Crisi governo, Conte detta le condizioni: chiediamo a Draghi risposte chiare

Roma, 16 luglio 2022 – Il governo resta in bilico dopo la crisi aperta dalla mancata fiducia dei 5 Stelle, che oggi tornano a dettare le loro condizioni La via per un Draghi Bis è sempre più stretta, nonostante il pressing interno e internazionale perché il premier rimanga al suo posto. Il presidente del Consiglio renderà nota la sua scelta mercoledì, davanti al Parlamento. Un appuntamento che lo stesso premier ha voluto come condizione di un suo passo indietro sulle dimissioni: il punto fermo per poter andare avanti resta la fiducia piena della maggioranza di larghe intese. L’alternativa è un governo tecnico o più probabilmente le elezioni anticipate in autunno. 

Il presidente M5s Giuseppe Conte (Ansa)
Il presidente M5s Giuseppe Conte (Ansa)

Conte: fiducia a Draghi se risposte chiare sui nostri punti

Oggi è tornato a riunirsi il Movimento 5 Stelle: prima l’incontro dei vertici del Consiglio nazionale, poi l’assemblea congiunta di deputati e senatori, al termine della quale Giuseppe Conte è intervenuto in diretta video. Il presidente pentastellato è tornato sulla scelta di non votare il decreto Aiuti (su cui era stata posta la questione di fiducia). Una scelta “coerente e lineare”, rivendica: “Draghi ne ha tratto le conseguenze che ha ritenuto, confidavamo potesse optare per un percorso diverso”. Uscire dall’Aula “non era il significato di un voto contrario alla fiducia, ma dal comunicato di Draghi abbiamo visto che la nostra linearità è stata intesa come elemento di rottura, ne prendiamo atto”. Per Conte Draghi deve “assumersi la responsabilità della sua decisione. Le dimissioni del presidente intervengono in un momento in cui l’ultimo voto di fiducia espresso certifica che esiste una maggioranza che gode di ampi margini numerici”.

Il presidente 5Stelle torna poi a dettare le sue condizioni: chiede al premier “chiarezza” sulle questioni già espresse dai 5 Stelle, quei “9 punti” elencati nel documento consegnato al premier il 6 luglio (reddito di cittadinanza, salario minimo, Superbonus ecc), a cui Draghi “non ha ancora risposto”. Senza “chiarezze” e senza “rispetto, non potremo condividere una responsabilità di governo”.

Gli altri partiti 

Matteo Renzi di Iv si dice “al lavoro notte e giorno per costruire il Draghi Bis”, e anche il Pd vuole convincere il premier ad andare avanti. Per Enrico Letta “ci sono le condizioni per continuarlo” e lancia un “appello a tutte le forze politiche e al Movimento 5 stelle perché sia della partita mercoledì, con la voglia di rilanciare rispetto ai nuovi grandi contenuti intervenuti”. Ma Matteo Salvini e Silvio Berlusconi liquidano Giuseppe Conte e i grillini, che definiscono “irresponsabili”. Giorgia Meloni, da sempre all’opposizione con fratelli d’Italia, insiste invece per andare subito al voto.

La giornata ora per ora

Ore 20.25 – “Come noi ci assumiamo la responsabilità dei nostri comportamenti, anche Draghi si assuma la responsabilità della sua decisione. Le dimissioni del presidente intervengono in un momento in cui l’ultimo voto di fiducia espresso certifica che esiste una maggioranza che gode di ampi margini numerici”. Le parole di Conte su Facebook. 

Ore 20.20 – “Senza risposte chiare e se non ci verrà garantito rispetto, il M5s non potrà condividere una responsabilità diretta di governo”. Lo dice Conte in diretta Facebook. 

Ore 20.15 – “In questi giorni molte forze politiche si sono affrettate a dire che ci vogliono fuori dal perimetro della maggioranza, soprattutto le forze più giovani, che sembrano aver rinnegato i loro principi e valori. Ci vogliono fuori perché siamo scomodi”. Così Conte su Facebook. 

Ore 20.13 – “Con spirito costruttivo abbiamo invitato Draghi a confrontarsi sulle priorità che esprimono il nostro disagio politico e i modi per superare emergenza economico sociale. La risposta non è ancora pervenuta, c’è stata qualche generica apertura su alcune delle urgenze segnalate ma nessuna indicazione concreta”. Lo dice il leader del M5s Giuseppe Conte nel video. 

Ore 20.10 – “Quando al Senato abbiamo partecipato al voto abbiamo cercato di circoscrivere al minimo il significato politico. Non era una votazione contraria e quindi neppure un’astensione. Quella nostra mancata partecipazione è stata intesa come elemento di rottura del patto di fiducia. Ne prendiamo atto”. Così Conte in diretta Facebook, sottolineando di aver subito atteggiamenti di “chiusura che hanno rasentato l’umiliazione politica”.

Ore 20.05 – Parla Conte: “Le richieste del M5s non sono pretestuose”

Ore 19.10 – La petizione rilanciata da Italia viva per il ”Draghi bis” ha superato le cinquantamila firme. 

Ore 18.30 – “Non posso che unirmi all’appello del segretario Letta, che chiede al M5s di non indebolire la possibilità di realizzare un’agenda sociale che oggi è sul tavolo”. Così il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Tutte le ipotesi diverse da un governo con dentro i Cinquestelle “sono a fortissimo rischio e non mi paiono percorribili”.

