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Cronaca

Coronavirus, ancora positiva dopo 19 tamponi (e in quarantena da sei mesi): l’azienda la licenzia

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Centosettanta giorni in quarantena e 19 tamponi. Nada Cava ancora positiva. Un vero record. La sua vita diventata un labirinto che di negativo ha tutto tranne che l’esito al tampone. Nei giorni scorsi ha lanciato il suo secondo appello di aiuto al Messaggero: Sono veramente arrabbiata. Spero finisca una volta per sempre quest’incubo. Il primo messaggio era stato recapitato a fine luglio, ad un altro quotidiano. Vivo da sola, sono separata e non percepisco alcun tipo di mantenimento dal mio ex marito. Amo il mio lavoro, anche perch il mio unico sostentamento. Ma sto rischiando di non avere pi uno, di essere licenziata e di perdere anche l’appartamento. Sto andando in depressione. La signora aveva aperto il suo cuore e deciso di rendere pubblica la sua vicenda perch da inizio di marzo era risultata positiva al Covid e ancora a quella data (il 20 luglio) era arrivata al suo tredicesimo tampone. Dopo un piccola speranza (un tampone negativo), adesso la sua reclusione casalinga s’ allungata di un altro mese. Siamo a fine agosto, ancora positiva ed arrivata la lettera di licenziamento.

Banconista al super

Nada ha 49 anni, marchigiana ma vive in Abruzzo, a San Giovanni di Colonnella (Teramo). Dal 13 marzo, giorno in cui ha scoperto di aver contratto il coronavirus, in malattia. Questa prolungata e forzata assenza le costato il licenziamento dal supermercato dove lavorava come banconista. Non mi sento bene — ha tuonato al Messaggero—. Ora mi porteranno al Covid hospital di Pescara e mi diranno se sono idonea alla cura del plasma iperimmune (anticorpi utili a combattere il virus prelevati sotto forma di plasma da guariti e iniettati in un malato). Sono gi stata l la scorsa settimana. Ero fiduciosa, speravo iniziassero a farmi subito la terapia invece mi hanno fatto solo un day hospital: viste mediche e analisi. Spesso penso e spero che si tratti solo di un brutto sogno. Purtroppo non cos.

Il ricovero

Dopo essere risultata positiva a marzo, Nada stata ricoverata per undici giorni all’ospedale Mazzini di Teramo. In quelle stanze cominciato il suo lungo calvario. Sembrava quasi che noi pazienti Covid dessimo fastidio. stata dimessa che era ancora positiva. Una volta a casa ritornata la febbre. Avevo la saturazione a 88 e la pressione che oscillava tra l’essere molto alta e molto bassa. Un fastidioso prurito appesantiva le mie giornate. Ho ingerito non so quante medicine. Causa quarantena, Nada non ha potuto partecipare al funerale della madre e al matrimonio della figlia. Viene ricoverata nuovamente, questa volta al reparto Covid-19 dell’ospedale di Atri. Non sono migliorata molto ma siccome ero diventata asintomatica, mi hanno detto che potevo tornare a casa. Al rientro la brutta notizia del licenziamento. Fortunatamente ho avuto la proposta di un altro impiego. Dovrei prendere servizio il 2 settembre in un altro supermercato, grazie al buon cuore del suo titolare. Ma resta il problema della positivit: nemmeno un miracolo pu farmi negativizzare per quel giorno. Spero tanto di non perdere questa opportunit.

28 agosto 2020 (modifica il 28 agosto 2020 | 19:03)

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