«Così porto anche in Italia la fibra ottica di Virgin»- Corriere.it

«La fibra è diventata la cosa più importante in una casa, dopo il mangiare. Scaricare un film velocemente senza frustrazioni o accedere alle app in modo rapido, efficiente e affidabile oggi è fondamentale per tutti», sostiene Sir Richard Branson, 72 anni, l’imprenditore britannico fondatore del gruppo Virgin, ieri a Milano per lanciare ufficialmente Virgin Fibra, il nuovo provider di Internet in fibra ottica, in partnership con Open Fiber. E, insieme a Tom Mockridge, 67 anni, ceo della nuova società ed ex numero uno di Sky Italia, spiega perché continua a puntare sull’Italia. Cercare un problema da risolvere e costruire un’attività che trasformi il problema in un’opportunità è il mantra che Branson ripete da sempre.

Un mercato competitivo

Perché scommettere sulla fibra in un mercato competitivo come quello italiano? «Virgin Fibra è molto meglio della rete di rame che offrono i grandi operatori. Il rame fa parte del passato, è lento e non lo vogliamo più. Noi offriamo solo Ftth, cioè 100% fibra fino in casa», afferma Branson. «Ma c’è una seconda ragione. L’Italia sta facendo crescere la sua rete in fibra ottica più velocemente di qualsiasi altro Paese europeo: sta raggiugnendo la Francia ed è più avanti della Germania e del Regno Unito. Questa è una grande transizione», aggiunge Tom Mockridge riconoscendo che «l’Unione europea ha investito molti soldi e Draghi e Colao si sono assicurati che questo finisse nella fibra». Però crede che «anche il nuovo governo sia molto favorevole. Entro la fine di questo decennio il 100% della popolazione avrà una connessione veloce. La fibra sarà la nuova normalità». E sull’offerta concorrente di Sky Italia commenta: «A Sky ho molti amici, ma l’azienda vende ai clienti più rame che fibra, non garantiscono la fibra. Quello che chiamano fibra la è fino al cabinet, poi si scopre che è rame fino alla casa. Ma non lo dicono».

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Velocità molto elevata

Branson sottolinea: «Noi offriremo solo fibra 100%. Le persone passano più ore al giorno a guardare il calcio o vedere i film; a scoprire cosa sta succedendo nella guerra in Ucraina o nelle elezioni italiane. E chattano. Ormai è un aspetto della nostra vita. Se si dispone di una rete in fibra, la velocità è molto migliore di quella del rame. Per questo abbiamo pensato di entrare presto in Italia. Chiunque si abboni con noi, sa di poter avere una velocità molto elevata, un’offerta semplice e trasparente, bastano 5 minuti per sottoscrivere il servizio. Non ci sono costi per il modem di ultima generazione o penali se si decide di terminare il contratto. Ecco perché pensiamo di avere una reale possibilità di successo». Branson non esclude di produrre contenuti in casa (il figlio ha una società che produce documentari insieme a Hillary e Chelsea Clinton), ma «per ora la società stringerà partnership con società italiane e straniere, incluse Mediaset, Sky e Netflix». Il numero di clienti entro il primo anno? «Quanti più possibile», risponde Mockridge, più preciso sulla velocità della rete: «Un giga quest’anno e 2,5 giga l’anno prossimo. Queste velocità sono incredibili rispetto al Regno Unito. Open Fiber è una grande storia: iniziare dal nulla e crescere molto rapidamente. La concorrenza è stata positiva, l’Italia ha fatto buone scelte rispetto ad altri Paesi».

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La rete unica: «Tre anni di chiacchiere»

Più complicata la questione della rete unica. Sostiene Branson: «La concorrenza è ciò che fa girare il mondo. Quindi più il governo riesce a incoraggiare la concorrenza, meglio è». Il fatto, puntualizza Mockridge, è che «non è stata presa ancora nessuna decisione. Sono stati tre anni di chiacchiere. Non è successo nulla. Quindi è come quando si gioca a calcio, si deve giocare con la squadra che si ha di fronte. Oggi non vediamo una rete unica. L’argomento a favore di una rete unica è che la fibra crescerà ancora più rapidamente». Aggiunge Branson: «Se ci fosse una rete unica, ci sarebbero operatori come noi in concorrenza tra loro. Finché ci saranno molti operatori in concorrenza e l’Antitrust farà il suo lavoro e l’Unione europea sorveglierà non ci saranno problemi». E spiega: «Il ruolo principale del governo è quello di incoraggiare la concorrenza, o dovrebbe esserlo. Le aziende creeranno dei monopoli e faranno fallire gli altri, se ne hanno la possibilità. Il compito del governo e della Commissione Ue perciò è quello di incoraggiare la concorrenza per assicurarsi che non si verifichino pratiche sleali».

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Sul nuovo governo

Del nuovo governo italiano di Giorgia Meloni, Branson si limita a dire che «l’importante è che la Ue resti forte e l’Italia ne faccia parte e che l’Ucraina vinca la guerra». Intanto è «rassicurante che il nuovo governo si sia impegnato a sostenere Kiev». La prossima sfida? Con Virgin Orbit che «fra 6 settimane lancerà il primo satellite dal suolo europeo, in Cornovaglia», anticipa Branson.

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