Covid, Speranza: “A Natale spostamenti solo con tutte le Regioni gialle” | Il Cts avverte: “Riaperture rigorose o sanzioni” – Tgcom24


Eventuale allentamento delle restrizioni non prima di metà dicembre L’andamento della curva epidemiologica, la situazione delle terapie intensive e quella degli altri reparti ospedalieri, l’indice Rt. Sono diverse le variabili da valutare prima di mettere nero su bianco il piano Natale. L’obiettivo è quello, viene spiegato, di diminuire un po’ le restrizioni e uniformare la porzione di Paese più ampia possibile ai divieti attualmente in vigore nelle zone gialle. Si dovrebbe procedere per step, mantenendo le limitazioni fino a metà dicembre, per poi allentare la presa e dare un po’ di respiro a negozi e ristoranti, spostando di qualche ora il coprifuoco.

 

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Il Cts: “Riaperture solo con sanzioni rigide e controlli severi” “Il governo deciderà le misure tenendo conto dei dati del monitoraggio. In ogni caso escludo che si debba arrivare ad un tana liberi tutti – insiste Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani e componente del Cts -. Non è perché è Natale che si debbano usare misure diverse”. Dal Cts premono perché questa operazione di fiducia sia accompagnata da “sanzioni rigide”. “E’ uno dei pochi meccanismi di controllo che abbiamo – spiegano gli scienziati -. Le regole vanno rispettate e chi non lo fa subisce la dovuta sanzione”.

 

“Evitare gli assembramenti dello shopping e della movida natalizia” Se in un negozio possono entrare due persone e ce ne sono dieci, quel negozio si chiude; se in un ristorante invece che esserci quattro persone sedute a mangiare, ci sono tavolate di otto persone, quel ristorante si chiude. E’ questo, secondo il Cts, l’unico modo per evitare gli assembramenti dello shopping e della movida natalizia. Altrimenti, è la sottolineatura, a gennaio ci ritroviamo come dopo l’estate, in piena terza ondata e con gli ospedali già molto provati.

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Speranza: “A Natale spostamenti solo con tutte le Regioni gialle” Gli scienziati aspettano di valutare i dati delle prossime due settimane per capire come procedere sullo spostamento tra Regioni. La cosa “più sensata”, spiegano dal governo, sarebbe quella di vietare i viaggi, che sotto le feste, tra studenti e lavoratori fuori sede, rischierebbero praticamente di mettere in moto l’intero Paese. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, mantiene la linea della massima prudenza: “Per il modello che abbiamo costruito”, spiega, gli spostamenti possono “avvenire se tutte le Regioni andassero in zona gialla. Dobbiamo programmare le vacanze di Natale con il massimo della prudenza. Limitiamo gli spostamenti all’essenziale”, insiste.

 

Massima raccomandazione per pranzi e cene in famiglia “Massima raccomandazione”, poi, per quel che riguarda pranzi e cene di famiglia. “Le possibilità di applicare in una riunione familiare le misure di distanziamento, un metro tra ciascun commensale a tavola, dipendono dalle dimensioni dell’abitazione, dalla disponibilità di spazi, dalla capacità dei singoli, adulti e bambini, di evitare effusioni L’uso della mascherina è parte essenziale delle misure di controllo”, sottolinea il Cts. L’invito a un Natale “sobrio” fatto da Giuseppe Conte, insomma, rimane.

 

Test di massa in Alto Adige, individuati quasi 3mila asintomatici Nella provincia di Bolzano, intanto, si è conclusa la tre giorni di screening di massa cominciata venerdì. L’affluenza è stata del 63,9%. Complessivamente 322.313 altoatesini si sono sottoposti al tampone rapido. Durante i test a tappeto sono stati individuati 3.185 asintomatici, per un tasso di positività dello 0,9%.

 

Kompatscher: “Senza screening rischiavamo 95mila casi” “Grazie ai test sono stati individuati quasi 3mila asintomatici che ora si trovano in quarantena, altrimenti sarebbero rimasti nascosti. Se non li avessimo individuati, calcolando che settimana scorsa avevamo in Alto Adige un Rt di 1,5, avremmo rischiato 95mila contagi nel giro di poco”, rimarca soddisfatto il governatore Arno Kompatscher. “E’ un grande successo dei cittadini in Alto Adige, gli altoatesini devono essere orgogliosi di loro stessi”, sottolinea.

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Il monito dell’Oms: “L’Europa rischia la terza ondata” Secondo l’Oms, l’alleggerimento delle restrizioni per salvare le feste di Natale, allo studio in Europa, potrebbe essere un azzardo. Il rischio è una terza ondata all’inizio del 2021. Un appello alla massima prudenza dunque, in una fase decisiva della battaglia alla pandemia, quella in cui partiranno le prime vaccinazioni. 

 

Negli Usa si dovrebbe partire con le prime vaccinazioni a dicembre In America la campagna vaccinale “dovrebbe scattare già l’11-12 dicembre”, afferma Moncef Slaoui, il responsabile di Operation Warp Speed, con l’obiettivo di raggiungere “un livello di immunizzazione al Covid del 70% entro maggio”. In Spagna Pedro Sanchez fa sapere che si partirà da gennaio.

 

Speranza: “Puntiamo all’immunità di gregge senza l’obbligo del vaccino” Secondo il ministro Speranza, l’Italia deve provare a raggiungere l’immunità di gregge e quindi una vaccinazione anti-Covid di massa “con la persuasione”. “Penso che con una campagna vera possiamo provare a raggiungere l’immunità di gregge senza partire dalla obbligatorietà, ma è una valutazione che faremo nel corso dei mesi, lo valuteremo in corso d’opera”, dice alla trasmissione tv “Che tempo che fa”.

 

Francia e Gran Bretanga si preparano all’allentamento del lockdown La Francia, intanto, si avvia invece verso un progressivo allentamento del lockdown in vigore dal 30 ottobre. Il portavoce del governo, Gabriel Attal, parla di “tre fasi”, tenendo conto dell’evoluzione dell’epidemia, che dovrebbero scattare “il primo dicembre, prima delle vacanze di fine anno e poi a partire da gennaio”. Martedì Emmanuel Macron parlerà alla nazione per illustrare il piano. Anche il governo britannico si appresta a confermare che il blocco nazionale in tutta l’Inghilterra si concluderà il 2 dicembre. Con un ritorno ad una serie di restrizioni regionali a tre livelli.

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Appello del premier svedese: “Restate a casa al minimo sintomo” Il crinale su cui si muovono gli europei è indubbiamente stretto, perché il Covid ha già dimostrato di essere duro a morire. Ne sa qualcosa la Svezia, strenuo difensore della politica del ‘tutto aperto’ nel nome della proverbiale auto-disciplina del suo popolo. “La piccola tregua estiva è finita” e “sono già morte più di 6mila persone”, afferma il premier Stefan Lofven parlando alla nazione. “Mantenete le distanze e restate a casa al minimo sintomo”, il suo appello.



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