Coronavirus in Campania, De Luca: “Nessuno vuole litigare, per collaborare con il Governo servono presupposti”


Nel consueto appuntamento con la videodiretta del venerdì pomeriggio, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha tracciato un aggiornamento sugli ultimi dati della diffusione del coronavirus e sulle misure che l’amministrazione regionale intende assumere per contrastare il contagio.

“In Campania nessuno litiga, fuorché uno sciacallo che lo fa da solo”

Ecco le dichiarazioni del Governatore: “Vorrei puntualizzare due cose, rispetto ad alcune espressioni: la prima è ‘Non litigate’, la seconda è ‘Bisogna collaborare con il Governo nazionale’. Riguardo alla prima considerazione, voglio chiarire che qui in Campania nessuno sta litigando e che l’unico che vuole litigare, a Napoli, è un imbecille che litiga da solo o cerca di fare sciacallaggio o aggressioni per nascondere la sua nullità amministrativa e il fatto che non ha mosso un dito per cercare di contrastare il contagio. In Campania non litiga nessuno, fuorché quest’uomo. Riguardo alla collaborazione con il Governo, dobbiamo fare il possibile, ma se vogliamo che questi appelli non siano tempo perso e rimangano delle pure petizioni di principio, bisogna parlarsi chiaro e dire la verità. Tutti vogliamo la collaborazione, ma a patto che vi siano dei presupposti: in primis, la buona educazione, la correttezza reciproca. Mi riferisco in particolar modo, ad alcuni ministri. Le Regioni, ad esempio, non sono informate su come calcolare l’indice Rt: ci sono cose che non sono chiare e noi pretendiamo chiarezza. Non si può ottenere la collaborazione, quando vi è un consulente del Ministro della Salute che fa tutto il contrario di quello che dice il Ministro. Non è possibile, in un Paese come questo, una situazione di pressapochismo e confusione”.

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“Se avessimo seguito il M5S e Di Maio, avremmo fatto la fine della Calabria”

De Luca, in particolar modo, si scaglia contro il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (“Conosciuto come il ministro Buonanotte”) e il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio (“Fra i principali responsabili del tentativo di mantenere un commissario esterno”), rei di aver rilasciato alcune dichiarazioni contro la sanità in Regione Campania: “Ho chiesto al Presidente del Consiglio di intervenire su alcuni atti di sciacallaggio. Invito tutti a parlare della sanità nella Regione Campania, confidando nel fatto che queste persone non facciano i conigli e continuino a scappare. Se si fosse fatto quello che proponevano i 5 Stelle e, in particolare Di Maio, la Campania avrebbe fatto la fine della Calabria”.

“Alla Campania serve un terzo miracolo, ad oggi siamo la regione più tutelata”

Il Governatore è convinto degli ottimi risultati conseguiti nell’ambito sanitario: “Siamo usciti dal commissariamento, raddoppiando il punteggio della griglia Lea: alla fine dello scorso anno avevamo 180 punti. Abbiamo realizzato tutto ciò che i nostri cittadini sanno: un miracolo. Un secondo miracolo lo abbiamo fatto nella prima fase dell’epidemia: abbiamo salvato la Campania, facendo in modo che mantenesse il numero più basso di deceduti Covid in Italia, sebbene avessimo, con Napoli soprattutto, una delle densità abitative più alte d’Italia e d’Europa. Ora, serve un terzo miracolo in questa seconda fase, perché la Campania rischia di diventare la regione più fragile”.

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Un focus sui dati della Campania: “Sui decessi rimaniamo, non solo calcolando i deceduti da gennaio a settembre, ma anche quelli del periodo settembre-novembre, la regione più tutelata d’Italia. Sulle terapie intensive, grazie allo sforzo immane fatto da agosto, abbiamo un tasso di occupazione dei posti del 29%, con 184 ricoveri su 656 posti disponibili, e un tasso di occupazione dei posti ordinari del 48%. Un risultato straordinario”.

Questione scuole: “Non riapriremo senza certezze”

Il Presidente della Regione Campania ha parlato anche della possibilità di prorogare la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado: “E’ probabile che non si riapra quando abbiamo previsto di riaprire. E comunque non riapriremo, se non avremo certezze da un punto di vista sanitario. Andremo a una proroga di questa data ma, in ogni caso, voglio tranquillizzare tutti: non apriremo nulla, in mancanza di totali condizioni di tranquillità”.

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