Bonus da 400 a tutte le donne: ecco le ultime novità INPS!

Bonus da 400 euro: esiste una misura, già attiva e che può essere richiesta anche adesso, che l’INPS concede solo alle donne. Ecco come averla senza ISEE.

Tra le agevolazioni attualmente attive a confermate dal Governo in carica, c’è anche una misura molto particolare.

Si tratta di un contributo, erogato su base mensile, riservato solamente alla popolazione italiana di sesso femminile.

Tale contributo, gestito dall’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, sarà accessibile senza particolari limitazioni reddituali. La donna interessata, cioè, potrà richiederlo senza presentare modello ISEE.

Il bonus da 400 euro in questione viene gestito dall’INPS, che però non opererà da solo. L’Istituto si avvale infatti dell’aiuto del Comuni per individuare le donne che rispettano i requisiti di accesso alla misura.

Una misura che nasce per garantire un sostegno economico a tutte le donne che hanno bisogno di emancipazione.

Analizziamo dunque insieme questo bonus da 400 euro, le sue caratteristiche e le novità da parte dell’Istituto per l’anno 2022.

Bonus da 400 euro: dettagli e caratteristiche della misura per le donne

Iniziamo con l’analisi di alcune caratteristiche del bonus da 400 euro che l’INPS ha dedicato alle donne.

Si chiama Reddito di Libertà e consiste in un sostegno mensile, pari per l’appunto a 400 euro totali. Denaro che l’Istituto eroga in favore delle donne che necessitano di acquisire una propria autonomia economica.

Il nome ufficiale della misura, in effetti, è già di per sé eloquente. L’agevolazione è infatti nata per poter combattere in maniera efficace gli episodi di violenza domestica.

Episodi che molto spesso vengono sopportati dalla donna vittima, proprio perché quest’ultima non ha alcuna alternativa.

In mancanza di indipendenza economica, la donna potrebbe essere portata a sopportare violenze di ogni genere.

Invece, con la possibilità di ricevere un concreto aiuto economico, la donna vittima potrebbe decidere più facilmente di denunciare il proprio aguzzino.

La misura nasce proprio in un periodo molto particolare, in cui si è registrato un aumento del numero di violenze domestiche. Ci riferiamo al periodo del lockdown e delle chiusure forzate.

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Infatti, il bonus da 400 euro nasce col decreto-legge n.34/2020, il cosiddetto Decreto Rilancio.

Bonus da 400 euro, essere donna non basta: i requisiti

Ovviamente, le donne non potranno avere libero accesso al bonus da 400 euro mensili in questione. Anche se è vero che il Reddito di Libertà è accessibile a tutte le donne, dovranno essere rispettati dei requisiti d’accesso.

Requisiti che sono stati ampiamente chiariti dall’Istituto, con la Circolare n. 166/2021.

Tuttavia, le richieste da parte dell’INPS non riguardano l’ISEE: non è infatti richiesto alcun modello ISEE in corso di validità per poter avere diritto al bonus da 400 euro.

Inoltre, possono accedere alla misura sia le donne senza figli da mantenere, sia le madri che hanno subito violenza domestica.

È questo, in effetti, il requisito fondamentale per accedere all’accredito INPS mensile: essere vittima di violenza domestica.

Sarà infatti necessario dimostrare di essere seguita regolarmente da un centro anti-violenza per poter accedere alla misura.

Al momento della richiesta, l’interessata dovrà in effetti presentare apposita documentazione ufficiale, rilasciata da centro anti-violenza regolarmente operante su base regionale.

In effetti, essere seguita da un centro regionale è l’unico requisito richiesto alla donna vittima di violenza per accedere al bonus da 400 euro.

Bonus che, tra le altre cose, può essere cumulato con altre misure di sostegno sia su base statale che locale.

Possono, ad esempio, accedere alla misura anche le donne percettrici di Reddito di Cittadinanza. O ancora, coloro che percepiscono sussidi legati alla disoccupazione.

