Ambiente, energia, nucleare e rigassificatori: le proposte dei partiti per le elezioni politiche

Energia, ambiente e nucleare temi caldi dell’attualità e della campagna elettorale per le elezioni politiche del 25 settembre. Le posizioni sono diverse: sì al «nucleare pulito» per il centrodestra, «rigassificatori necessari ma transitori» per il centrosinistra, «stop alle trivellazioni e no a nuovi inceneritori» per il Movimento 5 Stelle.

Renzi e Calenda, invece, puntano sul «mix energetico». Ecco tutte le proposte per l’ambiente, l’energia e il nucleare dei diversi partiti per le prossime elezioni.

Per il centrodestra: sì al «nucleare pulito»

Il tema dell’indipendenza energetica, o «sfida dell’autosufficienza energetica», è ancora più attuale dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e i relativi problemi di costi e approvvigionamento di gas per l’Italia. Il manifesto elettorale del centrodestra inserisce nel punto 11, dedicato all’energia, la possibilità di «ricorso alla produzione energetica attraverso la creazione di impianti di ultima generazione senza veti e preconcetti, valutando anche il ricorso al nucleare pulito». Ultima opzione prevista nell’elenco di proposte:

  • Transizione energetica sostenibile;
  • Aumento della produzione dell’energia rinnovabile;
  • Diversificazione degli approvvigionamenti energetici e realizzazione di un piano per l’autosufficienza energetica;
  • Pieno utilizzo delle risorse nazionali, anche attraverso la riattivazione e nuova rea- lizzazione di pozzi di gas naturale in un’ottica di utilizzo sostenibile delle fonti;
  • Promozione dell’efficientamento energetico;
  • Sostegno alle politiche di price-cap a livello europeo;
  • Ricorso alla produzione energetica attraverso la creazione di impianti di ultima generazione senza veti e preconcetti, valutando anche il ricorso al nucleare pulito e sicuro.

Partito Democratico: «rigassificatori necessari ma transitori»

Tra i pilastri del «Piano Italia 2027» del Pd, troviamo al primo punto: lo sviluppo sostenibile e la transizione ecologica e digitale. In particolare si legge: «La transizione ecologica rappresenta una grandissima occasione per ammodernare l’Italia e reindirizzarne la traiettoria di sviluppo in uno scenario di sostenibilità. La sfida della lotta al cambiamento climatico non deve essere combattuta in chiave difensiva. Dobbiamo al contrario avere la forza di operare un cambio di paradigma, per costruire un modello che guardi agli interessi non solo dei singoli attori economici, ma della comunità nel suo complesso, di oggi e delle future generazioni».

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In particolare l’obiettivo del centrosinistra è quello di «favorire la «transizione 4.0» in uno scenario che coniughi innovazione, concorrenza e sostenibilità».

Il piano per la transizione ecologica, invece, coniuga al suo interno una nuova politica industriale e nuove politiche pubbliche di welfare:

  • Una riforma fiscale verde che promuova gli investimenti delle imprese e delle famiglie a difesa del pianeta e del clima e renda economicamente vantaggioso accelerare la transizione ambientale, attraverso la revisione e la stabilizzazione degli incentivi per la rigenerazione energetica e sismica degli edifici e l’estensione del piano “Transizione 4.0” agli investimenti green delle imprese;
  • Una Legge quadro sul clima e un piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico al 2050;
  • Un piano nazionale per il risparmio energetico e interventi finalizzati ad aumentare drasticamente la quota di rinnovabili prodotte in Italia, anche attraverso lo sviluppo delle Comunità energetiche, con l’obiettivo di installare 85 GW di rinnovabili in più entro il 2030. Un obiettivo ambizioso ma realistico che porterà, secondo alcune stime, alla creazione di circa 500.000 nuovi posti di lavoro;
  • L’introduzione di una premialità fiscale per le imprese a elevato rating ESG (ambientale, sociale e di governance);
  • La progressiva riduzione dei sussidi dannosi per l’ambiente e l’adeguamento – a parità di gettito – delle strutture e delle aliquote della tassazione indiretta, in coerenza con l’European Green Deal e con la disciplina europea armonizzata dell’accisa, nonché del bollo auto, in funzione degli obiettivi di progressivo azzeramento delle emissioni di CO2;
  • La previsione di adeguate compensazioni per le famiglie e le imprese più vulnerabili, in funzione di una transizione ecologica socialmente equa e sostenibile;
  • Il monitoraggio e la messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti – in particolare ponti, viadotti e gallerie – attraverso azioni programmate di manutenzione e adattamento alle pressioni indotte dai cambiamenti climatici.
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M5S: «stop alle trivellazioni»

Diverse le proposte che arrivano dal Movimento 5 Stelle, che sin dalla sua fondazione ha tra i temi centrali – le cinque stelle – l’ambiente. Queste, infatti, inizialmente erano legate a: acqua pubblica, ambiente, mobilità sostenibile, sviluppo e connettività.

Nel programma elettorale per il 25 settembre, il Movimento punta ancora una volta sulla transizione energetica, ecologica e sulla tutela delle biodiversità, con queste proposte:

  • Società 2.000 watt: tendere a un modello sostenibile di consumo energetico per ridurre le emissioni annue di gas serra;
  • Stabilizzazione delle agevolazioni edilizie per permettere la pianificazione degli investimenti sugli immobili e continuare a migliorare i livelli di risparmio energetico e di conseguenza risparmiare sulle bollette. Sbloccare e far circolare i crediti d’imposta per evitare il fallimento delle imprese che ancora oggi non riescono a trasformarli in liquidità per pagare fornitori e dipendenti;
  • Nuovo superbonus energie imprese: sempre basato sulla circolazione dei crediti fiscali, per permettere alle imprese di investire a costo zero nel risparmio energetico e nelle fonti rinnovabili;
  • Sburocratizzazione per favorire la creazione di impianti di energia rinnovabile;
  • Rifiuti: realizzazione di impianti completamente compatibili con le richieste dell’Europa e non inquinanti, finalizzati a migliorare le prestazioni ambientali;
  • Promozione del vuoto a rendere;
  • Riduzione delle emissioni di gas climalteranti attraverso la riconversione del parco auto circolante.

Per Calenda e Renzi: «rigassificatori galleggianti e mix energetico»

Più complessa e articolata la proposta in tema di energia, ambiente e nucleare che arriva dal terzo polo di Renzi e Calenda. Un programma, quello energetico che si divide in «breve, medio e lungo periodo». L’obiettivo del breve periodo è quello di raggiungere l’indipendenza dal gas russo completando la costruzione di due «rigassificatori galleggianti che consentano l’importazione di gas naturale liquefatto in sostituzione di quello russo», «aumentando la produzione di gas nazionale» e «rafforzando la strategia sulle energie rinnovabili».

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Nel medio periodo l’obiettivo è la «riduzione del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030 con fonti rinnovabili». Sempre tra gli obiettivi di medio periodo anche quello di «scorporare il prezzo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili da quello dell’energia da fonti fossili per ridurre il prezzo medio ed evitare che l’attuale crisi possa ripetersi, anche attraverso l’efficientamento del mercato energetico».

Nel lungo periodo, obiettivo «emissioni zero nel 2050». Per raggiungere le emissioni zero, si legge nel programma: «includere il nucleare nel mix energetico per arrivare ad “emissioni zero” nel 2050, per questo è necessario utilizzare il giusto mix di generazione, che includa rinnovabili e nucleare, impiegando le migliori tecnologie disponibili».

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