Attivi i progetti utili alla comunità: un’occasione di inclusione sociale e di crescita professionale

Fano (PU) – “Sono attivi dall’inizio di maggio i progetti utili alla collettività (PUC), precisamente 4 nel Comune di Fano, 4 nel Comune di Mondolfo, 2 nel Comune di Pergola, 1 a Mondavio, Monte Porzio e San Lorenzo In Campo, e a breve lo saranno anche gli altri previsti nel territorio, dopo gli adempimenti amministrativi propedeutici al loro impiego”. Questo il riepilogo del Presidente dell’Ambito Sociale 6, Dimitri Tinti.

Va ricordato che coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza (RdC), a meno che non siano in condizioni di esonero, sono obbligati a svolgere i cosiddetti PUC all’interno del proprio comune di residenza, da un minimo di 8 ad un massimo di 16 ore settimanali, in vari ambiti di intervento: culturale, artistico, sociale, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni. Attualmente sono 234 i beneficiari del reddito di cittadinanza nel territorio dell’ATS n. 6, da aggiungere ai 425 che l’hanno percepito e che risultano ad oggi terminati o revocati. Degli attuali 234 beneficiari solo 67 sono obbligati a svolgere i PUC poiché gli altri 167 risultano “esclusi dalla condizionalità” e cioè non obbligati allo svolgimento dei progetti: solo nel territorio di Fano sono 144 i beneficiari RdC e 38 gli obbligati a svolgere i PUC quindi 106 sono gli esonerati dall’obbligo. Il reddito di cittadinanza nasce come sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari, ma poi è associato all’inserimento lavorativo ed a percorsi d’inclusione, infatti i beneficiari debbono sottoscrivere un Patto per il lavoro ed un Patto per l’inclusione sociale.

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Sono previsti esoneri dagli obblighi connessi alla fruizione del RdC per coloro che hanno carichi di cura familiare per minori di 3 anni, per persone con disabilità grave o non autosufficienti, per i lavoratori in stato di disoccupazione se svolgono un lavoro ricavandone un reddito minimo, per quelli che frequentano corsi di formazione o impegnati in tirocini formativi o di inclusione oppure altri casi stabiliti da accordi tra Stato-Regioni. Il lavoro congiunto degli operatori del Centro per l’Impiego e delle assistenti sociali dell’ATS n. 6 (cd. Case Manager), soprattutto per far incontrare le esigenze del contesto economico e sociale con le abilità e le propensioni dei beneficiari del RdC, ha permesso finora l’individuazione di 59 posti messi a disposizione, dove in via progressiva, vengono inseriti i vari beneficiari per svolgere i progetti previsti nel territorio dei Comuni facenti parte dell’ATS 6. In particolare oggi sono così suddivisi: 12 nel Comune di Fano, 10 a Mondolfo, 9 a San Lorenzo in Campo, 7 a Mondavio, 6 a Pergola, 5 a Terre Roveresche, 5 a Monte Porzio, 3 a Fratte Rosa e infine 2 a San Costanzo. Per quanto riguarda il Comune di Fano i 4 progetti già avviati riguardano persone impiegate presso il Sistema informativo comunale, il servizio Anagrafe e la Polizia Locale e stanno affiancando gli uffici nelle attività istituzionali, sulla base di progetti personalizzati che sono stati individuati incrociando le esigenze espresse dai servizi comunali con le opportunità che vengono loro offerte alle persone coinvolte.

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“Nonostante le diverse complicazioni delle procedure I PUC rappresentano un’occasione di inclusione sociale e di crescita professionale per i beneficiari se valorizzano le loro abilità e possono costituire un vantaggio per l’intera comunità, soprattutto se le attività svolte sono di pubblica utilità – dichiara il Presidente dell’ATS 6 – “Il personale del nostro servizio sociale associato ha ben operato e continuerà a lavorare ad un maggior coinvolgimento dei soggetti ospitanti per nuove disponibilità, anche alla luce delle modifiche apportate dall’ultima Legge di Bilancio che prevede che 1/3 dei beneficiari di RdC debbano essere impiegati dai comuni. Parallelamente si sta promuovendo il coinvolgimento dei soggetti del Terzo Settore, per i quali è sempre attiva una manifestazione d’interesse per offrire opportunità e percorsi di inclusione nella comunità. Così come sarebbe auspicabile la partecipazione di altri Enti Pubblici (istituzioni scolastiche, sanità territoriale, aziende di servizi, ecc), ai quali si chiede la disponibilità ad accogliere i PUC con la presentazione di proposte progettuali che poi saranno vagliate e trasformate in progetti adeguati alle esigenze di coloro che dovranno realizzarli”.

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