Condono 2023: rottamazione, controversie tributarie e non solo per sanare i debiti col Fisco

Con la nuova manovra fiscale ecco il lancio di una dozzina di sanatorie volute dal Governo, che vuole così tendere la mano verso il contribuente. Rottamazione delle mini-cartelle, condoni in tema di dichiarazione dei redditi, criptovalute e non solo. Una sintetica panoramica.

Il Governo lo aveva promesso ed ora è realtà: nel testo della legge di Bilancio 2023, troveranno spazio più di dieci sanatorie a favore dei cittadini, le quali di fatto intendono in qualche modo avvicinare lo Stato ai contribuenti, già gravati da spese, bollette, carburanti e quant’altro.

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Proprio così: tra le varie misure presenti nel testo della legge di Bilancio, vi sono anche distinti condoni fiscali, decisi dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni per alleviare il carico delle tasse e degli adempimenti da parte dei cittadini. Pensiamo ad es. allo stralcio delle multe stradali oppure alle modalità facilitate di ravvedimento e risoluzione delle controversie con l’Amministrazione finanziaria. Insomma si tratta della manifestazione pratica di quella pace o tregua fiscale, su cui gli esponenti del Governo hanno scelto di puntare in questo periodo.

Vediamo allora un po’ più da vicino le sanatorie volute dal Governo e perché sono di rilievo per il contribuente.

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Sanatorie e controversie tributarie: gli sconti previsti per il contribuente e la rinuncia agevolata

Ben sappiamo quanto la macchina della giustizia in Italia sia lenta e necessiti di una riforma strutturale. Nel frattempo, con riferimento specifico alle controversie tributarie pendenti al primo gennaio 2023, nella manovra sono previste importanti agevolazioni per il contribuente in causa per tasse e tributi. In particolare:

  • per i giudizi in primo grado, il contribuente fa pace con il Fisco se si paga il 90% delle imposte;
  • nel secondo grado, basta il 40% ma soltanto se la sentenza di primo grado è stata favorevole al contribuente;
  • invece nell’ipotesi nella quale anche la sentenza di secondo grado sia stata positiva per il contribuente sarà possibile pagare il solo 15% delle tasse;
  • mentre se il giudizio è proseguito fino alla Cassazione, e il contribuente ha sempre vinto, potrà pagare il 5% delle imposte.
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Interessante è anche un’altra delle sanatorie previste, attinente alla cd. rinuncia agevolata. Infatti il contribuente può rinunciare entro il 30 giugno di quest’anno alle controversie tributarie, nelle quali è parte l’Agenzia delle Entrate e che sono pendenti presso la Suprema Corte.

In particolare la rinuncia si compie con definizione transattiva con la controparte di tutte le pretese fatte valere in corso di causa. Al contempo, grazie alla rinuncia agevolata, vi sarà il pagamento delle somme dovute per le tasse, gli interessi e gli accessori, ma con sanzioni comunque diminuite – e proprio in questo sta l’agevolazione per il contribuente.

Multe stradali e rottamazione: le novità in manovra

Veniamo al punto della rottamazione. Ebbene secondo quanto previsto in manovra, saranno rottamate le cartelle sotto i 1.000 euro affidate alla riscossione dal 2000 al 2015, tuttavia gli enti locali titolari del credito dovranno dare il nulla osta. Ed in ogni caso, sul contribuente debitore graveranno le sanzioni e il rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notifica.

La rottamazione delle cartelle potrà allargarsi anche alle multe stradali. Ma rimarchiamo che nella versione definitiva della manovra è indicato che saranno i Comuni ad avere l’ultima parola sull’eventuale stralcio delle vecchie cartelle inferiore al valore di 1.000 euro, che comprendono anche multe stradali non pagate o pagate soltanto in parte, affidate agli agenti della riscossione tra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2015. In altre parole, gli enti locali avranno la facoltà di non aderire allo stralcio e la possibilità non è affatto remota, se pensiamo che non pochi enti locali sono oggi indebitati.

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Avvisi bonari e irregolarità formali: altre sanatorie 2023

Novità sanatoria anche per quanto riguarda i cd. avvisi bonari, ovvero le comunicazioni con cui l’Agenzia delle Entrate rende noto al contribuente il controllo compiuto sulla sua dichiarazione dei redditi, rimarcando eventuali imposte e contributi che non risultano pagati.

Ebbene, alla luce di quanto disposto in manovra da parte del Governo, i contribuenti che hanno ottenuto un avviso bonario per gli errori evidenziati tramite i controlli automatizzati del Fisco, potranno far fronte tramite modalità agevolate alle somme dovute di cui all’avviso bonario – a patto che il termine di versamento non sia già scaduto.

Saranno inoltre sanabili irregolarità, infrazioni e inosservanze di doveri o adempimenti fiscali, di ambito formale, che non hanno peso sulla individuazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, dell’Iva e dell’Irap e sul versamento di detti tributi. Per cancellare l’errore il contribuente pagherà una somma forfait pari a 200 euro.

Novità criptovalute

Ma con la legge di Bilancio c’è stato anche modo di inserire un regime fiscale rivolto ai guadagni da criptovalute (plusvalenze iscritte nei Redditi Diversi e tassate al 26%), che potranno avvalersi dell’aspetto positivo di non essere tassate entro il limite di 2mila euro all’anno.

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Disposta peraltro una sanatoria per i guadagni passati e per partecipare alla regolarizzazione delle criptovalute detenute fino al 31 dicembre del 2021, i contribuenti avranno l’obbligo di effettuare una domanda di emersione delle criptovalute detenute, se da detti strumenti è emersa una plusvalenza – sulla quale vale un’imposta sostitutiva corrispondente al 3,5%.

Nell’ambito dei provvedimenti adottati dal Governo anche una definizione agevolata (con sanzioni ridotte) degli atti di accertamento, ovvero gli atti formali delle Entrate di contestazione al contribuente. Non manca inoltre una speciale sanatoria per le liti pendenti e un ravvedimento particolarmente agevolato a favore di chi si è dimenticato di dichiarare o ha sbagliato nel dichiarare i redditi relativi al 2021 nella dichiarazione 2022.

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