Bollette: 5 aiuti statali per pagare meno nel 2022 – 2023

Il Governo ha messo in campo diverse misure per aiutare i cittadini a far fronte all’aumento dei costi delle bollette, destinato a continuare nei prossimi mesi.

Ancora una volta il Governo cerca di farsi parziale carico delle difficoltà economiche che i cittadini devono affrontare in questi mesi, mettendo a disposizione degli italiani ben cinque strumenti per poter pagare meno le bollette tra il 2022 e il 2023. Con il Decreto aiuti bis, approvato giovedì dal consiglio dei ministri, sono diversi gli strumenti che i Governo ha deciso di adottate per alleggerire un po’ le spese che famiglie e imprese devono affrontare in questo periodo in cui caro vita e inflazione pesano come macigni.

Con lo scopo di arginare l’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche, innanzitutto sono stati prolungati anche per il quarto trimestre – quindi da ottobre a dicembre 2022 – i previsti tagli agli oneri di sistema di gas e luce, unitamente alla riduzione dell’Iva sui consumi del metano. Inalterate restano le aliquote degli oneri per il gas naturale rispetto al terzo trimestre, così come l’Iva sui consumi di gas metano anche per gli usi civili, che resta così al 5% al posto che al 10 e al 22%. Per quanto riguarda le aliquote relative agli oneri generali di sistema dell’elettricità, queste sono annullate per tutte le utenze domestiche in bassa tensione con potenza fino a 16,5 kW.

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In tutti questi casi si tratta di proroghe capaci di garantire una riduzione dei prezzi da sostenere già da metà del 2021, quando a causa del Covid iniziarono ad aumentare i prezzi all’ingrosso dell’energia.

Un altro aiuto derivante dal decreto Aiuti bis è il rafforzo del bonus sociale energia e gas fino a dicembre 2022, proseguendo così i provvedimenti che da inizio anno lo hanno potenziato delegando ad Arera il compito di determinare le agevolazioni sulle tariffe con lo scopo di contenere le variazione dei prezzi rispetto al trimestre precedente.

Proprio con riferimento alle agevolazioni sociali è importante ricordare quanto stabilito (o meglio, confermato) dal provvedimento approvato la scorsa settimana, e che si articola in due differenti direzioni: la prima è quella del bonus per il disagio fisico, relativo solo all’elettricità, che può essere goduto dai clienti domestici che si trovano in gravi condizioni di salute e utilizzano apparecchiature elettromedicali (espressamente indicate dal ministero della Salute).  La seconda è quella del bonus per il disagio economico, relativo alle bollette di luce e gas dei clienti domestici economicamente svantaggi. Questa agevolazione è riconosciuta in via automatica:

  • alle famiglie con Isee fino a 12mila euro,
  • alle famiglie con almeno quattro figli a carico e un Isee fino a 20mila euro;
  • ai titolari di reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza.
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Sempre in tema di sostegno anche sociale, il decreto legge Aiuti bis ha previsto che a partire dal 1 gennaio 2023 i fornitori di ultima istanza saranno obbligati ad offrire il gas a prezzo calmierato ai clienti vulnerabili. In questa categoria ci rientrano tutti i clienti:

  • aventi problemi economici e/o fisici,
  • aventi disabilità,
  • con utenze in isole minori;
  • con utenze in abitazioni di emergenza in seguito a una calamità naturale;
  • che hanno più di 75 anni.

Tutte queste categorie di utenti potranno beneficiare di costi agevolati, determinati dall’Arera, che avrà il compito di stabilire le misure perequative per le aziende fornitrici.

Inoltre, come avevamo già spiegato qui nel dettaglio, sarà possibile pagare le bollette di luce, acqua e gas anche con i fringe benefit forniti dalle aziende, il sui valore sale da 258,23 a 516,26 euro. I datori di lavoro potranno erogare o rimborsare le somme che i dipendenti spenderanno per pagare le utenze domestiche.

Infine, fino al 30 aprire 2023 sarà impedito alle aziende che forniscono elettricità e gas di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto in merito alla definizione del prezzo, anche nel caso in cui sia riconosciuto il diritto di recesso alla controparte svantaggiata. E non solo: la disposizione si applica anche ai preavvisi comunicati prima dell’entrata in vigore del decreto Aiuti bis, se le modifiche non sono ancora state perfezionate.

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