Data limite per gli arretrati dell’assegno unico, conviene affrettarsi

C’è una data limite per usufruire degli arretrati dell’assegno unico anche se non si è ancora presentata la domanda per il contributo. Varrà la pena tenerla presente per non incorrere in cattive sorprese e dunque perdere delle mensilità per ogni figlio a carico. Già da tempo l’INPS ha fornito delle indicazioni in proposito ma torna a ribadirle con l’avvicendarsi del momento in cui non sarà possibile più recuperare alcun credito non riscosso.

La data da tenere bene a mente è quella del 30 giugno 2022. Chiunque abbia fatto richiesta di assegno unico dallo scorso 1 gennaio e lo farà ancora entro la fine del primo semestre di questo anno, avrà la possibilità di ricevere il contributo per ogni figlio a carico (normalmente fino 21 anni ma senza limiti di età per i disabili) con gli arretrati dal mese di marzo. Insomma, anche chi presenterà richiesta nelle prossime settimane, una volta vista accordata la propria domanda, riceverà non solo le somme relative alle nuove mensilità post domanda accordata ma anche quelle dei mesi precedenti.

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Dopo quanto appena detto urge un ulteriore chiarimento: se non si avrà diritto agli arretrati dell’assegno unico per domande successive al 30 giugno, si potrà comunque presentare domanda? La risposta è unica e sola: certo che si. Il primo bonifico decorrerà dal mese successivo a quello della presentazione della domanda, senza il diritto ad alcun contributo extra. Come è naturale che sia l’importo dell”assegno darà determinato sulla base delle condizioni ISEE del nucleo famigliare richiedente al momento della domanda.

Chiarito fino a quando gli arretrati dell’assegno unico saranno garantivi, a chi è interessato al contributo ma non ha ancora presentato domanda consigliamo di non tergiversare oltre nella richiesta. Procurarsi la documentazione esatta per la domanda, in primis l’ISEE, potrebbe prendere un bel po’ di tempo e la stessa procedura sul portale INPS potrebbe non filare liscia subito.

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