Busta paga, ecco chi si ritroverà meno soldi: “da non credere”

Il tema “Busta paga” inevitabilmente fa parlare parecchio, sopratutto in condizioni di crisi diffuse: dopo due anni di pandemia ed una “normalità” quasi totalmente raggiunti, riemergono le varie differenze ed i problemi sociali e concetti che dovrebbero essere basilari, come il salario, vengono messi costantemente in discussione. Nel corso dei mesi la busta paga ha registrato numerosi cambiamenti, prevalentemente dovuti ai numerosi bonus. Cosa ci riserva la Busta Paga da qui a qualche mese?

Busta paga, ecco chi si ritroverà meno soldi: “da non credere”

Sta facendo molto discutere uno dei tanti Bonus messi a disposizione dal governo, come il Bonus 200 euro, che è stato confermato e “potenziato” dall’esecutivo nella data del 5 maggio, contenuto nel Decreto Aiuti, di cui la bozza risulta già percepibile ed effettiva: si tratta di un conguaglio economico concepito per lavoratori subordinati, autonomi e pensionati, ma che in questa nuova versione risulta essere percepibile anche per i percettori di reddito di cittadinanza e lavoratori domestici.

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Il requisito per ottenerlo è il reddito che deve essere sotto i  sotto i 35 mila euro: i pensionati lo otterranno nel mese di luglio mentre per i lavoratori nei mesi di giugno e luglio.

Per il resto, sono confermate le altre novità, ufficializzate all’inizio del 2022 come la rimodulazione degli scaglioni IRPEF (ossia l’imposta sulle persone fisiche) che sono state ridotte da 5 a 4 e risultano essere le seguenti, organizzate in scaglioni.

– fino a 15.000 euro – 23 per cento;

– oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro, 25 per cento (in precedenza era del 27 per cento)

– oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro, 35 per cento (in precedenza era del 37 per cento)

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– oltre 50.000 euro, 43 per cento.

E’ evidente quindi che godranno di maggiori vantaggi coloro che fanno parte della cosiddetta “fascia medio-alta” di reddito.

Confermato ma a”depotenziato” il Bonus 100 euro, chiamato anche Bonus Renzi, ossia il trattamento integrativo che continuerà ad essere percepito ma solo per chi ha un reddito non superiore ai 15.000 euro annui 15.000 euro. Se il reddito complessivo supera tale limite ma comunque fino ad un massimo di 28.000 euro, il bonus spetta solo se la somma di tutte le detrazioni spettanti è superiore dell’imposta lorda dovuta.

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