cosa chiude e cosa si può fare

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Nel nuovo Dpcm l’Italia sarà divisa in tre: Regioni rosse, arancioni e verdi. In ognuna di queste ci sono regole, divieti e chiusure diverse.

Regioni rosse, arancioni e verdi. Colori diversi e regole diverse. Ma prima di vedere cosa chiude proprio in base al colore assegnato vediamo quali sono al momento i colori di rischio di ogni Regione (tenendo presente che possono cambiare in base ai numeri della pandemia).

Regioni rosse: Piemonte, Lombardia, Alto Adige e Calabria. Regioni arancioni: Valle d’Aosta, Liguria, Veneto, Campania e Puglia. Regioni verdi: Trentino, Friuli, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

Per tutti e tre i colori scatta comunque l’obbligo del tutti a casa dalle 22 alle 5 di mattina, salvo comprovate necessità (lavoro, salute) e apposita autocertificazione compilata. Spostarsi sui mezzi pubblici sarà ancora più difficile vista la capienza ridotta a metà. 

Cosa accade nelle Regioni rosse

Ma nelle zone ad alto rischio, rosse, sono vietati gli spostamenti tra territori e tra Regioni, tranne che per lavoro, salute o accompagnare i bambini a scuola. Anche la seconda e la terza media saranno a distanza. E’ fortemente incentivato il lavoro a casa per tutti, dipendenti pubblici e privati.

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Nelle zone rosse si potrà fare attività motoria solo nei pressi di casa e saranno chiusi i circoli sportivi ma anche ristoranti, negozi, bar. I parrucchieri resteranno aperti. Chiudono in tutta Italia nei weekend i centri commerciali. Così come le sale bingo, i casinò e ferme le crociere. Il tutto da domani sino al 3 dicembre, salvo altri Dpcm.

Cosa accade nelle Regioni arancioni

La seconda area è quella arancione. Bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie qui resteranno chiusi sempre e non più solo dopo le 18. Potranno fare solo asporto e delivery. Sono salvi però parrucchieri e centri estetici. Dovrebbe essere vietato ogni spostamento in un Comune diverso da quello di residenza o domicilio, salvo comprovate ragioni di lavoro, studio, salute. Per il resto valgono tutte le regole delle zone verdi: 50 per cento di capienza sui mezzi pubblici, didattica a distanza integrale alle superiori, stop ai musei e coprifuoco dalle 22.

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Nelle regioni arancioni, dove il rischio è “medio-alto” i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado seguiranno le lezioni al 100% a distanza anziché al 75% com’era oggi. Anche se poi già molte regioni hanno deciso di semplificarsi la vita passando tutto in Dad nei licei e negli istituti tecnici e professionali. Continuano le lezioni in presenza nelle scuole medie ed elementari e nelle materne. In queste ultime senza obbligo di mascherina per i più piccoli, che deve invece essere indossata dai sei anni quando ci si sposta dal banco.

Cosa accade nelle Regioni verdi

È la zona con regole meno rigide ma comunque più restrittive rispetto al decreto dello scorso 24 ottobre. Alle scuole superiori, ci sarà la didattica a distanza al 100%. Nel trasporto pubblico, è prevista una capienza dimezzata: 50 per cento su bus, metro e treni regionali. I centri commerciali sono chiusi nel weekend e nei giorni festivi. Si fermano anche i musei, le mostre, le sale bingo. Bloccate le crociere. Vengono sospesi i concorsi pubblici, anche quello della scuola. Con l’eccezione di quelli che riguardano il personale della sanità. Sarà consentito l’accesso ai parchi, sempre rispettando la regola del distanziamento di un metro. (Fonti Corriere della Sera e Repubblica).

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