Bonus, sorridono anche i part – time: come ottenere 550 euro

Un nuovo bonus, che non andrà in contrasto con quello da 200 euro. L’obiettivo: tutelare i lavoratori con contratto part time verticale.

 

Altro giro, altro bonus. Ormai un diktat piuttosto popolare è quello dell’aiuto una tantum, così da non lasciare del tutto indietro chi, a causa della pandemia, patisce ancora problemi economici.

Bonus 550 euro
Foto © AdobeStock

Per il mese di luglio è scattato in via definitiva il Bonus 200 euro, che abbraccia una vasta serie di contribuenti (lasciandone però fuori più di qualcuno). Un aiuto economico a chi, più di altri, ha patito difficoltà finanziarie in tempo di pandemia. Tuttavia, non è l’unica agevolazione messa in campo nelle ultime settimane. Il Decreto Aiuti, infatti, ha disposto anche un’ulteriore spinta per una determinata categoria di lavoratori, nello specifico quelli destinatari di contratti part time. Costoro riceveranno un contributo economico pari a 550 euro ma solo in determinati periodi dell’anno. Nel testo della legge di conversione del Decreto, in attesa di approvazione definitiva al Senato, viene specificata la categoria dei beneficiari.

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Si tratta dei dipendenti di aziende private che, nel 2021, figuravano come titolari di contratti a tempo parziale ciclico verticale. Il bonus potrà quindi essere erogato esclusivamente sulla base di questa prerogativa, accompagnata però da qualche altro requisito contrattuale. L’accordo di lavoro, infatti, deve necessariamente prevedere periodi non interamente lavorati pari ad almeno un mese continuativo. Complessivamente, tale periodo non dovrà essere inferiore a sette settimane e non superiore alle venti. Occhio agli altri requisiti però: la domanda potrà essere presentata da chi non è titolare di altri rapporti dipendenti e da chi non percepisce pensione né Naspi.

Bonus 550 euro, via libera col Decreto Aiuti: come fare domanda

Fino all’approvazione definitiva della misura, è possibile indicare solo orientativamente le modalità di presentazione della domanda. In linea generale, il tutto dovrà avvenire per via telematica ma, stando alle regole base, non dovrebbe essere necessaria la presentazione del modello Isee, come avviene per altri bonus. Specularmente al Bonus 200 euro, l’erogazione avverrà una tantum, direttamente dall’Istituto di previdenza sociale (Inps) e, soprattutto, non concorrerà alla formazione del reddito. La fiducia votata alla Camera sul provvedimento non dovrebbe pregiudicare il buon esito dell’iter di approvazione al Senato. Del resto, l’obiettivo è importante visto che riguarderà tutti quei lavoratori maggiormente penalizzati dalla pandemia e dalle condizioni di minor stabilità economica precedente.

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La mission è stata chiarita anche dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, secondo il quale l’idea di fondo è “risarcire una platea di lavoratori, in particolare quelli occupati nei settori del commercio, del turismo e dei servizi”. Ovvero, quelli tendenzialmente più soggetti a contratti par time di tipo verticale ciclico, “spesso involontario” come ricordato dall’ex guardasigilli. Entro l’11 luglio dovrebbe arrivare l’approvazione finale di Montecitorio, mentre il 16 del mese dovrebbe essere la volta dell’ok di Palazzo Madama. Inoltre, il bonus in questione non entrerà in conflitto con quello da 200 euro, che mira a fornire uno scudo contro l’inflazione. Regole diverse, obiettivo medesimo. Abbracciare la maggior parte delle categorie di contribuenti è lo scopo base. Per il momento c’è l’una tantum, poi si vedrà.

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