Caro bollette, a Napoli si va verso la «rivolta del pane»: minacciata una serrata di tre giorni

Mezzogiorno, 6 ottobre 2022 – 07:21

Il presidente di Confcommercio: in Campania Pil in frenata, l’anno prossimo scender a -0,2%

di Simona Brandolini

Tre grandi emergenze: energia, inflazione e recessione, dice il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli all’assemblea napoletana della confederazione. E come sempre la realt s’impone sui convegni. I panificatori (5000 in Campania che danno lavoro a 30 mila persone) irrompono nell’aula magna di San Giovanni a Teduccio. Vogliono risposte, aiuti, dal Governo e dalla Regione. De Luca cerca di placarli ma sono pronti a una serrata di tre giorni: L’alternativa chiudere per sempre. Mimmo Filosa il presidente regionale della categoria e dice: In dieci o quindici hanno gi dovuto spegnere i forni. Antonio Borrelli, titolare del panificio Gargiulo, aveva quindici dipendenti, oggi ridotti a cinque. Da 1500 euro la sua bolletta schizzata a 6500 euro. Dopo 50 anni devo fermarmi, dobbiamo fermarci se non ci danno una mano. Ma metterli d’accordo non facile. Sono persone abituate solo a lavorare. Sul caro energia bisogna intervenire e oggi c’ un unico modo: il Governo deve assolutamente fare una battaglia in Europa per consentire che si fermi la speculazione. Nell’attesa che si arrivi a un’intesa a livello europeo, che difficile e non breve, dal nostro punto di vista indispensabile mettere immediatamente risorse per aiutare le imprese. Prosegue il ragionamento Pasquale Russo, direttore di Confcommercio Campania: Se non si mettono risorse per aiutare le imprese che non possono sostenere aumenti dei costi energetici cos elevati rischiamo che molte aziende chiudano.

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Imprese a rischio

Secondo le stime di Confcommercio a causa della nuova pandemia energetica da qui alla prima met del 2023, almeno 120mila piccole imprese potrebbero cessare l’attivit con la perdita di oltre 370mila posti di lavoro. E in un Mezzogiorno fragile, la Campania anche fanalino di coda. Nelle previsioni il Sud crescerebbe meno del Paese, e la Campania ancor meno: se il Pil nel 2022 in Italia al 3%, al Sud al 2,9%, in Campania al 2,2%; nel 2023 ci sar una variazione ulteriore in Italia dello 0,2%, al Sud di -0,1%, in Campania del -0,2%. Per Confcommercio vuol dire che la messa a terra del Pnrr non ha dato ancora i frutti sperati, ma pesano anche i soliti deficit sistemici, anche in termini di capacit di progettazione, esecuzione e vincoli burocratici. Due esempi su tutti: nel pregresso ciclo di finanziamenti europei, il tasso di pagamento stimato a fine 2022 al 62% nazionale contro il 48% della Campania e il numero di progetti co-finanziati pari al 7% del totale per la Campania contro il 22% nazionale. Quanto alle immatricolazioni auto a persone fisiche nei primi 8 mesi sono scese del 24% nel Sud contro circa il 20% nella media delle altre macro-aree.

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L’emigrazione

Uno dei nodi da affrontare lo spopolamento. Dal 2007 a oggi hanno lasciato il Sud 800mila persone; una tendenza, secondo l’Istat, destinata ad accentuarsi: nel 2030 i residenti nell’area dovrebbero scendere da 19,9 a poco pi di 18 milioni, nel 2050, il calo del Mezzogiorno rappresenter quasi il 70% di quello atteso per l’intero Paese. Analizzando il tasso di occupazione, se il Centro-Nord (65,3%) si avvicina al resto d’Europa (68,4%), il Sud (44,8%) ne resta troppo lontano, soprattutto nella componente femminile (33,2%). Le cose sono ancora peggiori in Campania: tasso di occupazione totale 41,3%, occupazione femminile 29,1%. La naturale conseguenza dello spopolamento lo scarto di quasi 17 punti percentuale nel tasso di variazione del Pil tra il 1996 e il 2019: Nord 20,3%, Sud 3,4% (un po’ meglio la Campania 4,3%). In questo quadro anche il ritorno dei turisti stranieri (la Campania ha visto crescere la spesa degli stranieri nei primi sei mesi del 587%) mostra, per, un evidente divario con il Nord: analizzando i numeri ufficiali 2019 sul rapporto tra spesa dei turisti stranieri nei territori e consumi complessivi nelle regioni, emerge che il Sud ha un rapporto che sta sotto della met rispetto alle altre aree del Paese. urgente attivare politiche a livello europeo con i controlli sull’energia. Per il Sud il Pnrr opportunit che continua a essere penalizzata per esempio nelle infrastrutture. Puntare sul turismo aiuter il Sud a rilanciare tutto il Paese, spiega ancora Sangalli. C’ un ultimo passaggio , interessante, nelle relazioni di Confcommercio ed quello che riguarda il dato dell’astensionismo alle ultime elezioni, con punte del 50% proprio in Campania, che significa che una parte del Paese si chiusa alla partecipazione. Lo chiamano lockdown civico ed la disfatta della politica.

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6 ottobre 2022 | 07:21

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