Cosa sono i contratti di sviluppo MISE?

I contratti di sviluppo sono agevolazioni economiche previste dal MISE per i grandi investimenti in ambito industriale, turistico e della tutela dell’ambiente. Ecco cosa sono nel dettaglio.

I contratti di sviluppo del MISE permettono di accedere ad incentivi ed agevolazioni previste per gli investimenti di grandi dimensioni in Italia.

Sono stati introdotti nel 2011 per finanziare progetti a sostegno dell’industria, del turismo e della salvaguardia dell’ambiente.

Questi, dunque, consistono in una serie di misure composte e negoziali che si adattano alle necessità di investimento presentate. Al 1° luglio 2022 sono stati finanziati 225 contratti per un totale di 8,1 miliardi di euro di investimenti attivati e di 3,3 miliardi di euro di agevolazioni concesse.

Vediamo nel dettaglio in cosa consistono i contratti di sviluppo del MISE descrivendone le caratteristiche fondamentali.

Cosa sono i contratti di sviluppo MISE?

I contratti di sviluppo sono costituiti da una vasta gamma di incentivi erogati per progetti di investimento di grandi dimensioni. La gestione dei contratti di sviluppo del MISE, il Ministero dello Sviluppo Economico, è affidata ad Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Se il soggetto gestore dei contratti di sviluppo risulta essere Invitalia, l’Agenzia agisce su direttiva del MISE che ha anche compiti di controllo nei suoi confronti.

Per i contratti di sviluppo Invitalia è previsto un limite minimo di investimento di 20 milioni di euro.

La quota scende a 7,5 milioni di euro se il programma abbia a che fare unicamente con attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e con progetti turistici localizzati nelle aree interne del Paese oppure che prevedano il recupero di strutture dismesse.

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Proprio per questo motivo le agevolazioni da contratti di sviluppo sono indirizzate ad investimenti di grandi entità. Inoltre, è prevista una procedura di fast track per l’accordo di sviluppo a favore dei progetti strategici di grandi dimensioni e di significativo impatto sul sistema produttivo.

I progetti per i quali possono essere sottoscritti dei contratti di sviluppo riguardano tre ambiti determinati:

  • sviluppo industriale,
  • sviluppo turistico,
  • tutela ambientale.

I contratti di sviluppo sono una misura articolata volta a sostenere gli interventi in vari ambiti dell’economia italiana e può coinvolgere anche progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. Le agevolazioni dovrebbero arrivare a sostenere nuove infrastrutture che favoriscano lo sviluppo economico del territorio, oltre che nuovi business e strumenti di efficienza energetica.

Gli incentivi dei contratti di sviluppo sono operativi dal 2011 ma hanno subito una parziale revisione senza però riscrivere in toto cosa sono. Le modifiche sono state apportate nel corso del 2016 per rendere i contratti MISE in linea con i programmi e gli obiettivi della nuova Industria 4.0 e nel 2021 per aggiornare i requisiti da rispettare per i programmi di sviluppo industriali e i programmi di sviluppo di attività turistiche ai fini della concessione delle agevolazioni richieste.

Le novità per i contratti di sviluppo MISE degli ultimi anni si concentrano su di una riduzione del tempo necessario all’approvazione dei progetti, la fast track, oltre che sull’aumento della partecipazione delle Regioni al programma.

Contratti di sviluppo MISE: beneficiari e tipologie di agevolazioni

I progetti di investimento derivanti dai contratti di sviluppo possono essere fruiti da imprese italiane o estere. Lo scopo dichiarato del programma di agevolazioni è infatti quello di incentivare gli investimenti di grandi dimensioni erogati anche da parte di aziende non italiane e di spessore intenzionale.

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I beneficiari dei contratti di sviluppo sono in primo luogo il soggetto proponente (l’impresa che è responsabile sia dell’iniziativa che della struttura tecnica del programma) sia da eventuali altre imprese aderenti. I contratti di sviluppo possono essere sottoscritti anche da più soggetti in forma congiunta attraverso la formula del contratto di rete.

I contratti di sviluppo sono delle misure negoziali tra impresa e Invitalia al fine di adattare l’intervento alla tipologia specifica di intervento. La gestione delle relazioni con Invitalia, che gestisce il programma, è effettuata dall’impresa proponente anche per conto delle altre aderenti al programma.

Le tipologie di incentivi economici concessi sono i seguenti:

  • finanziamenti agevolato fino al 75 per cento delle spese ammissibili;
  • contributi diretti alla spesa;
  • contributi in conto interessi;
  • contributi in conto impianti.

La quantità e il tipo di agevolazione a cui è possibile accedere per mezzo dei contratti di sviluppo può essere varia. Il fattore che incide sugli incentivi è in primo luogo la tipologia di progetto che può essere di ricerca, sviluppo o d’innovazione. Ulteriori condizioni da considerare sono l’ubicazione del programma e le dimensioni dell’impresa.

Contratti di sviluppo MISE: dati sull’impiego

Per poter finanziare il programma di investimenti dei contratti di sviluppo MISE-Invitalia sono stati assegnati, a partire dal 2014, 5.912,40 milioni di euro.

I contratti di sviluppo, inoltre, sono stati scelti come misura attuativa di alcuni investimenti del PNRR, in particolare:

  • investimento 5.2 “Competitività e resilienza delle filiere produttive” (Missione 1, Componente 2), con una dotazione di 750 milioni di euro;
  • investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie” (Missione 2, Componente 2), con una dotazione di 1 miliardo di euro.
  • investimento 5.3 “Bus elettrici” (Missione 2, Componente 2), con una dotazione di 300 milioni di euro.
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Nel nuovo Decreto Aiuti bis, approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2022, inoltre, è previsto un ulteriore rifinanziamento della misura per gli anni successivi al 2022.

Come specificato da Invitalia, al 1° luglio 2022, i contratti finanziati sono stati 225, con 8,1 miliardi di euro per investimenti attivati e 3,3 miliardi di euro per agevolazioni concesse. Le domande totali presentate sono state 1011 per 20,9 miliardi di agevolazioni richieste.

Le domande vanno presentate esclusivamente online, sulla piattaforma dedicata. L’impresa (o la rete di imprese) proponente potrà trasmetterla online attraverso il proprio rappresentante legale o un procuratore speciale.

Per accedere alla piattaforma sono necessarie le credenziali SPID, CNS o CIE.

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