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Cartelle esattoriali, quando la sanatoria non ti spetta

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Cartelle esattoriali, quando la sanatoria non ti spetta

Attenzione alle cartelle di pagamento perché non sempre si ha diritto alla sanatoria. La Cassazione, infatti, ha deciso con un’ordinanza che gli importi dei debiti della stessa natura inferiori ai 1.000 euro vanno sommati. Di conseguenza, se nell’insieme superano tale soglia, non si potrà accedere alla sanatoria. E’ quanto spiega laleggepertutti.it. Dunque, niente sanatoria per le cartelle di pagamento con più carichi omogenei sotto i 1.000 euro.

“In pratica – illustra laleggepertutti.it – il criterio che era stato diffuso fino a ieri era il seguente: se una cartella contiene 10 debiti da 500 euro ciascuno, essendo tutti inferiori ai 1.000 euro potevano essere annullati. Ora, invece, la Suprema Corte aggiusta il tiro e stabilisce che la sanatoria può intervenire solo se i carichi sono di tipologia diversa tra di loro”.


Il sito di informazione e consulenza legale porta alcuni esempi:

“Un contribuente riceve una cartella di pagamento da 8.000 euro contenente 10 multe stradali da 800 euro ciascuna. Poiché i debiti sono tutti della stessa natura (si tratta sempre di multe stradali), gli importi delle singole sanzioni vanno sommati, si arriva alla cifra di 8.000 euro ed il contribuente non ha diritto alla sanatoria”. Analogamente, “un contribuente riceve una cartella di pagamento da 6.000 euro contenente 20 bolli auto da 300 euro ciascuno. Anche in questo caso, trattandosi della stessa imposta, gli importi si sommano, si arriva alla cifra di 6.000 euro ed il contribuente non ha diritto alla sanatoria”.

Diverso il caso di un contribuente che “riceve una cartella di pagamento da 2.000 euro contenente una multa stradale, un bollo non pagato, un’Imu non versata, una tassa rifiuti arretrata. Tutti per un valore inferiore ai 1.000 euro ciascuno. Trattandosi di debiti diversi tra di loro non vanno sommati. Pertanto, il contribuente ha diritto alla sanatoria”.

Rileva laleggepertutti.it: “La Cassazione ha sottolineato che il legislatore ha parlato di ‘debiti’ al plurale, il che significa che il residuo rilevante ai fini dell’annullamento va verificato rispetto alla cartella, ossia il cumulo dei singoli carichi che la costituiscono. Secondo l’ordinanza, quindi, quando il legislatore si riferisce alla soglia di 1.000 euro vuole distinguere la posizione di chi ha più cartelle di pagamento da chi ha un’unica cartella con più carichi”.

Ad ogni modo, “occorre guardare la natura dei debiti: se si tratta di carichi di categorie diverse, non sono cumulabili e, pertanto, si ha diritto alla sanatoria entro il limite dei 1.000 euro per ciascun debito”. Altrimenti no.

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