Bonus 200 euro, qualcuno dovrà restituirlo: ecco a chi non spetta e perché

Il bonus da 200 euro che verrà erogato a luglio per contrastare il caro vita, in alcuni casi potrebbe essere concesso e poi revocato. Alcuni italiani, dunque, potrebbero essere costretti a restituirlo. Il contributo anti-inflazione che il Governo elargirà con il Decreto Aiuti comincerà ad essere liquidato nelle buste paga di luglio.

 

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Per lavoratori dipendenti, pensionati e beneficiari del reddito di cittadinanza basterà compilare un’autocertificazione da inviare al proprio datore di lavoro. Collaboratori, lavoratori stagionali a tempo determinato, dipendenti dello spettacoli e lavoratori domestici, devono invece fare domanda all’Inps e riceveranno il bonus ad ottobre.

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DUE FASI

 

Sono previste due fasi per la concessione del contributo: durante la prima l’indennità verrà erogata dall’Inps in via provvisoria, poi si aprirà un momento di verifica. Il consolidamento del diritto al riconoscimento del bonus, dunque, avverrà solo dopo che l’Istituto avrà acquisito le informazioni sul reddito dei beneficiari, controllando che sia sotto i 35mila euro annui. Inoltre verranno verificati gli altri requisiti specifici, come ad esempio, per i lavoratori dipendenti, l’aver usufruito dello sgravio contributivo dello 0,8% in almeno uno dei primi quattro mesi dell’anno. E ancora: il non aver ricevuto il bonus da due datori di lavoro essendo un contributo una tantum, non replicabile per diversi tipi di lavoro.

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Se in questa seconda fase, quindi, sarà verificato che chi ha ricevuto il contributo non era in possesso di tutti i requisiti richiesti, allora il bonus concesso provvisoriamente dovrà essere restituito. L’Inps ha specificato in una circolare che «l’Ente erogatore procede alla verifica della situazione reddituale e, in caso di somme corrisposte in eccedenza, provvede alla notifica dell’indebito entro l’anno successivo».

 

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 1 Luglio 2022, 14:49

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