Casa e classe energetica 🏠 il modo per capire la ‘lettera’ in cui si trova l’immobile

Tema di grande importanza quello della classe energetica della casa: ecco quali sono, cosa sapere e la questione direttiva europea

La questione inerente la classe energetica della casa è sempre maggiormente rilevante di recente e si lega tanto a chi vuole acquistare quanto o a chi vuole affittare: quali sono a seguire, e il punto sulla questione direttiva europea.

classe energetica casa
Informazione Oggi

Al fine di valutare un immobile, la classe energetica della casa è diventato un elemento di sempre maggior rilevanza. E ciò dal momento che va ad incidere in merito al prezzo di vendita, così come sul canone dell’abitazione. 

In sostanza, diventa più complicata la vendita di un appartamento che abbia una bassa classe energetica. E la ragione si lega al fatto che più è alta la classe e minore sarà la dispersione del calore, con relative conseguenze sulla questione consumi.

Ma questo è soltanto uno dei motivi della rilevanza del punto. In questo periodo difatti, in sede Unione Europea, si discute una direttiva che potrebbe andare a mettere anche fuori mercato tutte le case con classe energetiche basse.

Ma si proceda con ordine, anzitutto vedendo cos’è l’Ape, l’attestazione di classe energetica, e quali sono le varie classi.

Ape: cos’è, costo e il punto sulle classi

Tanti gli elementi che destano attenzione quando in generale si affronta il tema della casa: ad esempio, non tutti sanno del costo medio di una casa in Italia: ecco a quanti anni di lavoro equivale.

Tornando al punto in oggetto, al fine di comprendere quale sia la classe energetica di appartenenza circa la propria casa, occorre il possesso dell’Ape. Ovverosia, trattasi di un documento che ha le caratteristiche, dal punto di vista energetico dello stabile o appartamento.

È un certificato che va esibito tutte le volte in cui si va a procedere ad un atto di compravendita. Così come nel caso della donazione o locazione dello stesso.

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Ma cosa dev’esservi all’interno dell’Ape?

Anzitutto la prestazione energetica globale, la quale si esprime nel termine dell’energia primaria totale. E ancora, primaria non rinnovabile. Poi la qualità del fabbricato dal punto di vista energetico. E dunque indici di prestazione termica utile in merito alla climatizzazione invernale. Così come l’area solare equivalente. E poi, la trasmittanza termica periodica.

Dev’esservi la classe energetica, la cui determinazione avviene mediante l’indice della prestazione energica globale.

Proseguendo con ciò che deve contenere l’Ape, vi sono poi i requisiti minimi circa l’efficienza energetica e le caratteristiche termo-igrometriche. Poi, gli indici circa la prestazione energetica rinnovabile e non, e quella elettrica esportata, così come le emissioni di anidride carbonica.

La quantità all’anno dell’energia che viene consumata e l’elenco dei servizi, dal punto di vista energetico, e inerenti efficienza. Infine l’indicazione in merito al miglioramento dell’efficienza (energetica) con proposte in merito ad interventi rilevanti e cui vi è convenienza dal punto di vista economico.

Come si stabiliscono le classi

Le classi energetiche circa le case sono 7. La A è quella maggiormente green e la più alta, mentre la G è quella considerata minore, un’ottica efficienza.

La stessa classe A poi si va a suddividere in altre 4 sottoclassi, dal numero uno al numero quattro.

È l’EPgI a stabilire le classi. Ovverosia, l’indice di prestazione energetica globale. Ciò va a segnalare i kWh a metro quadro necessario in un anno. E tale punto rispetto ad alcuni elementi.

Riscaldare l’ambiente nella stagione fredda e rinfrescarlo durante l’estate. La produzione dell’acqua calda, l’illuminazione dell’ambiente e la ventilazione dello stesso.

Ape: chi lo redige, quanto costa e quanto dura

Chi redige l’Ape? È un tecnico abilitato che redige l’Ape. Si tratta cioè di un ingegneri, architetti, geometri. Attualmente, non vi è la presenza di un elenco ufficiale di certificatosi. In talune regione vi è stata stilata la lista dei tecnici, un elemento che può esser trovato sui portali energetici relativamente alle Regioni.

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Quanto costa l’Ape? Per quanto riguarda il costo dell’Ape, ciò si lega ai metri quadri della casa. Mediamente va fra i centocinquanta e i duecento cinquanta euro. 

Quanto dura l’Ape? Il certificato vale per dieci anni. Qualora intanto fossero stati fatti lavori di ristrutturazione, occorrerà una nuova attestazione.

In taluni casi non è obbligatorio, ma soltanto in alcuni casi. Ovvero quanto si tratta di fabbricati isolati con superficie utile tot. sotto i cinquanta Mq. E ancora, nel caso di fabbricati industriali e artigianali, agricoli oppure rurali, all’esterno delle aree residenziali che non abbiano climatizzatore. Poi circa ruderi ed edifici che sono adibito a luogo di culto, e ancora box, cantina, autorimessa.

Classe energetica casa: dalla A alla G

Classe A: Per quanto riguarda la classe A, occorre, al fine di rientrarvi, che l’Epg sia compreso tra 0,80 ed 1. Inoltre, occorre che l’edificio abbia anche serramenti con doppio vetro e il cappotto termico (in genere). E poi che si usino fonti rinnovabili energetiche, quali pannelli fotovoltaici e solari.

Classe B: occorre un Epg tra 1 e 1.20. Ne fa parte l’edificio che all’esterno abbia pannelli isolanti.

Classe C: Epg tra 1.20 e 1.50. Generalmente vi è un adeguato isolamento circa gli ambienti. Sui termosifoni vi sono delle valvole termostatiche. Caldaie a condensazione.

Classe D: Epg tra 1.50 e 2. Vi sono spesse volte i doppi vetri. Più spesse del solito le mure perimetrali.

Classe E: Tra 2 e 2.60 l’Epg. In tale appartamento vi è già stata l’introduzione di primi accorgimenti al fine di permettere risparmio energetico. E dunque, le caldaie, pur se poco efficienti, a metano. Sono state fatte delle coibentazioni, pur se con tecniche che si possono considerare superate.

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Classe F e G: Le ultime, di minor efficenza in ottica energetica. L’Epg è superiore a 2.60. Case che hanno quale riscaldamento vecchie caldaie a gasolio. Infissi in legno, vecchi. Alcun accorgimento in ottica risparmio energetico.

Classe energetica casa: la direttiva europea

Il punto è rilevante, come detto, anche rispetto alla direttiva europea che si sta discutendo. A meno di rinvii, dovrebbe esservi l’approvazione da parte della Commissione Energia del Parlamento Ue, definita entro il 13.03.

Attualmente oggetto delle discussioni riguardano le tempistiche. Secondo quanto previsto dalla norma, entro il 2030 ciascun edificio dovrebbe raggiungere la Classe E. Entro il 2023 ciascuno dovrebbe raggiungere la D e fra il 2040 – 50, ci si pone come obiettivo quello delle emissioni 0.

Per quanto riguarda l’Italia, il 60% degli edifici è compreso tra classe G ed F. Dunque, a partire dal 2023, non sarebbero in regola.

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