Crisi di governo ad un passo, fallisce la mediazione D’Incà. Lo spread sale a 224. Al via il voto LA DIRETTA

Crisi di governo a un passo, dopo la decisione del M5s di non votare il dl aiuti che stamani è all’esame del Senato. Fallisce il tentativo di mediazione del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico d’Incà, che stamani ha proposto di evitare la fiducia sul provvedimento ma di votare articolo per articolo.

D’Incà ha infatti avuto un confronto con il presidente Draghi, il quale ha indicato come unica via percorribile la richiesta di fiducia.

Aggiornamenti in diretta

14.38 Al via la chiama. Concluse le dichiarazioni di voto, nell’aula del Senato è cominciata la cosiddetta chiama dei senatori nell’aula del decreto Aiuti su cui il governo ha posto la questione di fiducia.

14.35 Castellone: “Non parteciperemo al voto”. «Dire che si indebolisce l’azione del governo, quando si sta cercando di indicare con chiarezza la linea politica, è falso. Bisogna rispondere al malessere sociale che sta montando, in maniera chiara e decisa. Gli irresponsabili non siamo noi, irresponsabile è chi non dà risposte al Paese. Per questo non parteciperemo al voto». Lo ha detto la capogruppo del M5s al Senato Mariolina Castellone, in dichiarazione di voto sul dl aiuti.

14.31 Il punto di vista dell’Udc. «Gli italiani stanno vivendo una crisi economica e sociale senza precedenti. I cittadini non meritano uno spettacolo indecente: qualcuno vuole far cadere il Governo per i suoi capricci e rancori personali. Basta giocare a nascondino. Serve un chiarimento politico. La crisi va parlamentarizzata. Chi oggi si nasconde dietro i tecnicismi deve assumersi le proprie responsabilità davanti agli italiani». Così il senatore UDC Antonio De Poli che aggiunge: «Noi siamo convinti che non possiamo e non dobbiamo perdere di vista le urgenze del Paese. Ci sono centinaia di migliaia di imprese che, a causa del caro-energia, rischiano di interrompere la produzione. Con i rincari e l’inflazione che cresce le famiglie sono sempre più in difficoltà. Sono queste oggi le priorità dell’Italia che valgono più di qualsiasi altra diatriba politica interna ai partiti. Noi siamo costruttivi e responsabili ma siamo altrettanto consapevoli che oggi servono risposte rapide e concrete. La crisi economica che colpisce le tasche degli italiani non aspetta».

14.20 Da quale pulpito… «Il governo Conte 2 cadde per mano di chi oggi parla di responsabilità ma all’epoca non si fece scrupoli a non votare il Pnrr in Consiglio dei ministri rifiutando di fatto 209 miliardi di euro». Lo ha detto la capogruppo del M5s al Senato Mariolina Castellone, in dichiarazione di voto sul dl aiuti.

13:50 Errani: “Verificare se un ultimo colpo di reni sia possibile”
Occorre “verificare con trasparenza e chiarezza da parte di tutti se ci siano le condizioni per affrontare la più grande questione sociale” degli ultimi anni. Lo dice Vasco Errani, a nome di LeU, in dichiarazione di voto sulla fiducia al dl aiuti in Senato sostenendo la necessità di verificare se “esista la capacità per un colpo di reni” e confermando il voto favorevole alla fiducia. “Non mi convince – aggiunge – la rappresentazione del dibattito di questi giorni: c’è una distanza troppo grande tra la vita reale del Paese e le discussioni che stiamo facendo qua, ed è un problema che interroga tutti. E’ il momento della chiarezza per ciascuno di noi: capisco il disagio del M5s, che peraltro altre forze politiche vivono ma è un errore politico non partecipare al voto ed è una scelta sbagliata che mette in discussione, anche domani, una prospettiva politica a cui abbiamo duramente lavorato in questi anni. La responsabilità però non sta solo da una parte, si poteva e si doveva costruire un percorso diverso affinché non ci trovassimo qua”.