L’accesso alla misura è consentito sia a italiane che straniere, purché in quest’ultimo caso la presenza in Italia sia accompagnata da regolare permesso di soggiorno.

Bonus da 400 euro e novità 2022: Fondo potenziato dai Comuni

Come accennato in apertura, il bonus da 400 euro di cui ci stiamo occupando è stato oggetto di alcune novità per l’anno corrente.

In particolare, tali novità riguardano il potenziamento del Fondo per le donne vittime di violenza, che serve a finanziare la misura. Un potenziamento che però non riguarda gli importi mensili della misura.

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La dotazione economica è aumentata infatti per concedere a più donne la possibilità di ottenere il bonus da 400 euro per la propria indipendenza economica.

Per poter ampliare la dotazione finanziaria, anche i Comuni si sono messi all’opera, e dallo scorso marzo 2022 potranno destinare delle risorse da aggiungere ai 3 milioni di euro previsti dall’INPS.

In questo modo, anche se il fondo INPS da 3 milioni dovesse esaurirsi, si potranno coprire eventuali richieste in sospeso.

Bonus da 400 euro: come si presenta la domanda

Cerchiamo adesso di analizzare, per le eventuali interessate, le esatte procedure da compiere per accedere al bonus da 400 euro.

Abbiamo già detto che la misura è gestita dai Comuni e dall’INPS. I primi si occuperanno di raccogliere documenti e domande dalle interessate. L’Istituto, invece, procederà agli accrediti mensili da 400 euro previa elaborazione della documentazione.

La donna interessata dovrà recarsi presso gli uffici del proprio Comune di residenza per accedere al bonus da 400 euro. A differenza delle altre misure gestite dall’INPS, dunque, non è possibile accedere alla richiesta autonomamente.

In sede di domanda, è obbligatorio attestare l’iscrizione ad un centro anti-violenza regionale. Senza la dimostrazione di essere seguita da uno di questi centri, infatti, non si potrà richiedere l’accredito.

Inoltre, il centro anti-violenza dovrà aiutare la donna interessata a compilare il Modulo ufficiale per la domanda, disposto dall’INPS.

All’interno di tale modulo, sono presenti delle informazioni da inserire a cura di coloro che stanno seguendo il percorso della donna all’interno del centro.

Inoltre, il Modulo andrà firmato sia dal responsabile, sia dall’assistente sociale che segue la donna all’interno del centro anti-violenza.

In mancanza di tali firme, la domanda non potrà essere considerata valida.

Il Modulo, correttamente compilato in ogni sua parte, andrà consegnato al Comune, che si occuperà di valutarne la correttezza di compilazione.

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Fatto ciò, la palla passa all’INPS: tramite il Comune stesso la donna dovrà accedere alla sezione ufficiale del sito dell’Istituto. Ovviamente, previa autenticazione a mezzo di CNS, SPID o CIE.

Oltre al Modulo ufficiale, andranno allegati alla domanda anche il documento di identità e il mezzo di pagamento al quale si intende ricevere l’accredito mensile.

Bonus da 400 euro: ulteriori specifiche sugli accrediti

Per la ricezione mensile del bonus da 400 euro, la richiedente potrà infatti indicare, in alternativa, un IBAN al quale ricevere l’accredito mensile o un numero di conto corrente. Può, inoltre, decidere se ricevere l’accredito sulla propria carta prepagata.

Una volta accolta la domanda, il bonus da 400 euro non verrà erogato senza limiti temporali. È infatti previsto che la donna possa fruire della misura per un anno, e per un totale di 4.800 euro.

L’agevolazione prevede infatti che la donna venga inserita in un percorso apposito presso il centro anti-violenza, che la porti a diventare autonoma.

Dunque, dopo aver percepito l’accredito da 400 euro per un anno, la misura verrà sospesa.

E, almeno per il momento, non c’è la possibilità di un secondo rinnovo dopo il primo anno di percezione.

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