Clementi:’Infettati ma solo per qualche ora: i vaccinati non se ne accorgono neanche’ (di S. Renda)

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Può essere durato giusto un paio d’ore: hai contratto il virus e non te ne sei accorto. Nessun sintomo, nessun segnale. Come è arrivato è andato via, grazie alla protezione messa in moto dal vaccino. Attualmente in Italia il 73,12% della popolazione over 12 ha completato il ciclo vaccinale. La protezione è sempre più alta e i dati del contagio si abbassano: nella giornata di ieri i positivi erano 5.522. Nell’ultimo bollettino del Ministero della salute, infatti, si registra un Rt di 0.92, in calo rispetto alla scorsa settimana, come in calo è anche l’incidenza dei casi. Questo, probabilmente, è dovuto anche al fatto che infezioni lampo, asintomatiche e sostanzialmente innocue, possono circolare tra i vaccinati, senza lasciare a nessuno il tempo di rendersene conto. Lo spiega ad Huffpost il professor Clementi,  direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, co-fondatore e presidente della Società Italiana di Virologia:

“I soggetti con un ciclo completo di vaccinazione, qualora siano di nuovo a contatto con il virus, possono, probabilmente in maniera transitoria e con cariche basse, infettarsi. Il vaccino induce la formazione di anticorpi e quindi di immunità basata sulle IgG e IgM presenti nel siero, ma non dà la possibilità di formarsi a un’altra classe di anticorpi importanti per bloccare l’infezione subito, nella sede d’ingresso: questi si chiamano anticorpi IgA secretorie. Il soggetto vaccinato, in linea teorica, può consentire al virus di fare alcuni cicli replicativi, poi interviene l’immunità generata dal vaccino. Quel soggetto per un intertempo x può essere infettante per gli altri, questo però non è sufficiente per sviluppare la malattia e infatti quasi mai ricorre all’ospedale, non segnalando sintomi importanti”

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Professor Clementi, parliamo di tempistiche: quali sono quelle minime impiegate dagli anticorpi per sovrastare il virus?

E’ ovviamente variabile, dipende da tanti fattori. In più non sono solo in ballo gli anticorpi, ma anche altri componenti dell’immunità. C’è un tempo per tutto. Comunque si tratta di poche ore.

Quindi il numero dei contagi potrebbe essere più alto: il virus circola in maniera lampo, senza sintomi.

Sì. Nei soggetti vaccinati può essere un evento così transitorio che è possibile non vederlo.

Qual è la probabilità che ci si contagi una volta ricevuto il vaccino?

Non dipende solo dall’immunità del soggetto vaccinato, ma anche dalla carica infettante, dal tipo di virus con cui si viene a contatto. Tutto questo ha un ruolo e si scontra col soggetto. È una questione biologica multifattoriale complessa.

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Guardiamo gli ultimi dati: Rt 0.92. Cosa ci dice?

Ci dice che il virus circola meno e si sta in qualche modo riducendo l’attuale fase d’infezione, ma dobbiamo tenere presente che l’attuale fase vede due epidemie accavallarsi tra loro: quella dei vaccinati – con pochi casi, poca sintomatologia, pochissimi ricoveri – e quella dei non vaccinati – più casi, molti più ricoveri e sintomatologie più gravi.

Questo spiega il numero dei ricoveri…

I ricoveri sono quasi tutti a carico dei soggetti non vaccinati o che non hanno completo il ciclo. Non sorprende, ovviamente.

La circolazione della Delta che futuro ci prospetta?

Questo è un virus che circola per varianti, che avendo nella loro evoluzione una migliore diffusibilità diventano la dominante. Ne arriveranno altre, certo è che questo virus non ha la capacità di variare all’infinito, perché deve mantenere strutture efficienti. Non può cambiarle in continuazione..

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Si è deciso per la terza dose, intanto.

Io sono favorevole, si sta osservando un decremento degli anticorpi dopo 9-12 mesi, è importante soprattutto per le categorie fragili mantenere un’immunità vigile ed efficace. Non è il primo vaccino per il quale si necessitano più dosi.

E dopo la terza?

Spererei non fossero necessarie altre dosi. Se la platea di vaccinati sarà sufficiente, lentamente il virus potrebbe spegnersi.

Il punto cruciale resta convincere le persone a vaccinarsi, dunque. Green pass, obbligo vaccinale: cosa ne pensa?

Sono decisioni politiche, non scientifiche. La persona di scienza deve dire che tutti i soggetti dovrebbero essere vaccinati, punto. Mi augurerei che si arrivi con la persuasione a vaccinare una quota di persona sufficienti.

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