Aliquote IMU 2023, arrivano novità nella legge di Bilancio: cambia tutto? La verità

Con l’ultima legge di Bilancio arrivano novità IMU 2023, in particolare per le aliquote IMU. Infatti si interviene sul potere dei Comuni in tema di determinazione di queste ultime. Il MEF potrà infatti modificare o integrare le fattispecie per le quali gli enti locali possono diversificare le aliquote in oggetto.

L’IMU è una tassa ben conosciuta dai cittadini. Essa è la sigla di Imposta Municipale Propria, ovvero il tributo previsto dal governo Monti nella manovra Salva-Italia del 2011, che viene pagato a livello comunale sul possesso dei beni immobiliari.

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Informazione Oggi

Ricordiamo che è operativa a partire dal gennaio 2012, e fino al 2013 è stata applicata anche sull’abitazione principale. Ebbene, in tema di IMU 2023 vi sono novità per le aliquote in quanto si interviene sul potere dei Comuni su queste ultime. Ciò perché il Ministero dell’Economia potrà modificare o integrare i casi per i quali gli enti locali potranno diversificare le aliquote per questo genere di imposta.

Riferimento normativo è il testo della legge di Bilancio 2023 pubblicata in GU n. 303 del 29 dicembre e in vigore dal primo gennaio, la quale peraltro incide sulla disciplina dei poteri dei Comuni in campo di IMU. Vediamo un po’ da vicino queste novità significative.

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Aliquote IMU 2023: cosa cambia?

Onde aver ben chiaro il contesto di riferimento e capire perché le novità in fatto di aliquote sono di rilievo, ricordiamo che il pagamento della tassa IMU è dovuto da tutti i cittadini che sono in possesso dei seguenti immobili:

  • fabbricati differenti dall’abitazione principale, vale a dire il luogo in cui è stabilita la residenza anagrafica e la dimora fisica;
  • abitazioni principali signorili, e ci riferiamo in particolare soltanto a quelle accatastate nelle categorie “di lusso” A/1, A/8 e A/9;
  • aree fabbricabili;
  • terreni agricoli.
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Ebbene, come accennato in apertura, grazie alle novità appena introdotte e di cui si trova traccia in manovra:

  • sarà compito di un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali, indicare la possibilità di modificare o integrare i casi per i quali i Comuni possono diversificare le aliquote IMU. La tassa è infatti di competenza degli enti locali.
  • si interviene sugli adempimenti legati ad aliquote e regolamenti IMU da parte degli enti locali. A partire dal primo anno di applicazione obbligatoria del prospetto delle aliquote (da immettere all’interno del Portale del federalismo fiscale entro particolari termini di legge, allo scopo di trovare applicazione nell’anno di riferimento), in assenza di una delibera ad hoc approvata e pubblicata nei termini di legge, varranno le aliquote di base IMU e non quelle valevoli nell’anno anteriore.

Aliquote IMU: alcuni chiarimenti sulla loro individuazione da parte dei Comuni

Ricordiamo che il Comune fissa le aliquote dell’IMU con delibera del Consiglio comunale e perciò per trovare le aliquote IMU 2022 occorre fare riferimento alla delibera di approvazione del Comune nel quale è ubicato l’immobile. In particolare sul piano della determinazione delle aliquote da parte degli enti locali, i regolamenti e le delibere di individuazione devono essere approvate dal comune entro il termine fissato dalle norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione, come disposto per la generalità dei tributi locali dalla legge n. 296 del 2006.

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Inoltre, la legge di Bilancio 2020 indica l’obbligo di stilare la delibera di approvazione delle aliquote IMU, dopo aver elaborato un prospetto informatizzato che costituisce parte integrante dell’atto. Ma attenzione perché detto obbligo è subordinato all’adozione dell’apposito citato decreto del MEF, che indica le fattispecie per cui i comuni possono distinguere le varie aliquote IMU e, perciò, che permette di elaborare il prospetto in oggetto.

Pubblicazione degli atti in materia di IMU sul sito web del Dipartimento delle finanze

Non solo. Allo scopo di conseguire efficacia, i regolamenti e le delibere comunali in materia di determinazione delle aliquote IMU devono poi essere pubblicati sul sito web del Dipartimento delle finanze. Attenzione anche a quanto segue: detti atti sono applicabili per l’anno al quale si riferiscono – e dunque a partire dal primo gennaio dell’anno stesso – a patto che detta pubblicazione si compia entro il 28 ottobre dello stesso anno. In ipotesi invece di mancata pubblicazione entro il 28 ottobre, varranno le aliquote e i regolamenti vigenti nell’anno anteriore.

Per permettere al MEF di dare luogo alla pubblicazione entro il termine del 28 ottobre di ogni anno, gli atti dovranno però essere trasmessi entro il termine perentorio del 14 ottobre dell’identico anno. La trasmissione può aversi soltanto in via telematica e dunque con modalità digitali.

In altre parole, ai fini della pubblicazione, il Comune è obbligato ad immettere il prospetto delle aliquote IMU e il testo del relativo regolamento entro il citato termine, nell’apposita sezione del Portale web del federalismo fiscale.

Conclusioni

In tema di novità IMU in legge di Bilancio 2023, abbiamo dunque un’integrazione della legge di bilancio 2020 (n. 160 del 2019) che nella sua formulazione vigente indica che, dal 2021, i Comuni possono diversificare le aliquote IMU solo in rapporto alle fattispecie rintracciate con decreto MEF, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali.

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Le nuove regole integrano la legge di Bilancio 2020, allo scopo di affidare ad un decreto MEF la possibilità di modificare o integrare le fattispecie per cui i Comuni, dallo scorso anno, possono diversificare le aliquote IMU a livello locale.

Ribadiamo infine che a seguito delle novità introdotte, le aliquote e i regolamenti comunali IMU hanno effetto per l’anno di riferimento, a patto che siano pubblicati sul sito web del Dipartimento delle finanze del MEF, entro il 28 ottobre dell’identico anno.

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