Benzina e diesel, taglio delle accise prorogato fino al 18 novembre 2022- Corriere.it

La riduzione della tassa

Per contrastare il proseguire della crisi energetica e, in particolare, l’aumento dei costi di diesel e benzina, in continuit con gli interventi emergenziali adottati nel corso del 2022, Palazzo Chigi spiega che si proroga, fino al 18 novembre 2022: la riduzione delle aliquote di accisa su prodotti energetici utilizzati come carburanti (aliquote di accisa sulla benzina, sul gasolio e sui gas di petrolio liquefatti (Gpl) impiegati come carburanti); l’esenzione dall’accisa per il gas naturale per autotrazione; la riduzione dell’aliquota Iva (fissata al 5%) per le forniture di gas naturale impiegato in autotrazione.

Il dissenso delle associazioni

Secondo le associazioni dei consumatori, il nuovo taglio non sufficiente a risolvere il problema dei prezzi. La misura del taglio delle accise un palliativo che non affronta in modo efficace il problema dei carburanti — afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi —, con i listini alla pompa che sono tornati a salire a ritmo costante. Oggi il gasolio costa circa il 20% in pi rispetto a inizio anni, e la ripresa dei prezzi dei carburanti avr effetti diretti sui prezzi al dettaglio, aggravando la gi astronomica inflazione. Di fronte a tale situazione, limitarsi a prorogare ogni mese il taglio delle accise non pi sufficiente. Sullo stesso filone, Assoutenti afferma che il governo non pu pensare di risolvere il tema del costo dei carburanti prorogando la misura ogni 15 giorni. Il taglio delle accise una misura oramai superata — commenta il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi — e non pi adatta ad affrontare l’emergenza prezzi in Italia, soprattutto alla luce della nuova risalita di benzina e gasolio alla pompa. La questione carburanti va affrontata con nuovi e pi efficaci interventi, e ci auguriamo che il prossimo Governo sappia trattare il tema in modo pi incisivo. Ricordiamo infatti che la crescita dei listini di benzina e gasolio ha effetti diretti sull’inflazione e sull’economia, determinando il rialzo dei prezzi di tutti i prodotti trasportati. L’Unione nazionale consumatori ribadisce che l’attuale governo, ancora in carica solo per gli affari correnti, non poteva fare altro, ma evidente che il prossimo governo dovr come primo atto intervenire — afferma il presidente Massimiliano Dona — sia contro il caro benzina che sul caro bollette. L’aumento dei prezzi dei prodotti energetici dovuto al taglio della produzione di appena 100 mila barili di petrolio al giorno decisa a settembre dai Paesi Opec+ — aggiunge —. evidente che a novembre, quando la riduzione salir a ben 2 milioni di barili, saranno guai.

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