BORGHI E BAGNAI CHE VOTANO IL GREENPASS (di Franco Marino)

Diversi anni fa, erano i miei primi tempi su Facebook dopo che fui costretto alla chiusura del blog, ero ancora nella fase berlusconiana. Credevo in sostanza che Berlusconi fosse stato ricattato e fosse stato costretto a votare il governo Monti. Bisogna essere chiari: nessuno, tranne i fessi, crede davvero alla sua conversione da Trump ante litteram a nonnino buono bipartisan. A Berlusconi è stato fatto un discorso molto chiaro: se rinunci alla tua figura di uomo antisistema, ti proteggiamo da eventuali processi. Infatti curiosamente, su di lui si sono spenti gli echi della persecuzione moralgiudiziaria. Ed è un dato di fatto che oggi Berlusconi sia pienamente integrato nella narrazione medicalmente corretta.
Durante una discussione con un esodato, cercai di spiegargli perchè Berlusconi era stato costretto a votare la riforma Fornero ma non ci fu verso. “I problemi di Berlusconi non mi interessano. Io ora sto nei guai e la colpa è anche sua. Avrebbe potuto avere il coraggio di astenersi, ma non l’ha fatto. E tu che lo giustifichi sei come lui”. Seguì il blocco da parte sua. Cosa che mi dispiacque, dato che era un lettore sin dai tempi del mio precedente blog.

Questa piccola esperienza personale di blogger mi ha dato la contezza di una cosa molto ovvia e banale: quando appoggi la “condanna a morte” di qualcuno, che il mandante e gli assassini siano stati costretti dalle circostanze, chi ne condivide la scelta può spiegarlo a chi non è emotivamente coinvolto (e io non ero coinvolto nè personalmente nè familiarmente) ma non può certo aspettarsi che il condannato oppure i suoi familiari simpatizzino per lui. E questo porta a Borghi e Bagnai. I quali hanno votato il greenpass. E hanno passato l’intera giornata su Twitter a spiegare perchè l’hanno fatto.
Nel mare magnum delle loro repliche, non ho neanche perduto il tempo a leggerli. In primis perchè, mentre gran parte della dissidenza li ha eletti ad eroi, io non ho mai avuto la minima fiducia in loro. E non tanto perchè io pensi che loro siano corrotti o venduti. Si può ritenere in buonafede una persona e non fidarsi, magari perchè non si crede alla possibilità che possa fare ciò che da essa ci aspettiamo. E può anche essere – e chi conosce la storia russa preputiniana, sa benissimo di cosa parlo – che siano stati minacciati e ricattati in mille modi e che dunque non abbiano potuto fare altro. Rimane il fatto che votare il greenpass significa avallare il ricatto sanitario che da quasi due anni tiene sotto scacco il paese e non ci si può certo aspettare che le reazioni degli elettori siano pacate e moderate.
Nondimeno, la storiella del tuttosubitismo e della strategia con cui Borghi, Bagnai e il tifo organizzato che si raccoglie sui social attorno a loro irridono chiunque evidenzi le storture e le incoerenze dei due maggiorenti della Lega, è francamente divenuta stucchevole. Perchè presuppone l’idea che questo sistema si possa guarire in maniera istituzionale. Ed è una cosa che ho creduto anche io quando, per esempio, sostenevo non tanto Renzi quanto il referendum, nel quale votai SI’. Preciso: rispetto chi crede ancora in un’uscita istituzionale da questa situazione. Putin, per esempio, ha rivoluzionato la Russia senza colpi di stato. Non credo sia possibile in Italia ma è una mia opinione.

A me interessa la coerenza logica. Se si ritiene che le istituzioni siano state occupate da criminali, pensare di potersi sedere a tavola con loro e parlare come fossero interlocutori privilegiati, non è strategia. E’ cretinaggine.
Il voltafaccia di Borghi e Bagnai fa male solo a chi ripone ancora fiducia in un’uscita democratica da questa situazione. E a tal proposito la dissidenza deve capire cosa vuol fare da grande. Se crede che quanto stia accadendo in questo paese sia del tutto normale, allora è anche giusto che la smetta di parlare di dittatura sanitaria, di ribellione, di disobbedienza, di resistenza passiva. Perchè se fosse vero anche solo un decimo di ciò che la dissidenza sostiene, vorrebbe dire che Draghi è a capo di un’associazione criminale e che dunque vada tolto lì ad ogni costo. E dunque non è possibile alcun dialogo con i criminali. Oppure, per l’appunto, si prende atto che in questo paese c’è una dittatura. Che questa dittatura vuole tutto il peggio possibile per il nostro paese. E in quel caso, dalle dittature – lo mostra la storia – non ci si libera con le chiacchiere, con i talk-show politici, con i cori da stadio sui social e con inutili manifestazioni.
E se è questo ciò che si crede, andare a stalkerizzare Borghi e Bagnai è totalmente inutile. Solo i fessi credono che ci si possa liberare di una dittatura con la Bestia di Salvini che mangia pane e nutella e fa le pose petalose ad uso social come un bimbominchia, con le blastate di Borghi e Bagnai ai loro fan incazzati, con le tante star e starlette che affollano Internet profittando della rabbia popolare per costruirsi un seguito. Senza avere la minima intenzione di fare nulla ma solo di costruirsi una platea per avere attenzioni che altrimenti non avrebbero.

Tutto si riduce ad una domanda. Questa è una dittatura o no? Perchè se è una dittatura, dei dittatori ci si ribella in un unico modo: uccidendoli. Quando scrivo queste cose mi ammoniscono dicendomi che rischio un’imputazione per istigazione a delinquere. Può darsi. Ma in quel caso la rischia la storia. Perchè tutta la storia è un susseguirsi di cambiamenti dell’ordine costituito che, per definizione, sono sempre violenti. E chi lo nega, non conosce la storia.
La rivoluzione non è una cena di gala. Non si fa amoreggiando con leader politici e influencer di alta o mezza tacca. Si fa costruendo reti clandestine, pianificando attentati, omicidi, rapimenti. Come avviene in qualsiasi resistenza che sia degna di definirsi tale. Perchè se si ritiene che a governarci sia un aguzzino, ebbene l’aguzzino per definizione è tale perchè ha violato le regole. E non si può concorrere con l’aguzzino rispettando le regole, specie se le ha scritte lui.

Decidete. Siamo nelle mani di violenti oppure no? Qualunque sia la vostra risposta, la rispetterò. Ma siamo in una fase storica in cui ognuno deve assumersi la responsabilità di ciò che dice e che pensa.
Altrimenti rimangono solo vaniloqui social da parte di gente che usa la rabbia popolare per farsi un nome.
E poi piangete. Quando vi basterebbe ragionare per evitarvi delusioni.

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FRANCO MARINO

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