Dal riso al pane, ecco quanto pesal’inflazione sulle tasche dei napoletani

La stangata voce per voce

Insomma, una vera e propria mazzata per le famiglie. Inoltre, a fare impressione la variazione mensile — nel capoluogo — dell’indicatore generale dell’inflazione: +3% a ottobre rispetto a settembre (30 giorni prima la crescita era stata dello 0,3). E pure se la citt si piazza sotto la media Italia (+3,4%), il riscontro significa praticamente — stando ancora ai dati resi noti da Palazzo San Giacomo — aumenti per riso (3,1%), farina e altri cereali (1,0), pane (0,8), altri prodotti di panetteria e pasticceria (1,4), pasta secca, pasta fresca e preparati di pasta (1,1), cereali per colazione (2,2), carne bovina (0,2), carne suina (0,7), carne ovina (1,5), pollame (2,3), altre carni (0,4), interiora o frattaglie (1,5), salumi (0,5), altri preparati a base di carne (0,2), pesci freschi (0,2), pesci surgelati (1,5), frutti di mare freschi (0,3), pesci e frutti di mare secchi (0,3), altri pesci e frutti di mare conservati (1,1), latte intero (1,4), latte scremato (0,8), latte conservato (3,9), yogurt (5,9), formaggi e latticini (1,5), altri prodotti a base di latte (2,1), uova (1,6), burro (2,1), margherina e altri grassi vegetali (4,4), olio d’oliva (3,5), frutta fresca (3,3), frutta secca (0,9), conserve di frutta e prodotti a base di frutta (8,1), vegetali freschi (10,6), vegetali secchi (3,1), zucchero (18,1), confetture, marmellate e miele (1,9), cioccolato (1,3), gelati (3,9), sostituto artificiale dello zucchero (3,7), salse e condimenti (0,3), sale, spezie ed erbe aromatiche (1,3), piatti pronti (0,9), caff (1,3), cacao e cioccolato in polvere (2,7), bevande analcoliche (3,7), succhi di frutta e verdura (3,3). In diminuzione, di contro, altri prodotti a base di cereali (-0,4), frutti di mare surgelati (-1,1), altri olii alimentari (-0,4), vegetali surgelati (-1,0), patate (-0,5), patatine fritte (-0,3), confetteria (-1,7), alimenti per bambini (-3,4), t (-0,8), acque minerali (-1,5). Per quanto riguarda la sezione abitazione, acqua, energia e combustibili, si segnalano rincari sugli affitti reali per l’abitazione principale (0,1), prodotti per la riparazione e manutenzione della casa (0,9), energia elettrica (58,7), gas di citt e gas naturale (14,0), altri combustibili solidi (1,6). In diminuzione: gasolio per riscaldamento (-2,1).

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I consumatori

Alla luce di tassi cos elevati le ricadute per le famiglie italiane saranno pesantissime: secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori gli aggravi ammonteranno a 3.516,40 euro annui a famiglia, di cui 728 euro annui solo nel settore alimentare. L’insieme di tali rincari, prosegue la nota dell’associazione, pesa in maniera insostenibile sulle spalle dei cittadini, che, sempre pi numerosi, lamentano presso i nostri sportelli disagi e difficolt. L’Osservatorio ha rilevato importanti modifiche nelle abitudini delle famiglie: dal calo del consumo di carne e pesce del -16,8% (settori in cui si nota anche uno spostamento verso il consumo di tagli e qualit meno costosi e meno pregiati), alla riduzione del consumo di frutta e verdura (che riguarda il 12,9% dei cittadini), al ricorso sempre pi assiduo a offerte, sconti, acquisti di prodotti prossimi alla scadenza (abitudine adottata dal 46% dei cittadini). Federconsumatori chiede, peraltro, che il Governo prenda seri provvedimenti di contrasto ai fenomeni speculativi, rafforzando i poteri dell’autorit di vigilanza sui prezzi e istituendo degli Osservatori territoriali dedicati. L’Unione nazionale consumatori — dal canto suo — ha elaborato una mappa regionale dei maggiori costi derivanti dall’inflazione. In Campania il rincaro medio annuo per famiglia media stato calcolato una cifra pari a 2.078 euro. A Napoli i maggiori costi sarebbero invece superiori: 2.205 euro. In testa alla classifica delle regioni pi costose , con un’inflazione annua a +11,9%, il Trentino che registra a famiglia un aggravio medio pari a 3.092 euro su base annua. Segue l’Emilia Romagna, dove la crescita dei prezzi del 12,5% implica un’impennata del costo della vita pari a 2973 euro, terza l’Umbria, +12,7%, con un rincaro annuo di 2869 euro.

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17 novembre 2022 | 08:32

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