Conte in campo, trincea M5s su restituzioni e mandati – Politica


Il giorno del ritorno di Giuseppe Conte sulla scena politica prende avvio con il plauso, di prima mattina, del suo vasto seguito di follower sui social: l’annuncio di una diretta streaming sul messaggio che, dopo settimane di attesa, intende portare all’intero ‘corpaccione’ del Movimento 5 Stelle viene infatti accolto con una valanga like, quasi 100 mila ed oltre 10 mila commenti solo su Facebook. Non sembra invece partire con lo stesso entusiasmo l’accoglienza, all’annuncio del suo programma di rilancio del M5s, da parte dei gruppi dei parlamentari. L’ex premier ha deciso di mantenere la promessa sui tempi per svelare i contenuti del suo piano di rilancio: si tratta però di un’agenda prevalentemente politica.

LA DIRETTA

 

Quella della transizione ecologica, con l’intento di trasformare il Movimento in una forza politica molto concentrata sull’ambientalismo. Quella dell’impegno sul territorio, del collegamento con la base, e quella del presidio, con il Pd, di un’area progressista e riformista, nettamente alternativa al centrodestra. Con tutte le subordinate che questa scelta di campo comporta: dalle alleanze per le amministrative, il terreno su cui misurare la collaborazione con il partito democratico anche in vista delle politiche, alla collocazione marcatamente europeista e il possibile trasferimento nella casa dell’Alleanza dei socialisti e democratici europei. Una scelta di collocamento ormai data per acquisita e che, nella sostanza, ha già determinato la fuoriuscita di quegli eletti che su questa discriminante hanno fatto altre valutazioni. Ma è nell’organizzazione del Movimento che l’arrivo di Conte lascia intatti i dubbi della truppa degli eletti, e in particolare dei parlamentari, ancora spiazzati dalla riconferma di Grillo del vincolo dei due mandati. “L’ipotesi di valutare i ‘meritevoli’, l’avvio di una specie di cursus honorum, non esiste. E comunque non riguarda i mandati” taglia corto un parlamentare al secondo “turno” che vede come troppo divisiva la strada del “premio” all’impegno; “Il gruppo non ce la farebbe mai a reggerla. Sarebbe il finimondo”.

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