Contagi Covid in aumento: quali regioni rischiano la zona gialla

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Contagi Covid in aumento: quali regioni rischiano la zona gialla in Italia. Tutte le ultime notizie.

Contagi Covid in aumento: quali regioni rischiano la zona gialla (immagine di repertorio: controllo del Green pass al lavoro. Foto di Stefano Guidi/Getty Images)

Come è sotto gli occhi di tutti, i contagi di Covid-19 sono di nuovo in aumento in Italia e soprattutto in Europa. Grazie all’alta adesione degli italiani alla campagna vaccinale, contagi e decessi sono per il momento contenuti. Sebbene l’attenzione rimanga alta, soprattutto in quelle regioni italiane in cui si è vaccinato meno.

Al 5 novembre quasi il 76% della popolazione totale italiana è completamente vaccinata. Mentre di quella vaccinabile, sopra i 12 anni di età, ad aver completato il ciclo vaccinale è l’83%. Obiettivo del governo è raggiungere il 90% degli over 12 vaccinati. Un obiettivo ambizioso per il quale ci vorranno ancora almeno due mesi, sempre che nuove persone decidano di vaccinarsi, abbandonando i tamponi effettuati due o tre volte alla settimana per andare al lavoro.

Nel frattempo l’aumento dei contagi e anche dei ricoveri, seppur contenuto a livello nazionale, sta avvicinando alcune regioni alla zona gialla. Vediamo quali sono e quali potrebbero essere gli sviluppi per il futuro.

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Contagi Covid in aumento: quali regioni rischiano la zona gialla

Per questo weekend non dovrebbero esserci cambi di colore per le regioni italiane. Finora, dall’introduzione della zona bianca nazionale a fine giugno, la Sicilia è stata l’unica regione italiana tornare in zona gialla, dal 30 agosto al 10 ottobre. Tuttavia, in alcune regioni stanno risalendo i contagi in modo preoccupante e soprattutto l’occupazione dei posti in terapia intensiva è vicina o ha superato la soglia critica del 10%, oltre la quale scatta il passaggio in zona gialla.

È il caso, ad esempio delle Marche, dove secondo i dati Agenas aggiornati al 4 novembre, e riportati nel bollettino quotidiano del Sole24Ore, l’occupazione delle terapie intensive è al 10,3%. Non ci sarà, tuttavia, il cambio di colore della regione. Perchè il monitoraggio settimanale della Cabina di regia dell’ISS e del Ministero della Salute, sulla base del quale vengono prese le decisioni, fa riferimento ai dati aggiornati all’ultimo martedì, precedente al venerdì di presentazione ufficiale dei dati sull’andamento dell’epidemia in Italia. E martedì scorso la soglia del 10% non era stata ancora superata.

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Se l’occupazione delle terapie intensive dovesse rimanere oltre questa soglia anche la prossima settimana, è molto probabile che le Marche passeranno in zona gialla.

Oltre all’occupazione delle terapie intensive, altri due parametri sono decisivi per il passaggio al giallo: l’occupazione dei reparti in area medica sopra il 15% e l’incidenza settimanale dei contagi sopra i 50 casi su 100mila abitanti. Il parametro più importante, comunque, è quello del tasso di occupazione delle terapie intensive. Un vero e proprio campanello d’allarme sull’epidemia.

Oltre alle Marche, le altre regioni a rischio zona gialla sono il Friuli Venezia Giulia con il tasso di occupazione delle terapie intensive al 9,1% – a seguito del recente boom di contagi dovuto alle recenti manifestazioni contro il Green pass e anche ai contatti stretti con la vicina Slovenia dove i casi sono in forte aumento – e l’Umbria, con occupazione delle terapie intensive all’8,3%.

Va molto meglio in Sicilia, invece, dove le terapie intensive sono occupate solo al 4,1%.

Riguardo ai ricoveri in aerea medica, invece, le regioni con i maggiori tassi di occupazione sono la provincia di Bolzano all’11,6%, Calabria al 10,2%. Comunque al di sotto della soglia critica del 15%.

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Al momento, la situazione negli è sotto controllo. Se tuttavia gli indicatori continueranno a salire, è molto probabile che a metà novembre torneranno le regioni a colori.

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(Fontana di Trevi a Roma di Gabriella Clare Marino su Unsplash)

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