Decadenza agevolazione prima casa: ultime sentenze

Riconoscimento delle agevolazioni prima casa; decadenza dai benefici fiscali; trasferimento del bene ad un terzo; trasferimento infraquinquennale di una quota dell’immobile; cessione dell’immobile prima del decorso del termine di cinque anni; esonero dal pagamento dell’imposta.

In quali casi si va incontro alla decadenza dall’agevolazione prima casa? L’agevolazione prima casa decade in caso di frazionamento e vendita dell’immobile prima dei cinque anni dall’acquisto? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Vendita della propria quota del 50% al comproprietario

Decade dall’agevolazione prima casa l’acquirente che, prima del decorso di 5 anni dalla data del rogito di acquisto, venda all’altro comproprietario la propria quota del 50% di un’abitazione comprata avvalendosi del beneficio fiscale. Ciò anche se la vendita sia stata compulsata dalla cessazione del loro rapporto di convivenza e dalle conseguenti necessità economiche. Il caso ha riguardato un contribuente che, vendendo, non aveva ricavato risorse sufficienti per effettuare un riacquisto; un caso, inoltre, non dissimile dalla situazione dei coniugi che si separano e che, a causa della crisi coniugale, procedono all’alienazione infraquinquennale dell’abitazione comprata con l’agevolazione prima casa. In quest’ultima ipotesi è pacifico che non vi sia la decadenza dall’agevolazione, poiché la legge n. 74/1987, articolo 19, esonera da tassazione gli atti compiuti in conseguenza della crisi coniugale. Mentre, nel caso della rottura della convivenza, la legge nulla dispone e, secondo la Cassazione, la disciplina fiscale relativa alla separazione e al divorzio non si applica alla cessazione della convivenza di fatto, stante la notevole diversità delle due situazioni.

Cassazione civile sez. trib., 01/07/2022, n.20956

Immobile in corso di costruzione

Le agevolazioni per l’acquisto della cd. “prima casa” spettano anche all’acquirente di immobile in corso di costruzione, da destinare ad abitazione non di lusso, tali benefici, tuttavia, possono essere conservati soltanto qualora la finalità dichiarata dal contribuente nell’atto di acquisto, di destinare l’immobile a propria abitazione, venga da questi realizzata entro il termine di decadenza del potere di accertamento dell’Ufficio in ordine alla sussistenza dei requisiti per fruire dei benefici medesimi di cui all’art. 76, comma 2, del d.P.R. n. 131 del 1986, decorrente dalla richiesta di registrazione dell’atto; nell’ipotesi in cui il legislatore non fissi il termine entro il quale deve verificarsi la condizione per il riconoscimento di un beneficio, tale termine, infatti, non può essere mai più ampio di quello previsto per i relativi controlli, i quali, diversamente, non avrebbero alcun senso.

Cassazione civile sez. trib., 17/02/2022, n.5180

Titolarità di un diritto acquistato con l’agevolazione prima casa

La titolarità di un diritto acquistato con l’agevolazione di cui all’art.69, commi 3 e 4, della L. n.342 del 2000 non esclude la possibilità di fruire del regime di favore “prima casa” nell’ipotesi di successivo acquisto a titolo oneroso di altra abitazione. Siffatta conclusione appare valida anche nell’ipotesi di precedente acquisto di immobile abitativo agevolato, avvenuto parzialmente per donazione. Ciò, a condizione che, in applicazione di quanto previsto dal comma 4 -bis, della sovracitata nota II -bis, venga alienata la quota acquistata a titolo oneroso, entro un anno dall’acquisto.

Quindi, per non incorrere nell’ipotesi di decadenza dall’agevolazione, occorre alienare almeno il cinquanta percento dell’immobile preposseduto, vale a dire la quota acquistata a titolo oneroso. L’alienazione può essere realizzata sia con atto a titolo gratuito, sia con atto a titolo oneroso.

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. I, 09/07/2021, n.3463

Cessione dell’immobile prima del decorso del termine di cinque anni

In tema di agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa, la decadenza dal beneficio a seguito dell’alienazione infraquinquennale dell’immobile è esclusa solo in caso di successivo acquisto, entro un anno dall’alienazione, di un altro immobile adibito ad abitazione principale, senza che assuma alcun rilievo la circostanza che, nel Comune in cui quest’immobile è ubicato, l’acquirente eserciti la propria attività lavorativa, perché tale evenienza è considerata dal d.P.R. n. 131 del 1986, allegata Tariffa, Parte Prima, art. 1, nota II-bis, solo per la concessione del beneficio, e non anche per impedirne la decadenza, in base a disposizioni che, riguardando agevolazioni, devono essere di stretta interpretazione.

