Notizie H24

Scopri tutti gli aggiornamenti e le notizie del giorno in tempo reale!

Covid, l’Università di Bari: riapre, ma sugli esami in presenza lascia decidere ai dipartimenti. Petizione degli studenti

Condividi Tramite:



Una petizione per chiedere di attivare la didattica mista, che in poche ore raccoglie centinaia di firme online. I direttori di dipartimento che prendono tempo, gli studenti che invocano una disciplina uniforme per evitare il caos. L’Università Aldo Moro di Bari pubblica le indicazioni per la ripresa degli esami di profitto in presenza, e la comunità universitaria si divide tra favorevoli e contrari. La scelta era stata anticipata dopo ferragosto dal rettore Stefano Bronzini in un’intervista a Repubblica, accennando anche alla possibilità di organizzare le lezioni nei cinema in affitto.

A pochi giorni dall’avvio della sessione di esami di settembre, l’Università pubblica il protocollo da seguire per prenotare e svolgere gli esami, con le indicazioni utili rivolte agli studenti e alle stesse commissioni di docenti. Fa discutere soprattutto il passaggio in cui si parla della “modalità dell’esecuzione degli esami di profitto”. “A partire dal mese di settembre 2020 torna a essere ordinaria la modalità di esecuzione delle prove di esame in presenza – scrive Uniba – Le prove d’esame si svolgeranno in un arco temporale compreso tra le 8 e le 20.30 dal lunedì al venerdì. A discrezione di ciascun dipartimento, ovvero nei casi di insufficiente disponibilità delle strutture universitarie a ospitare in sicurezza le prove di esame in presenza, queste potranno essere svolte in modalità a distanza”.

Dovrà essere osservato il distanziamento sociale tra i componenti della commissione d’esame e tra questi e gli studenti, ricorda Uniba. “Il tempo di occupazione di ciascuna aula da parte della commissione di esame deve essere determinato in funzione del numero di studenti previsti e comunicato dal presidente della commissione esaminatrice al referente del dipartimento – si legge ancora nel protocollo – per l’individuazione dell’aula o dello spazio idoneo e dei giorni necessari e del tempo di occupazione”.

Alcuni direttori di dipartimento, intanto, chiedono agli studenti di segnalare (con pazienza) le singole necessità, per organizzare le prenotazioni e gli esami in presenza. “Ma a settembre gli esami saranno in presenza o no? La risposta è finalmente arrivata, ed è nì – scrive sulla sua bacheca facebook Giulio Albano, studente della magistrale in Economia, raccogliendo molti commenti – Ammetto che non vorrei essere nei panni di un direttore di dipartimento: da un lato la possibilità di fare tornare in università gli studenti, dall’altro la responsabilità di ogni possibile contagio all’interno della struttura”.

Inevitabilmente le visioni diverse si incrociano e si scontrano. Online parte la petizione, per chiedere di procedere con la didattica mista. “Molti ragazzi in questo momento si trovano fuori dal territorio italiano, europeo o in quarantena – si legge nel documento, che in poche ore supera quota 700 firme – Per loro sarebbe impossibile partecipare alle lezioni, nonché prendere parte alla sessione (ormai imminente) di esami universitari”. Tra le motivazioni vengono citate le condizioni difficili di immunodepressi, e di studenti pendolari o fuorisede.


Potrebbe interessarti anche...
Enable referrer and click cookie to search for pro webber