Attenti a queste agevolazioni economiche disabili: numerose ma spesso poco utilizzate

I ragazzi e le ragazze disabili possono accedere ad una serie di agevolazioni e benefici economici da parte dello Stato. In cosa consistono?

I minori di 18 anni sono qualificati come invalidi civili ai sensi dell’art. 2 della Legge n. 118/1971.

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Nello specifico, la norma stabilisce che sono invalidi i “minori affetti da minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo, comprese le irregolarità mentali dovute a oligofrenia di carattere organico o dismetabolico (un ritardo mentale acquisito durante l’infanzia)”. Sono, inoltre, invalidi coloro che “presentano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età”.

In sostanza, un minorenne è ritenuto disabile se ha una menomazione permanente che incide sulla sua capacità di compiere le normali attività quotidiane. Analizziamo, dunque, tutte le agevolazioni riservate a tale categoria.

Non perdere il seguente approfondimento: “INPS, un’indennità per i genitori da 500 euro: basta solo inviare una semplice domanda“.

Agevolazioni per minorenni con disabilità: in cosa consistono?

L’INPS riconosce due specifiche tipologie di agevolazioni per i nuclei familiari con minorenni a carico affetti da disabilità: l’indennità di accompagnamento e l’indennità di frequenza.

L’indennità di accompagnamento è un’indennità giornaliera erogata ai genitori o a coloro che hanno cura del minore disabile. Lo scopo di tale misura è quello di sopperire alle spese affrontate per visite specialistiche e terapie del bambino.

L’indennità di frequenza, invece, è un’indennità mensile, che ha l’obiettivo di venire incontro alle famiglie per i costi di frequenza di scuole o di centri specializzati.

Per ottenere tali benefici, gli interessati devono inviare una specifica documentazione, inclusa la relazione medica che accerta la disabilità posseduta del ragazzo. Dopo l’inoltro di tutta la certificazione, l’INPS valuta la richiesta e decide in merito alla concessione dell’agevolazione.

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L’art. 2 della Legge 118 del 1971 specifica quali sono le agevolazioni economiche e la procedura per il loro riconoscimento. Quest’ultima, in pratica, non differisce quasi in nulla dalla procedura per il riconoscimento dell’invalidità civile per le persone adulte. Dunque, in seguito alla presentazione del certificato medico che attesta la presenza di una patologia invalidante, è necessaria la visita dinanzi alla Commissione medica dell’INPS, che ha il compito di controllare la veridicità di quanto dichiarato.

La peculiarità, in tal caso, però, consiste nel fatto che la Commissione non è chiamata a riconoscere una determinata percentuale di invalidità (come accade per gli adulti), ma deve solo decidere circa la sussistenza della disabilità.

Indennità di accompagnamento: a chi è riservata?

Come già specificato, l’indennità di accompagnamento è una prestazione erogata dallo Stato a coloro ai quali è stata accertata un’invalidità totale. Il minorenne è invalido totale se non riesce a deambulare autonomamente o a compiere i normali atti quotidiani senza l’aiuto di un accompagnatore. Si tratta, dunque, di una misura molto importante, perché serve a sostenere la maggior parte delle spese per la cura del malato.

Per l’anno in corso, l’agevolazione ha un valore di è 525,17 euro al mese. Tuttavia, annualmente, l’assegno è oggetto di rivalutazione da parte dell’ISTAT, in base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati e operai.

L’assegno spetta per 12 mensilità e viene corrisposto a prescindere dall’età (dunque, anche dopo il compimento dei 18 anni, se le condizioni di invalidità permangono). Infine, non è legato al possesso di un determinato reddito familiare.

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Indennità di frequenza: quando spetta?

Tra le più importanti agevolazioni riservate ai minorenni disabili, c’è l’indennità di frequenza. Si tratta di un contributo mensile a favore dei minori con disabilità, che hanno problemi ad affrontare i compiti tipici della loro età. L’obiettivo del sussidio è quello di incentivare l’inserimento scolastico di tali soggetti.

L’erogazione della misura, tuttavia, è sospesa nel caso in cui il minore smette di frequentare la scuola, oppure in caso di ricovero ospedaliero continuativo o permanente. Per l’anno in corso, l’ammontare dell’indennità è pari a 291,98 euro al mese (con una soglia di reddito totale di 4.906,72 euro).

La prestazione è versata per 9 mensilità su 12, ossia esclusivamente per il periodo di durata dell’anno scolastico. Solo nell’ipotesi in cui il ragazzo frequenti un centro di assistenza in maniera continuativa, per tutto l’anno, l’assegno è erogato per 12 mesi. In tal caso, però, bisogna inoltrare all’INPS, nel mese di gennaio di ogni anno, un’apposita documentazione che accerta la frequenza del centro.

Non tutti possono beneficiare dell’indennità di frequenza, ma è obbligatorio possedere determinati requisiti. Nello specifico:

  • frequentazione di un istituto scolastico (pubblico o privato) o di un corso di formazione professionale;
  • frequenza di trattamenti terapeutici e di recupero in centri specializzati;
  • possesso di specifiche patologie, che ostacolano la normale “capacità scolastica” dei minori.

Gli interessati devono inoltrare all’INPS una specifica richiesta, per l’ottenimento del sussidio, alla quale va allegato un certificato medico attestante la patologia del minore, i cicli terapeutici svolti e ulteriori informazioni rilevanti. Se si possiedono tutti i requisiti, l’Istituto di previdenza versa l’assegno, che va utilizzato per coprire le spese di scolarizzazione o le cure del bambino.

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Consulta anche il seguente approfondimento: “Indennità di frequenza: le operazioni per rinnovarla, non tutti le conoscono“.

Al compimento dei 18 anni, si perdono le agevolazioni?

Si possono ottenere agevolazioni anche dopo che il ragazzo è diventato maggiorenne? Se il minore ottiene l’invalidità perché affetto da una malattia rara, deve presentare la domanda di accertamento dell’invalidità civile prima del compimento dei 18 anni di età.

Il motivo di tale previsione risiede nel fatto che, al raggiungimento della maggiore età, il sussidio si tramuta in pensione di invalidità o in assegno di accompagnamento.

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