Borse: le grandi banche spingono Piazza Affari al rialzo, Parigi resiste ma le vendite colpiscono gli Oat

Intesa, Unicredit e Bpm recuperano le perdite della scorsa settimana – Lo spread scende in attesa dello scudo Bce: entro venerdì il piano da 500 miliardi

Piazza Affari ci crede: il prossimo scudo anti-spread potrebbe essere in grado di evitare nuovi attacchi al debito pubblico del Bel Paese. Di qui la robusta ripresa dei titoli bancari, a partire dall’ammiraglia Intesa Sanpaolo (+3,28%), in linea con Banco Bpm, il più seguito dalla speculazione nel comparto del credito. Unicredit +3%. Fa eccezione Bper (-0,5%): la Consob ha disposto la sospensione dei termini per l’istruttoria sull’offerta di Banca Carige fino al completamento del quadro informativo e comunque per non oltre 15 giorni a partire dal 17 giugno.

Il Btp tratta al 3,55%, in lieve ribasso rispetto a venerdì. Lo spread scende finalmente sotto quota 200, a 193, in attesa delle parole di Christine Lagarde, che alle 15 terrà un discorso al comitato affari politici e monetari del Parlamento UE da cui potrebbero emergere indicazioni sul piano.

Non pesa più di tanto, per ora, l’esito incerto delle elezioni francesi. Sale, ma non di molto, il rendimento dell’Oat, a 2,2359% (+4 punti base), poco mosso il Cac 40, +0,03% (grazie a Renault, +7%), contro il +0,7 dell’indice milanese.

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Alle 13 il nuovo Btp Italia ha raccolto sottoscrizioni per 1,7 miliardi.

Come sarà il piano anti-spread della Bce?

Il rally delle banche italiane è legato alle anticipazioni del piano anti-spread che dovrebbe essere messo a punto in settimana per essere poi approvato a Borse chiuse venerdì a Sintra, la fortezza medievale portoghese dove, come ogni anno, si tiene la riunione della Banca centrale. Il piano, avallato anche dall’Olanda, dovrebbe contare su una dotazione fino a 500 miliardi di euro, comprensivi dei reinvestimenti delle scadenze dei bond in portafoglio legati al piano pandemico PEPP.

Grazie alla sua flessibilità il sistema dovrebbe normalizzare gli spread su valori più vicini ai fondamentali, ma non potrà comunque prevedere sostegni espliciti ad un singolo Paese, per evitare problemi di sostenibilità giuridica difronte alla Corte di Giustizia UE e soprattutto alla Corte costituzionale tedesca.

Molto dipenderà dalle condizioni poste ai Paesi debitori. L’Omt annunciato anni fa dalla Bce non fu mai attuato in ragione di alcune condizionalità implicite nel suo utilizzo che andavano a stigmatizzare i paesi che ne avrebbero fatto ricorso. Per questo piano, però, i mercati si aspettano clausole più morbide.

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I titoli sotto i riflettori a Piazza Affari

Alcuni titoli del Ftse Mib oggi staccano il dividendo: tra questi, Poste italiane, Terna e Snam.

In grande evidenza oltre alle banche Telecom Italia e Moncler. Soffrono le utility esposte all’idroelettrico, che rischiano di essere penalizzate dall’andamento del meteo quest’estate: il livello dei fiumi e degli invasi è basso. In forte ribasso Saipem (4%).

Avanza Eni (+1,4%). Il governo potrebbe dichiarare lo stato d’allerta sul gas la prossima settimana se le riduzioni della Russia nelle forniture dovessero perdurare. Intanto, Eni è stata selezionata da QatarEnergy come nuovo partner internazionale per l’espansione del North Field East, il più grande progetto al mondo di Gnl. Eni ha anche annunciato che è stata avviata, in piena sicurezza, l’introduzione di idrocarburi nella Coral Sul, l’impianto di gas naturale liquefatto galleggiante al largo del Mozambico.

Sale Tenaris (+1%), che ha firmato con Energía Argentina un accordo per fornire tubi saldati per la costruzione del gasdotto presidente Nestor Kirchner (GPNK) in Argentina.

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In Generali, Caltagirone scende attorno al 7,45% del capitale, dopo l’esercizio di contratti derivati sul 2,5% del capitale che avevano scadenza 17 giugno.

Da segnalare nel resto del listino il tonfo di De Longhi (-6%): l’ad Massimo Garavaglia si è dimesso “per motivi personali” con decorrenza dal 31 agosto.

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