Calenda apre a Letta: ‘È serio. Di Maio Non so chi sia’. Gelmini: ‘Serve agenda Draghi, vediamoci’

Elezioni, la giornata Sindaci, amministratori locali e presidenti di regione. I territori saranno protagonisti alle prossime elezioni politiche. Servono voti e volti riconoscibili e in grado di drenare consenso. Il segretario del Pd Enrico Letta punta sui primi cittadini. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi lancia come candidato premier il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti stamattina ha dichiarato la sua disponibilità a candidarsi. Il sindaco di Milano Beppe Sala partecipa al dibattito sul centro ben prima della caduta del governo Draghi. Cosa succederà da qui al 25 settembre, il giorno delle elezioni? Come, dove e chi farà campagna elettorale nei territori?

Elezioni DIRETTA

Ore 13.00 Gelmini a Calenda: «Vediamoci». «Ho letto il manifesto di Azione. Europeismo e atlantismo, infrastrutture, PNRR, industria 4.0, revisione del reddito di cittadinanza. È l’agenda Draghi ed è quello che serve all’Italia. CarloCalenda io ci sono, vediamoci». Lo scrive su Twitter Mariastella Gelmini.

Ore 12.10 – Renzi: «Riportare Draghi a Chigi». «Il nostro obiettivo è chiaro: noi non vogliamo portare Meloni o Salvini a Palazzo Chigi ma riportarci Draghi. E poi fare finalmente la riforma costituzionale del Sindaco d’Italia». Lo scrive Matteo Renzi nella sua ultima enews.

Ore 12.00 Fedriga: «Cercare convergenze destra – sinistra» – Parole che gravitano attorno a quel centro bramato da tutti, quelle del presidente del Friuli Venezia Giulia. «Dobbiamo presentare un programma di Governo credibile, lo stiamo scrivendo. Il dibattito penso che debba essere anche sull’approvvigionamento energetico, sulla siccità e come affrontarla, sui rapporti internazionali, sulla questione lavoro, sono cose fondamentali per il Paese. E penso che su alcuni temi di interesse generale per il Paese si possano trovare anche condivisioni tra destra e sinistra» a prescindere da chi governerà. Lo ha detto il Governatore Fvg Massimiliano Fedriga e importante esponente della Lega, a margine di un incontro pubblico. «Poi ci sono temi distintivi di valori – ha proseguito Fedriga – penso all’immigrazione regolare o irregolare dove la sinistra legittimamente propone un ingresso anche degli irregolari che sia assistito mentre noi pensiamo che l’ingresso di irregolari non sia» un fatto degno «dei paesi democratici occidentali. Penso poi alla valorizzazione della famiglia, e noi abbiamo fatto molto in Fvg, la sinistra invece legittimamente propone un altro modello di società. Su questo ci confronteremo ma spero sempre con rispetto reciproco», ha concluso Fedriga.

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Ore 11.14. Calenda apre a Letta – «Non so di chi lei stia parlando». Così risponde Carlo Calenda ai cronisti che gli chiedono se la presenza di Luigi Di Maio, possa essere un problema in una eventuale alleanza alle prossime elezioni. «Ad Enrico Letta gli vogliamo bene, é una persona seria e siamo disponibili a discutere con tutti sulle cose da fare», ha aggiunto Calenda.

Annalisa Baroni lascia Forza Italia: «Non c’è spazio per i moderati». Poi su Fb: anche io vittima di body shaming

Ore 10.20 Assessore lombardo segue Gelmini e lascia Forza Italia – L’assessore regionale lombardo alla Casa Alessandro Mattinzoli lascia Forza Italia e la guida a livello provinciale a Brescia del partito di Berlusconi. «Non riconosco più FI che ho conosciuto – commenta Mattinzoli – Stimo la Gelmini (ministra a sua volta uscita nei giorni scorsi dal partito, ndr) ma il tema non è seguire la Gelmini. È che in questo momento condivido pienamente con lei la scelta. Con una pandemia che torna ad essere aggressiva, con la crisi economica, energetica e idrica facciamo cadere un governo autorevole a guida Draghi per sostituirlo con chi? Draghi era la persona più autorevole per guidare l’Italia». «La forza della coalizione di centrodestra – prosegue Mattinzoli – non è mai stata il pensiero comune, ma al contrario è la differenza tra i partiti. Forza Italia si sta appiattendo al pensiero della Lega». Sul suo ruolo da assessore regionale Mattinzoli spiega: «Stimo Fontana e far quello che lui riterrà utile per il bene della Lombardia. Sono a sua disposizione».

