Bonus 200 euro non è automatico per i dipendenti: ecco il modulo di autocertificazione (fac simile) per richiederlo

Il bonus 200 euro introdotto dal Dl aiuti prevedeva l’erogazione automatica dell’incentivo direttamente nella busta paga dei dipendenti in corrispondenza dello stipendio di luglio 2022. La Fondazione studi dei Consulenti del lavoro ha però mostrato tutte le criticità della misura destinata a una platea di 31,5 milioni di cittadini. In particolare l’erogazione non sarebbe automatica così come sembrava certo in un primo momento.

Bonus 200 euro, ecco il modulo

Il documento si sofferma sulle criticità della misura per le imprese, legate ai requisiti dei lavoratori dipendenti e degli autonomi o alla necessità di recuperare da parte del lavoratore la dichiarazione di non essere titolare di pensione o reddito di cittadinanza prima di procedere all’erogazione automatica dell’indennità. Si legge nel report dei consulenti del lavoro che nello stesso pdf hanno pubblicato un fac simile del modulo di autocertificazione per ricevere il bonus.  

«Al momento ogni consulente aziendale elabora la sua auto dichiarazione in base all’azienda» spiega Attilio, consulente previdenziale e fiscale dello studio Confeuro Roma Sud Est che conferma che «L’autodichiarazione verrà richiesta a tutti i lavoratori dipendenti». 

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In sostanza, l’autocertificazione va presentata al datore di lavoro e deve specificare che: 

  • Il lavoratore non è beneficiario dell’indennità prevista per pensionati né di Reddito di Cittadinanza
  • Il lavoratore ha beneficiato dell’esonero contributivo dello 0.8% previsto dalla legge di bilancio 2022 nel primo quadrimestre per almeno una mensilità. 

 

 

A chi spetta il bonus 200 euro?

Quali sono i destinatari del bonus 200 euro? Quali le modalità di erogazione della misura contro il caro vita prevista dal decreto Aiuti? Chi deve presentare domanda e chi, invece, è esonerato? Con l’approfondimento dal titolo «Bonus 200 euro, un percorso a ostacoli per le imprese» del 9 giugno, Fondazione studi consulenti del lavoro analizza le principali novità introdotte dagli articoli 31, 32 e 33 del D.L. n. 50/2022, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 17 maggio 2022. In particolare, i datori di lavoro, spiegano i consulenti del lavoro, dovranno erogare nella busta paga di luglio la somma di 200 euro ai dipendenti che nel primo quadrimestre del 2022 hanno beneficiato della decontribuzione di 0,8 punti percentuali dell’aliquota contributiva a carico dei lavoratori dipendenti.

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Chi deve presentare la domanda? 

Oltre all’autocertificazione obbligatoria per tutti, alcuni lavoratori dovranno presentare specifica domanda per ricevere il bonus. Si tratta dei collaboratrici domestici, dello spettacolo colf e badanti. Nello specifico: 

  • Lavoratori domestici che abbiano in essere uno o più rapporti di lavoro alla data di entrata in vigore del decreto (18 maggio 2022);
  • Titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa i cui contratti sono attivi alla data di entrata in vigore del decreto e iscritti in via esclusiva alla Gestione separata che hanno reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per l’anno 2021;
  • Lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti che nel 2021 abbiano lavorato per almeno 50 giornate e prodotto un reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per l’anno 2021.;
  • Lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che nel 2021 abbiano almeno 50 contributi giornalieri versati e un reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per l’anno 2021;
  • Lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie che, nel 2021 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali (articolo 2222 del codice civile). Per tali contratti deve risultare per il 2021 l’accredito di almeno un contributo mensile, e i lavoratori devono essere già iscritti, alla data di entrata in vigore del decreto, alla Gestione separata;
  • Incaricati alle vendite a domicilio con reddito nell’anno 2021 derivante dalle medesime attività superiore a 5.000 euro e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla data di entrata in vigore del decreto alla Gestione separata.
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Pensionati e reddito di cittadinanza

Per i titolari di pensione e del reddito di cittadinanza, sarà, invece, l’Inps a provvedere all’erogazione della somma. Il documento, inoltre, si sofferma sulle criticità della misura per le imprese, legate ai requisiti dei lavoratori dipendenti e degli autonomi o alla necessità di recuperare da parte del lavoratore la dichiarazione di non essere titolare di pensione o reddito di cittadinanza prima di procedere all’erogazione automatica dell’indennità, concludono i consulenti del lavoro.

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