Crisi energetica, la Germania apre al debito comune europeo- Corriere.it

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz potrebbe sostenere l’emissione di un debito congiunto dell’Unione europea allo scopo di abbattere gli ingenti costi della crisi energetica, ma a patto che le risorse vengano raccolte da bond comuni e che vengano erogate agli Stati in difficolt sotto forma di prestito e non a fondo perduto. La notizia giunge dall’agenzia di stampa britannica Bloomberg, che avrebbe ricevuto indiscrezioni dal governo. Gi la scorsa settimana, a margine del vertice europeo di Praga, il cancelliere avrebbe espresso la sua disponibilit a un confronto.

Il dietrofront della Germania

Il cambio di posizione della Germania, ritenuta fino a questo momento molto forte e decisa, ha suscitato non poche polemiche da parte dei leader di altri Paesi europei, che sostengono che il piano di sostegno e aiuti contro il caro energia da 200 miliardi di euro varato dal governo tedesco potrebbe innescare uno squilibrio economico. Secondo alcune ipotesi, il cancelliere Scholz ha aspettato fino a questo momento per esporsi in tal senso cos da far passare l’appuntamento elettorale in Bassa Sassonia di domenica 9 ottobre, di cui temeva un fallimento. Se la Germania, quindi, dovesse accettare l’emissione di un debito congiunto europeo si tratterebbe di un drastico dietrofront. Ma la spesa necessaria all’Ue per affrontare l’inverno senza usufruire del gas russo si fanno sempre pi alte e con essa le preoccupazioni dei Paesi membri, che sempre pi decisi invitano a fare fronte comune per passare a forniture di energia alternativa.

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Sulla base del piano Sure

Lo schema di raccolta fondi, secondo l’idea di Scholz, sarebbe il solito attuato per il programma pandemico Sure, con cui l’Ue durante l’emergenza Covid ha raccolto prestiti fino a 100 miliardi di euro per finanziare i programmi nazionali dei vari Paesi per offrire sostegno ai cittadini e alle imprese. Una mossa richiesta anche dai commissari europei Paolo Gentiloni e Thierry Breton e proposta in precedenza anche dal premier Mario Draghi, gi a giugno. Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato di ritenere efficace il modello Sure, in quanto non prevede nessun vero azzardo finanziario. Non la pensano allo stesso modo i mercati: sull’onda del possibile cambio di atteggiamento tedesco, fa notare Bloomberg, lo spread Btp-Bund crollato rapidamente, scendendo sotto i 240 punti base dopo un’intera giornata trascorsa sopra i 250 punti.

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