Covid, risalgono i contagi in Europa: allarme OMS

Covid, risalgono i contagi in Europa: allarme OMS. Bloccati i tifosi inglesi per la partita degli europei a Roma.

Covid, risalgono i contagi in Europa: allarme OMS (Vaccinazioni in Germania. Foto di Jens Schlueter/Getty Images)

Quando sembrava che stessimo per tirare un sospiro di sollievo sull’epidemia di Covid-19, grazie alla crescita delle vaccinazioni in tutta Europa e il deciso calo di contagi, ospedalizzazioni e soprattutto decessi, il Coronavirus è tornato a fare paura a causa di una variante molto più contagiosa. La variante Delta, ex indiana, denominazione scientifica B.1.617.2, si sta diffondendo a macchia d’olio in Europa ed è destinata a diventare la variante prevalente.

Dal Regno Unito, dove i casi sono in rapido aumento, al resto d’Europa e fino a Israele, i contagi di variante Delta rischiano di causare una nuova preoccupante ondata. Vi abbiamo anche segnalato i primi focolai di variante Delta in Italia, una situazione che è in evoluzione, con il numero dei contagi destinato ad aumentare proprio nel momento in cui stiamo per entrare nel clou della stagione estiva.

Di positivo al momento c’è che l’aumento dei contagi non stanno portando a un parallelo aumento dei ricoveri, che sono contenuti. Così come la mortalità non è aumentata nel Regno Unito. Questo è un segnale evidente che i vaccini funzionano e anche quando non fermano il contagio, evitano però le conseguenze più gravi e il ricovero in ospedale di contagiati.

Il guaio con la variante Delta, tuttavia, è che una sola dose di vaccino non basta. Per la protezione dagli esiti gravi della malattia occorre il completamento dell’immunizzazione. E questo è un grosso problema perché ancora una larga parte di cittadini europei è vaccinata con una sola dose. In Italia, più dl 55% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre appena poco più del 32% ha ricevuto due dosi.

Tra gli italiani non ancora completamente vaccinati o non vaccinati affatto ci sono ancora troppi anziani. La Fondazione Gimbe ha segnalato 7 milioni di over 60 a rischio, perché parzialmente coperti da una sola dose di vaccino o ancora completamente scoperti. Gli over 60 che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino sono circa 2,4 milioni.

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Covid, risalgono i contagi in Europa: allarme OMS

L’aumento di contagi di Coronavirus in Europa, a causa della variante Delta, ha messo in allarme l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha avvertito il rischio di una nuova ondata. Dopo due mesi di calo delle infezioni, i casi sono tornati a salire del 10% in una settimana, ha segnalato l’OMS:

“La scorsa settimana, il numero di casi è aumentato del 10% a causa di un aumento di viaggi, assembramenti e allentamento delle restrizioni“, ha dichiarato il direttore regionale dell’Oms per l’Europa Hans Kluge nella conferenza stampa del 1° luglio. Kluge ha aggiunto che sono presenti “tutte e tre le condizioni per una nuova ondata di decessi ed eccesso di pressione ospedaliera dovuta al Covid-19 prima dell’autunno in Europa, ovvero nuove varianti, copertura vaccinale insufficiente e aumento dei contatti sociali“.

L’OMS, infatti, ha puntato il dito contro la campagna di vaccinazione in Europa, ancora ben lontana dal raggiungimento degli obiettivi. “Vediamo molti Paesi fare bene, ma la verità è che la copertura vaccinale media nella regione è solo del 24% e la cosa più grave è che metà dei nostri anziani e il 40% del nostro personale sanitario è ancora senza protezione“, ha detto Kluge. “Questo è inaccettabile ed è lontano dalla copertura vaccinale raccomandata pari all’80% della popolazione. Con questi numeri, la pandemia non è in alcun modo finita e sarebbe molto sbagliato per chiunque – cittadini e autorità – considerarla tale”, ha concluso il direttore regionale dell’Oms per l’Europa.

Occorre dunque mantenere sotto controllo i contagi, evitare le situazioni di rischio e correre con le vaccinazioni.

Il problema Europei

In questa difficile situazione ci si mettono anche gli Europei di Calcio. Quello che doveva essere un momento di festa e di ritrovata condivisione dopo le fasi più acute dell’emergenza Covid-19 rischia di trasformarsi in un evento “super-spreading” del contagio ovvero di massima ed eccezionale diffusione delle infezioni. Come la partita Atalanta-Valencia del febbraio 2020. Solo che allora ancora non sapevamo che il Coronavirus era già arrivato in Europa.

Le prime conseguenze sono arrivate per circa 2.000 tifosi scozzesi che nelle ultime due settimane sono risultati positivi al Coronavirus dopo aver assistito alle partite di calcio degli Europei allo stato o in altri eventi collettivi, in strada e nei locali pubblici. Come ha segnalato Public Health Scotland (PHS).

Proprio sugli Europei di calcio l’OMS ha sollecitato i vari Paesi ad un “migliore monitoraggio” degli spettatori, invitando le città che ospiteranno le ultime partite a effettuare controlli più accurati durante gli spostamenti degli spettatori, anche prima del loro arrivo e dop ola loro partenza dallo stadio. “Dobbiamo guardare oltre gli stadi”, ha affermato Catherine Smallwood, funzionaria della OMS europea, in conferenza stampa.

Nei giorni scorsi, Angela Merkel e Mario Draghi avevano chiesto che la finale del torneo prevista allo stadio di Wembley a Londra fosse spostata in un altro Paese europeo con minor contagi. Richiesta rispedita al mittente dal premier britannico Boris Johnson e dalla stessa UEFA. In seguito, però, sono aumentate le voci di autorevoli epidemiologi che sconsigliano la finale nello stadio londinese.

Nel frattempo, è sorta la questione della partita dei quarti di finale tra Inghilterra e Ucraina che si giocherà sabato 3 luglio allo stadio Olimpico a Roma. Le autorità italiane hanno invitato i tifosi inglesi a non venire in Italia per la partita, anche perché non riuscirebbero ad andare allo stadio, dovendo sottostare ai 5 giorni di quarantena previsti per chi arriva nel Regno Unito. Solo gli inglesi già in Italia potranno recarsi allo stadio.

Le autorità italiane hanno rafforzato i controlli negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie, per bloccare l’arrivo dei tifosi inglesi. Mentre i biglietti venduti agli inglesi dopo il 28 giugno sono stati annullati ed è stata bloccata la vendita degli altri biglietti da parte della UEFA.

La variante Delta è un rischio troppo grande.

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Covid non dà tregua: focolaio di variante Delta (immagine di repertorio di Emanuele Cremaschi/Getty Images)

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