il prezzo di ciò che ha fatto, quindi anche lei merita una spalla su cui piangere“. Il caso della piccola Diana ha scosso l’Italia. La bimba, appena 18 mesi, secondo l’accusa mossa alla madre sarebbe morta di stenti dopo essere stata abbandonata da sola in casa, a Milano, per giorni.

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Chi è Sara Ben Salha, accusata di aver fatto da esca in una faida tra trapper

Il nome di Sara Ben Salha sarebbe finito nell’inchiesta sul collettivo di Simba La Rue – anch’egli indagato – relativamente alla faida con il gruppo del trapper Baby Touché. Secondo l’accusa, la ragazza avrebbe fatto da esca attirando con una scusa un giovane vicino a quest’ultimo, Akrem Ben Haj Aouina, aggredito nel marzo scorso dalla crew rivale. Sempre ai microfoni di Repubblica, Sara Ben Salha, difesa dall’avvocato Antonino Crea, avrebbe ricalcato il contorno della sua versione dei fatti sostenendo di essere estranea al contesto in cui sarebbe maturata l’aggressione. “Ho le mie colpe – ha raccontato la ragazza al quotidiano –, ovviamente potevo anche aspettarmelo che quello non era solo un modo per spaventarlo ma che avevano altre intenzioni, sono stata io una ingenua a fidarmi della loro parola“.

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20 anni, iscritta alla Facoltà di Giurisprudenza, Sara Ben Salha un giorno vorrebbe diventare un magistrato: “Non so quanto sarà possibile realizzare questo sogno, ma io ci proverò“. E sul conto dei ragazzi che gravitano intorno ai trapper Simba La Rue e Touché sembra avere le idee chiare, come rivelato ancora a Repubblica: “Nessuno di loro è un vero criminale. Sia Simba che Touché sono entrati nei loro personaggi senza pensare alle conseguenze, prendendo spunto dai cantanti americani che certe cose le hanno fatte davvero (…) “.

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