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13:34 Ciriani: “Ci aspettavamo Draghi in Aula, non i banchi vuoti”
“Noi ci aspettavamo che in un momento così grave e difficile per la politica italiana, in cui non sappiamo se ci sarà ancora un governo o no, che se c’è un posto dove il presidente del Consiglio dovrebbe stare è quello lì, al Senato della Repubblica, perché ci vogliamo confrontare con il presidente del Consiglio non con i banchi vuoti di un governo fantasma”. L’ha detto in Aula il capogruppo di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani nella dichiarazione di voto sul decreto Aiuti su cui il governo ha posto la fiducia. Poi rivolgendosi ai senatori del M5s, ha aggiunto: “Ma se non siete in grado di approvare una norma sul termovalorizzatore a Roma, quali riforme potete approvare in autunno?”. E ha ribadito: “Noi di Fratelli d’Italia, rivendichiamo il coraggio, la serietà e la lungimiranza di essere rimasti unica forza di opposizione e non saremo disponibili a fare la stampella a nessun governo, noi vogliamo solo far parte di un governo di centrodestra eletto dai cittadini”, concludendo che “questa maggioranza è finita e anche questo governo, quindi diamo la parola agli italiani con il voto ché siano loro a decidere con il voto”.

13:26 Renzi fa appello a Draghi: “Il governo vada avanti”
“La situazione pone l’esigenza di lanciare da questa aula un appello alla responsabilità il cui destinatario è il presidente del Consiglio Mario Draghi”. Lo ha detto il leader di Iv Matteo Renzi annunciando il sì del suo gruppo alla fiducia sul dl aiuti. “E’ il momento della responsabilità, è vero – ha proseguito – e questo vale per ciascuno di noi. C’è la guerra in Ucraina, i problemi energetici, l’inflazione alta, poi problemi globali come la siccità, la carestia e le conseguenti migrazioni. L’ansia di responsabilità deve valere per il governo e per il Presidente del Consiglio. ‘Amicus Plato sed magis amics veritas’: Nulla giustifica la fermata del governo. Chiudere il Pnrr, fare la legge di bilancio e poi la campagna elettorale il prossimo anno. Pensare di utilizzare schiamazzi per bloccare un percorso fondamentale per l’Italia è sbagliato” “Draghi deve continuare perché serve all’Italia – ha concluso Renzi – altrimenti in altre capitali non proprio democratiche qualcuno festeggerebbe”.

13:08 Ipf: “Chi segue interessi di partito gira le spalle al Paese
“Ribadisco oggi davanti a questa situazione drammatica che non arriviamo a comprendere e giustificare come qualcuno possa mettere in continua fibrillazione la maggioranza e l’esecutivo, come si possa portare avanti un’azione destabilizzante solo per avere qualche titolo di giornale e qualche punto in più nei sondaggi. Chi sta inseguendo interessi di partito, sta vigliaccamente girando le spalle al paese, è un comportamento politicamente irresponsabile di cui si dovrà rendere conto”. L’ha detto in aula Primo Di Nicola, capogruppo di Insieme per il futuro (il partito doi Luigi Di Maio), nella dichiarazione di voto sul decreto Aiuti su cui il governo ha posto la fiducia. Di Nicola ha chiarito la posizione del gruppo: “Esprimiamo un sì convinto per un piano di aiuti varato per contrastare le mille emergenze provocate da pandemia, rincaro dei costi energetici e materie prime inflazione”. E rivolgendosi alle altre forze parlamentari, ha concluso: “Mai come oggi c’è bisogno di una onesta e limpida collaborazione, ci vuole un nuovo patto per l’Italia”, ribadendo al premier “tutto il nostro sostegno e incoraggiamento”.

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12:56 Steger: “Sostegno convinto, gode della nostra fiducia”
“Il nostro gruppo oltre un anno fa rispose ad un appello per un governo di unità nazionale per combattere la pandemia e mettere a terra il Pnrr. Nel frattempo è scoppiata la guerra che ha determinato una crisi economica ancora più profonda. Non chiediamo al governo di cambiare marcia ma di andare avanti con la stessa determinazione mostrata dalla nascita. Una crisi è assurda e incomprensibile”. Lo dice Dieter Steger a nome del gruppo delle Autonome.. Lo dice in dichiarazione di voto sulla fiducia al dl aiuti in Senato, annuncianfdo “un voto convinto a questo governo che continuerà a godere della nostra fiducia”.