Ore 17.25 – “Se salta il Governo Draghi salta il tetto massimo al gas a livello europeo”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in collegamento al congresso del Partito socialista italiano. 

Ore 17 – Crescono le adesioni alla lettera aperta dei sindaci per evitare la crisi di governo. Tra i nuovi firmatari Gaetano Manfredi d Napoli, Franco Ianeselli di Trento, Rinaldo Melucci di Taranto, Luca Salvetti di Livorno, Katia Tarasconi di Piacenza, Damiano Tommasi di Verona, Matteo Lepore di Bologna, Luca Vecchi di Reggio Emilia, Matteo Biffoni di Prato. 

Ore 16.58 – Un’assemblea congiunta di deputati e senatori del M5s è in programma attorno alle 18.30 con il presidente del Movimento Giuseppe Conte, che ha partecipato al Consiglio nazionale da poco concluso. Quindi è annullata l’assemblea dei deputati 5s prevista nel pomeriggio.

Ore 16.32  ”Risposte chiare sui temi che abbiamo posto”. Questa, a quanto apprende l’Adnkronos, la linea che sembra prevalere dal lungo consiglio nazionale M5S col leader Giuseppe Conte.

Ore 16.02 – E’ terminata, dopo circa cinque ore, la riunione del Consiglio nazionale M5s convocata per fare il punto della situazione sulla crisi di governo. 

Ore 15.50 –  Matteo Salvini convoca i gruppi parlamentari della Lega per lunedì sera alle 20.30. Secondo quanto riferisce un parlamentare del partito il segretario farà il punto in vista delle comunicazioni del premier Mario Draghi alle Camere.

Ore 15.13 – In corso il Consiglio nazionale del Movimento 5 Stelle per decidere la linea da tenere sulla crisi in corso. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, lancia l’allarme in caso di “dimissioni del governo”: uno scenario “estremamente critico” con i decreti legge pendenti in Parlamento che potrebbero subire uno stop e con le “riforme abilitanti per raggiungere gli obiettivi del Pnrr entro dicembre 2022” che non giungerebbero al traguardo, dalla concorrenza, ancora da approvare in Parlamento, alla giustizia, che aspetta invece i decreti attuativi. Al palo resterebbe anche la riforma del fisco. 

Ore 14.02 – “Penso che andare a votare adesso sarebbe un danno per il Paese. Il Movimento 5 Stelle ha creato un disastro al Paese, dopodiché se Draghi ritiene di voler ripartire tocca lui, per me decide Draghi”, dice leader di Italia Viva, Matteo Renzi, a margine dell’assemblea del partito,

Ore 13.54 – Lettera aperta di 11 sindaci a Draghi per chiedergli “di andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l’azione di governo”. La missiva è firmata da Luigi Brugnaro (sindaco di Venezia), Marco Bucci (Genova), Antonio Decaro (sindaco di Bari e presidente Anci), Michele De Pascale (sindaco di Ravenna e presidente Upi), Giorgio Gori (Bergamo), Roberto Gualtieri (Roma), Stefano Lo Russo (Torino), Dario Nardella (sindaco di Firenze e coordinatore città metropolitane), Maurizio Rasero (Asti), Matteo Ricci (sindaco di Pesaro e presidente Ali), Beppe Sala (sindaco di Milano). I primi cittadini chiedono poi “a tutte le forze politiche  che hanno dato vita alla maggioranza di questo ultimo anno e mezzo di pensare al bene comune e di anteporre l’interesse del Paese ai propri problemi interni”.

Ore 13.34Forza Italia chiude le porte al M5s. “Provocare una crisi di governo in un momento così complicato a livello nazionale e internazionale è veramente da irresponsabili. Tutto ciò che di negativo accade e accadrà è responsabilità esclusiva del Movimento 5 Stelle. Noi abbiamo le idee molto chiare, non possiamo continuare a governare con i cinque stelle, la nostra presenza è alternativa alla loro. Se non ci sarà un altro governo Draghi senza i cinque stelle si tornerà a votare”, ha detto il coordinatore nazionale Antonio Tajani.

Ore 13.10 – “Mercoledì con un nuovo voto di fiducia al governo Draghi si stabilisca un percorso di 9 mesi per completare le riforme per l’Italia”. E’ la proposta lanciata dal segretario Pd, Enrico Letta, per uscire dalla crisi di governo. 

Ore 12.09 – “Letta all’improvviso si sveglia e capisce che gli italiani hanno bisogno di un governo forte e operativo su bollette, tasse e lavoro. Lui che fino alla scorsa settimana ha fatto di tutto per dividere la maggioranza e bloccare il Parlamento con Ius scholae, Ddl Zan e droga libera”. A prendere così posizione sono i capigruppo della Lega di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.

Ore 11.55 – Il segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, torna a ribadire il suo no al voto anticipato intervenendo al congresso del Psi. “Noi vogliamo che le elezioni ci siano nel mese di aprile, ma se le elezioni ci saranno il 25 settembre ci saremo e combatteremo con grande determinazione”. 

Ore 10.55 – Iniziato il Consiglio Nazionale del M5s. Giuseppe Conte incontra in video collegamento i 14 membri permanenti del Movimento.

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