Altro Bonus in arrivo in busta paga, ecco chi riceverà altri 75 euro e per quanti mesi

Altro Bonus in arrivo in busta paga, ecco chi riceverà altri 75 euro e per quanti mesi

Visto che il caro prezzi non accenna a fermarsi il governo è al lavoro per riconoscere una maggiore liquidità agli italiani. Con il decreto di luglio dovrebbe essere approvato un taglio provvisorio del cuneo fiscale

Busta paga

Busta paga (Foto Ansa)

Non solo il Bonus da 200 euro per i quali sono state già avviate le procedure per il pagamento – i primi a riceverlo saranno i pensionati e poi toccherà ai lavoratori dipendenti (previa la consegna di un’autocertificazione). Visto che il caro prezzi non accenna a fermarsi il Governo è al lavoro per riconoscere una maggiore liquidità agli italiani. Ulteriori misure verranno prese con quello che dovrebbe essere il decreto luglio, un provvedimento con cui oltre a mettere mano agli stipendi si cercherà di limitare l’aumento delle bollette e dei carburanti.

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Taglio cuneo fiscale

Come spiega Money.it, per quanto riguarda gli stipendi, con questo provvedimento dovrebbe essere approvato un taglio provvisorio del cuneo fiscale, aumentando così la retribuzione netta a parità di lordo. Ricordiamo, infatti, che con il termine cuneo fiscale si intende l’insieme delle imposte e dei contributi che aziende e lavoratori pagano sullo stipendio. Più questo si riduce, quindi, e più si assottiglia la differenza che c’è tra lordo e netto.

4 mesi di bonus

Nel dettaglio, il nuovo taglio potrebbe esserci per le ultime quattro buste paga dell’anno, quindi da settembre a dicembre. Il tutto a fronte di una percentuale del 4%, con i lavoratori che guadagneranno dai 50 ai 75 euro netti in più al mese. In totale, quindi, un bonus complessivo che va dai 200 ai 300 euro, a seconda dei casi.

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Chi ne ha diritto

Va detto, però, che tale misura sarebbe riservata a coloro che già stanno godendo del bonus contributi, ossia solo chi ha un reddito da lavoro dipendente lordo non superiore a 35mila euro. Per lo Stato si tratterebbe di un esborso di 2,5 miliardi di euro, con la promessa che – come richiesto ad alta voce da Confindustria – per il 2023 si rifletterà su una riforma strutturale così da ridurre definitivamente il costo del lavoro in Italia

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