Ore 10.15 Ricci: «Chi non si allea con il Pd fa il gioco della destra» – «Enrico Letta è l’alternativa politica a Giorgia Meloni. Basta scaramucce, serve responsabilità. L’obiettivo è Partito Democratico primo partito». Lo ha scritto su Twitter il presidente di Ali – Autonomie Locali Italiane – e coordinatore dei sindaci del Pd Matteo Ricci. «Senza alleanza europeista non siamo competitivi nei collegi. I confini stanno nel voto di fiducia a Draghi. Chi non si allea con il Pd fa il gioco della destra».

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Elezioni, da Sala a Brugnaro perché il “partito dei sindaci” può fare la differenza

Ore 9.40 Forza Italia continua a perdere pezzi –  A quanto apprende l’Adnkronos, la deputata azzurra Anna Lisa Baroni, coordinatrice forzista a Mantova, considerata molto vicina a Maria Stella Gelmini, ha lasciato il partito di Silvio Berlusconi. Nelle prossime ore Baroni dovrebbe formalizzare la sua uscita. Secondo i boatos un altro parlamentare potrebbe lasciare il Cav, dopo la scelta di Fi di staccare la spina al governo Draghi.

Ore 9.30 Renzi: «Pronto a correre da solo» – Italia viva è pronta a correre da sola in caso di veti. Lo annuncia al Corsera Matteo Renzi che spiega: «Se sono pronto a correre da solo? Sì. Al momento questa è l’ipotesi più probabile. E anche quella che trovo più affascinante. Se prevale l’intelligenza politica e si costruisce una coalizione vera, ci siamo ma se ciascuno vuole tenere le sue bandierine e pensa di poterci abbindolare con due seggi o tenerci fuori con un veto, beh, non ci conoscono». Possibile veto di Letta su Iv? «Se c’è un veto politico su di noi, ne prendiamo atto. E dopo le elezioni ciascuno risponderà delle sue scelte- Se il veto di Letta è legato all’astio per le vicende del 2014, non possiamo farci niente». Nella stessa intervista Renzi lancia come candidato premier per battere la destra il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.

Ore 9.15 Bonaccini: la coalizione parta dai partiti che hanno dato la fiducia a Draghi. «Partiamo una coalizione che abbia alcuni capisaldi dal punto di vista programmatico e possa partire da coloro che hanno dato la fiducia al Governo Draghi alcuni giorni fa come perimetro su cui costruire l’alleanza», ha detto il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini a Morning News su Canale 5. Bonaccini è stato uno dei primi esponenti dem a considerare definitivamente chiusa l’alleanza con il M5S. Qui un tweet al vetriolo con il quale Bonaccini ha replicato alla capogruppo grillina Castellone. 

Ore 9.10 Zingaretti: «Io candidato? Sono a disposizione» –  Che vuol di re un bel sì, sono pronto a candidarmi. Il presidente della Regione Lazio aveva già dichiarato che questo sarebbe stato il suo ultimo mandato alla guida della Pisana. Per Zingaretti si profila una candidatura nelle liste del Pd. Per le alleanze alle prossime elezioni «guardiamo a chi sarà d’accordo con una idea di Italia, di un Paese giusto che guardi al futuro e affronti il tema della rivoluzione ambientale, della lotta alle disuguaglianze come pilastro di un nuovo modello di sviluppo. Abbiamo alle spalle anni drammatici in cui parlare di gente povera era percepito come un errore del passato. Una specie di persecuzione. Metteremo in campo questa idea di Italia. Credo che la cosa importante sia parlare con le persone. Il messaggio deve essere chiaro: il Pd è stata la forza pilastro fondamentale nella lotta al Covid e nel Pnrr, ora ce la può fare. E saremo garanti del fatto che nessuno verrà lasciato solo». Lo ha detto Nicola Zingaretti su Rai Radio1, ospite della trasmissione Radio Anch’io. «Con il M5s abbiamo fatto insieme un bel percorso ma non ci sono, in questo momento, le condizioni per allearci perché verrebbe meno la credibilità di una proposta politica a questo punto», ha precisato il presidente. 

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Zingaretti, non c’è incandidabilità – Come ha scritto Il Messaggero se il governatore lascia l’incarico a fine agosto, quando verranno annunciati dal Pd i nomi dei prescelti per le circoscrizioni proporzionali per Camera e Senato, alla Pisana si dovrebbe tornare al voto tra fine novembre e inizio dicembre. Se invece si presenterà alle Politiche da governatore avrà 60 giorni per scegliere tra la Regione e il Parlamento e altri 90 per proclamare le elezioni per la Pisana. 

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