Assunzioni. Il 30 giugno scadono tre sgravi contributivi

In scadenza gli sgravi contributivi per chi assume giovani, donne e disoccupati

In scadenza gli sgravi contributivi per chi assume giovani, donne e disoccupati – Archivio

Da tempo sono stati introdotti incentivi fiscali per favorire l’assunzione di lavoratori deboli o svantaggiati, tra cui giovani, donne, over 50 o disoccupati, specialmente nelle aree meno sviluppate del Paese. Proprio il 30 giugno prossimo scadono tre incentivi: la decontribuzione Sud, lo sgravio contributivo rivolto alle aziende che assumono giovani under 36 e l’agevolazione finalizzata a dare lavoro alle donne prive di impiego. Da segnalare che le imprese che decidono di assumere disoccupati residenti nel Sud Italia – Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia – possono usufruire di una decontribuzione totale per un importo massimo di 8.060 euro annui. Per promuovere l’occupazione stabile dei giovani, la legge di Bilancio 2022 – estendendo la platea dei possibili beneficiari – ha previsto un esonero contributivo per i datori di lavoro per le nuove assunzioni con contratti di lavoro a tempo indeterminato e le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato effettuate nel 2021 e nel 2022 a favore di giovani under 36. L’esonero è riconosciuto nella misura del 100%, per un periodo massimo di 36 mesi, nel limite massimo di importo pari a 6mila euro annui con riferimento ai lavoratori che, al momento della prima assunzione incentivata, non abbiano compiuto il 36esimo anno di età. La legge di Bilancio 2021 ha introdotto lo sgravio del 100% dei contributi dovuti dal datore di lavoro nel caso dell’assunzione di donne nel biennio 2021-2022, pur fissando un limite agli sgravi concessi singolarmente a 6mila euro annui. La misura amplia gli sgravi già previsti, perché introdotti nella misura del 50% da una legge del 2012 che riguardava sempre le assunzioni di donne. L’agevolazione è concessa per un periodo massimo di 12 mesi, in caso di assunzione a termine, elevati a 18, in caso di trasformazione a tempo indeterminato del contratto a tempo determinato o nel caso di assunzione all’origine a tempo indeterminato.

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«Chiediamo al ministro per il Sud Carfagna, che già si adoperò a inizio anno per ottenere una proroga alla precedente scadenza del 31 dicembre 2021 e al ministro del Lavoro Orlando, di intervenire immediatamente e senza indugi – spiega il consigliere nazionale di Unimpresa Giovanni Assi –. Le aziende e di conseguenza i lavoratori non devono e non possono subire ulteriori colpi che potrebbero rilevarsi fatali. Con la scadenza della proroga accordata da Bruxelles sul temporary framework potrebbero scomparire i principali, pressoché unici, sgravi contributivi legati al costo del lavoro. Le aziende hanno necessità di pianificare le loro attività soprattutto in questo momento in cui le prospettive di crescita del nostro Paese hanno subito un brusco rallentamento causato anche alla guerra tra Russia e Ucraina. Senza considerare il contesto economico caratterizzato anche dal forte aumento dell’inflazione, legato soprattutto all’incremento dei costi di produzione. Sapere se tra poco più di un mese il costo del lavoro, già di per se alto, subirà un ulteriore impennata a causa dello stop degli incentivi legati agli under 36, alle donne prive di un impiego e alla decontribuzione Sud, è un diritto per le nostre aziende ed è un dovere per chi ci governa. In particolare, le aziende maggiormente penalizzate potrebbero essere quelle operanti nei territorio svantaggiati, come le aziende del Sud, dove questi aumenti possono voler dire un incremento sui contributi previdenziali di oltre 30 punti percentuali, costi non sostenibili per molte aziende già in gravi difficoltà e con conseguenze disastrose sull’occupazione».

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Inoltre le aziende che assumono cittadini che beneficiano del reddito di cittadinanza possono usufruire di un esonero contributivo con un limite massimo di 780 euro al mese e non inferiore a cinque mensilità. La durata del bonus varia a seconda del periodo in cui il lavoratore ha già fruito del Rdc. In sostanza, è pari alla differenza tra 18 mensilità e l’arco di tempo in cui si è già beneficiato del Rdc. I datori di lavoro che assumono personale fino a 29 anni di età con contratto di apprendistato professionalizzante con obblighi di formazione stabiliti al momento della stipula del contratto, possono godere di uno sgravio contributivo.

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