Da Zaia e Bongiorno fino all’assessore catanese. La carica dei 34 (con 4 donne) nella segreteria di Salvini- Corriere.it


Qualcuno di certo si aspettava una lista più snella. Un gruppo agile e ristretto di rapida e frequente consultazione. E invece Matteo Salvini si è ispirato — esplicitamente — alla solida struttura del nemico di sempre, il Partito democratico: «Non credo al partito di plastica, alla piattaforma Rousseau e al partito spot». E così, la segreteria politica di Matteo Salvini include 34 persone (4 le donne), un numero più o meno simile a quello del consiglio federale, il parlamentino leghista: se non si includono i 18 membri elettivi, il federale conta 30 persone. Salvini — che ha comunque promesso frequenti riunioni della segreteria — aveva lanciato l’idea di un nuovo organismo per tracciare la linea del partito già all’indomani del congresso del dicembre scorso, quello che aveva sancito il passaggio dalla vecchia Lega Nord alla Lega per Salvini premier. Giusto per sottolineare la distanza tra il vecchio e il nuovo partito, Salvini non ha incluso nella segreteria nemmeno il commissario della Lega Nord, Igor Iezzi. La nuova segreteria, che si è riunita per la prima volta mercoledì scorso via Zoom, sarà affiancata dalla già annunciata struttura a dipartimenti: in alcuni casi, i capi dipartimento sono anche membri della segreteria.

Dentro tutti

Alcuni nomi erano assolutamente prevedibili. I vice segretari Andrea Crippa, Giancarlo Giorgetti, Lorenzo Fontana e i capigruppo al Senato, alla Camera e al Parlamento europeo: Massimiliano Romeo, Riccardo Molinari e Marco Campomenosi. E poi, gli onnipotenti dioscuri del salvinismo: il caposegreteria e coordinatore degli staff Andrea Paganella e il responsabile della comunicazione Luca Morisi. Insieme al segretario amministrativo Giulio Centemero e al capo di Lega giovani Luca Toccalini. C’è il presidente del Copasir, Raffaele Volpi, e ci sono i governatori. In un primo momento sembrava che sarebbe stato uno solo, in rappresentanza anche degli altri. Ma come scegliere? E allora, dentro tutti: Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana, Donatella Tesei, Luca Zaia e il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti.

La novità dei sindaci

Roberto Calderoli fa quello che, più o meno, ha sempre fatto, il responsabile dell’organizzazione affiancato da Alessandro Panza al tesseramento. Incarico poco appariscente ma di sostanza per il sindaco di Chiuduno (Bergamo), Stefano Locatelli, il responsabile Enti locali che è affiancato dal pugliese Nuccio Altieri al Sud e dalla ex candidata governatrice della Toscana Susanna Ceccardi che si occuperà del centro Italia. L’altra amazzone salviniana, Lucia Borgonzoni, è responsabile del dipartimento Cultura. Il deputato Guido Guidesi coordina l’attività parlamentare con quella delle Regioni, mentre di Economia si occupa Alberto Bagnai e di Lavoro Claudio Durigon. La Giustizia è in mano alla solidissima Giulia Bongiorno, l’Università ad Aurelio Tommasetti. La grande novità, figlia anche delle difficoltà alle ultime amministrative, sono i «referenti locali», i sindaci. E cioè, Mario Conte da Treviso, Alessandro Canelli da Novara, Alan Fabbri da Ferrara, Ernesto Tedesco da Civitavecchia, Michele Conti da Pisa e l’assessore al Comune di Catania Fabio Cantarella.

25 ottobre 2020 (modifica il 25 ottobre 2020 | 12:22)

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