12:50 Posta questione fiducia sul dl Aiuti al Senato 
Il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto Aiuti, che è all’esame del Senato. L’ha riferito in Aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. Seguono le dichiarazioni di voto dei vari gruppi.

12:31 Toti: la crisi è l’occasione di andare avanti senza M5s
“Ogni problema è un’opportunità. Quindi trasformiamo la crisi di Governo in un’occasione unica di andare avanti senza i grillini. Liberiamoci per sempre di chi al lavoro ha preferito il reddito di cittadinanza”. Così in un tweet il presidente della Liguria e di Italia al Centro, Giovanni Toti.

12:16 Lollobrigida: “Irresponsabile non ridare la parola al popolo” 
“L’irresponsabilità è di quelle forze politiche che pur se incompatibili tra loro, dal 2018 e in più occasioni, si sono messe insieme per evitare di ridare la parola al popolo italiano. Al governo non si va per occupare le poltrone ma per governare una nbazione, dando una visione strategica. Oggi il palazzo è asserragliato, la politica mostra la distanza dai cittadini e l’incapacità di leggere le loro istanze. Patetico il tentativo del M5s di aggirare il voto sul dl Aiuti al Senato. Non si può dire di avere fiducia in un governo e poi non sostenere un provvedimento”. Lo ha detto intervenendo a Start su Sky tg24 il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

12:11 Berlusconi: “FI attende le decisioni di Draghi, le urne non ci preoccupano”
“I numeri dicono che il governo potrebbe proseguire il suo lavoro fine a fine legislatura anche senza il M5s. FI, in continuità con l’atteggiamento di responsabilità che ha sempre contraddistinto la sua azione, attende con rispetto le determinazioni del presidente Draghi e le indicazioni che darà il capo dello Stato. È chiaro e innegabile che eventuali elezioni anticipate in un momento così delicato per l’Italia saranno da attribuire unicamente all’atteggiamento irresponsabile dei 5S. Se dovesse accadere, andare alle urne non ci preoccupa: anzi siamo certi che il risultato elettorale premierebbe il c.destra”. Così Silvio Berlusconi.

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Dal Pd il segretario Enrico Letta fa sapere di non essere disposto a a tirare avanti chicchessia. In Parlamento “diremo che siamo disponibili a una continuazione di questo governo Draghi, non siamo disponibili a tirare avanti chicchessia: se non ci saranno le condizioni, se altri partiti della maggioranza si sfileranno, allora la parola passerà agli italiani e noi saremo pronti ad andare di fronte agli italiani con il nostro progetto per il futuro dell’Italia. Se quello che verrà detto in Parlamento è differente, vorrà dire che si andrà di fronte agli italiani e noi siamo pronti a prepararci per questa campagna elettorale”.

Una maggioranza senza il M5s “a me sembra un’ipotesi totalmente improbabile. Dopodiché il Parlamento è sovrano, quindi ascolteremo tutti”, ha detto Letta.

L’ex M5s Luigi di Maio attacca gli ex compagni di partito: “I dirigenti M5S stavano pianificando da mesi l’apertura di una crisi per mettere fine al governo Draghi. Sperano in 9 mesi di campagna elettorale per risalire nei sondaggi, ma così condannano solo il Paese al baratro economico e sociale. Non potevamo essere complici di questo piano cinico e opportunista, che trascina il paese al voto anticipato e al collasso economico e sociale”, ha affermato il ministro degli Esteri.

Lo spread sale a 224 punti base

Le tensioni sul governo, con lo spettro di una crisi della maggioranza che sostiene l’esecutivo di Mario Draghi, spingono in alto lo spread. Il differenziale tra i Btp ed i Bund tedeschi oggi è balzato fino a quota 224 punti, dopo che ieri aveva chiuso a 208, al momento si attesta a 223 punti, con il rendimento al 3,45%.

 

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