Bollette, quando è possibile modificare il prezzo unilateralmente? La guida Antitrust-Arera- Corriere.it

Bollette, quando

Le associazioni dei consumatori come Consumerismo No Profit lo denunciavano gi da alcuni giorni: le societ energetiche hanno cominciato a inviare ai clienti del libero mercato la comunicazione della modifica unilaterale del prezzo delle forniture di energia derivate dalle mutate condizioni del mercato, cosa che l’ultimo decreto Aiuti bis approvato dal governo ad agosto vieta fino ad aprile 2023. Cos, le due Autorit che si occupano di energia e concorrenza sono intervenute a chiarire la situazione. Il presidente dell’Autorit Garante della Concorrenza e del Mercato Roberto Rustichelli e il presidente dell’Autorit di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente Stefano Besseghini, si sono incontrati a Roma per parlare della situazione del mercato dell’energia e, con una nota congiunta, hanno chiarito i vincoli delle Modifiche unilaterali dei contratti di energia elettrica e gas anche alla luce delle norme del decreto Aiuti bis (Decreto-Legge n. 115 del 2022 art.3) per garantire la tutela dei clienti e l’equilibrio del sistema energetico nazionale. E questo perch – si legge nella nota – l’aumento incontrollato dei prezzi dell’energia e lo stato di incertezza generale causato dalle tensioni internazionali stanno coinvolgendo sia i consumatori che gli operatori del settore energetico, traducendosi talvolta in iniziative che possono configurarsi come pratiche commerciali scorrette o violazioni della regolazione di settore. Ne sono testimonianza diverse segnalazioni alle Autorit, da parte di consumatori, per violazioni del DL Aiuti bis.

Il decreto definisce tra l’altro misure urgenti in materia di energia e, nel caso di contratti sottoscritti sul mercato libero dell’energia elettrica e il gas in corso, prevede la sospensione delle clausole contrattuali che consentano modifiche unilaterali dei contratti di fornitura di energia elettrica e gas naturale relativamente alla definizione del prezzo, fino al 30 aprile 2023. Sempre fino al 30 aprile 2023 definisce “inefficaci” i preavvisi comunicati per queste stesse finalit prima della data di entrata in vigore del decreto, a meno che le modifiche contrattuali si siano gi perfezionate. Ecco che cosa cambia con il decreto, come spiegato nella nota dall’Antitrust e dall’Arera per consentire a consumatori e imprese una corretta interpretazione dei reciproci comportamenti.

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Le variazioni unilaterali delle condizioni contrattuali (art. 13 Codice di condotta commerciale).
i. Sono i casi in cui, durante il periodo di esecuzione e di validit di un contratto di fornitura, il venditore decide di avvalersi, per giustificato motivo, di una clausola contrattuale nella quale prevista esplicitamente la possibilit di variare unilateralmente specifiche condizioni contrattuali;
ii. trattandosi di clausole che esplicitamente attribuiscono al venditore la possibilit di variare unilateralmente le condizioni contrattuali che definiscono il prezzo, esse rientrano pienamente nell’ambito di applicazione dell’art. 3 del DL.115/22.

Le evoluzioni automatiche delle condizioni economiche (art. 13 Codice di condotta commerciale).
i. Si tratta di modifiche/aggiornamenti delle condizioni economiche gi previste dalle condizioni contrattuali all’atto della stipula. Di norma esse comportano un aumento dei corrispettivi unitari determinati dal venditore, lo scadere o la riduzione di sconti, il passaggio da un prezzo fisso ad un prezzo variabile ovvero il passaggio da un prezzo variabile ad un prezzo fisso.
ii. Essendo gi previste nelle condizioni contrattuali, sulle quali entrambe le parti hanno espresso il loro consenso, non hanno il carattere della unilateralit. iii. Non rientrano nell’ambito applicativo dell’art. 3 del DL115/22, trattandosi, appunto, di evoluzioni automatiche delle condizioni economiche gi predeterminate e concordate tra le parti

Offerte PLACET: rinnovi delle condizioni economiche.
i. Il rinnovo una fattispecie che, in linea teorica, non costituisce un’ipotesi di variazione unilaterale, in quanto consiste in attivit volta a concludere un nuovo contratto alle medesime condizioni previste da quello in scadenza. Il rinnovo, peraltro, pu essere variamente regolato nell’ambito di un contratto concluso tra le parti.
ii. Nel caso delle cd. offerte PLACET – che consistono in offerte contrattuali le cui condizioni sono interamente stabilite dall’Autorit ad eccezione del prezzo di cui l’Autorit stabilisce solo la struttura, mentre il valore deciso dal venditore, la regolazione prevede una specifica procedura per il rinnovo delle condizioni economiche (che deve avvenire ogni 12 mesi).
iii. Tale rinnovo non rientra quindi nell’ambito di applicazione dell’art. 3 del DL 115/22.

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Proposta di rinegoziazione per sopravvenuto squilibrio delle prestazioni a causa dell’aumento dei prezzi (gli operatori invocano la forza maggiore).
i. Sono giunte segnalazioni di operatori che propongono offerte a prezzi superiori informando i clienti che in caso di non accettazione ricorreranno alla risoluzione per eccessiva onerosit sopravvenuta del contratto in essere.
ii. L’aspetto problematico della casistica attiene alla prospettazione da parte del venditore della risoluzione del contratto non invece la proposizione di un nuovo contratto.
iii. Va precisato che l’incremento dei prezzi potrebbe determinare non un caso di “impossibilit sopravvenuta”, ma, al pi, di “eccessiva onerosit” che, alle condizioni previste dall’art. 1467 cod. civ., autorizza il venditore a domandare al giudice la risoluzione del contratto. iv. Ci che il venditore non pu fare ritenere di per s risolto il contratto senza pronuncia giudiziale e chiedere l’attivazione dei servizi di ultima istanza per risoluzione contrattuale: quest’ultima condotta viola la regolazione dell’Arera in materia di attivazione dei servizi di ultima istanza.

Esercizio del diritto di recesso dal contratto di fornitura con i propri clienti.
i. L’esercizio del diritto di recesso pu sollevare problematiche qualora avvenga in violazione della regolazione dell’Autorit in materia (sono stati segnalati, ad esempio, casi di esercizio di recesso con effetto praticamente immediato) e conseguente attivazione dei servizi di ultima istanza).
ii. In proposito si evidenzia che per i c.d. clienti di piccole dimensioni (domestici, bassa tensione, e altri usi elettrici e gas entro i limiti di 200.000 Smc), la regolazione dell’Autorit riconosce la facolt di recesso in capo al venditore, qualora si tratti di contratti di mercato libero e tale facolt sia espressamente contemplata nel documento contrattuale, prevedendo un periodo di preavviso non inferiore a sei mesi.

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