Cassazione civile sez. trib., 05/07/2021, n.18939

Scioglimento della pregressa donazione di immobile sito nel medesimo Comune

In tema di agevolazioni fiscali per l’acquisto “prima casa”, non decade dal beneficio il contribuente che, dopo avere acquistato l’immobile, concordi lo scioglimento per mutuo dissenso di una donazione, effettuata prima dell’acquisto, avente ad oggetto altro immobile posto nello stesso Comune, poiché, al momento in cui compie l’acquisto, non è più proprietario del bene donato e, quindi, non rende alcuna dichiarazione mendace sulla sussistenza della condizione prevista dall’art. 1, nota II bis, comma 1, lett. b), della Tariffa, Parte prima, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, senza che assuma rilevanza la retroattività degli effetti della risoluzione consensuale, concordata in tale sede, in quanto valevole soltanto nei rapporti interni tra le parti, ferma comunque ogni valutazione dell’Amministrazione in termini di abuso del diritto, secondo la disciplina dettata dall’art. 10-bis l. n. 212 del 2000.

Leggi anche:  Miglioramento antisismico ed energetico a norma di Superbonus 110%

Cassazione civile sez. trib., 21/06/2021, n.17631

Il termine triennale di decadenza

In tema di agevolazioni tributarie, i benefici per l’acquisto della “prima casa” possono essere riconosciuti anche quando siano più di una le unità immobiliari contemporaneamente acquistate purché ricorrano due condizioni e cioè la destinazione, da parte dell’acquirente, di dette unità immobiliari, nel loro insieme, a costituire un’unica unità abitativa e la qualificabilità come alloggio non di lusso dell’immobile così “unificato’. L’agevolazione presuppone che, entro il termine di tre anni dalla registrazione, deve essere dato effettivo seguito all’impegno assunto dai contribuenti, in sede di rogito, di procedere all’unificazione dei locali.

Il termine triennale di decadenza, corrispondente a quello concesso dall’ufficio per l’esercizio dei poteri di accertamento (D.P.R. n. 131 del 1986, art.76), è rispettato se il contribuente realizza l’effettiva unificazione di dette unità immobiliari, non essendo necessario che, entro lo stesso termine, si sia provveduto anche all’accatastamento dell’unica unità abitativa così realizzata.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XII, 26/05/2021, n.1969

Agevolazioni prima casa

In tema di benefici cd. “prima casa”, in caso di rivendita dell’immobile acquistato con tariffe agevolate, la tempestiva registrazione della scrittura privata di compravendita – entro l’anno dall’alienazione del primo – di altro immobile da destinare ad abitazione principale conferisce certezza alla data di acquisto della nuova proprietà e, dunque, del suo trasferimento, senza che sia richiesta la formalità della trascrizione nei registri immobiliari affinché il contribuente non incorra nella decadenza comminata alla nota II-bis dall’art. 1, comma 4, della Tariffa, parte Prima, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986.

Cassazione civile sez. trib., 13/05/2021, n.12813

Mancato trasferimento della residenza nei 18 mesi

In caso di compravendita di immobile in Comune diverso dalla residenza dell’acquirente al momento dell’acquisto, il rispetto del termine di 18 mesi per il trasferimento della residenza è condizione necessaria per il riconoscimento del beneficio fiscale c.d. ‘prima casà. Il mancato adempimento nel termine impedisce il godimento dell’agevolazione determinandone la decadenza.

Comm. trib. reg. Ancona, (Marche) sez. I, 20/04/2021, n.439

Come evitare la perdita delle agevolazioni della prima casa?

In tema di agevolazioni tributarie, i benefici fiscali, previsti dall’art. 1, comma 6, della legge n. 168 del 1982, per l’acquisto della “prima casa”, possono essere conservati soltanto se l’acquisto sia seguito dalla effettiva realizzazione della destinazione dell’immobile acquistato ad abitazione propria; ne consegue, che la decadenza dall’agevolazione “prima casa”, prevista dall’art. 1, nota II bis), comma 4, della Tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, per avere il contribuente trasferito, per atto a titolo oneroso o gratuito, l’immobile acquistato con l’agevolazione medesima prima del decorso del termine di cinque anni dalla data di acquisto, può essere evitata ove, entro un anno dall’alienazione di tale bene, proceda all’acquisto di un altro immobile da adibire a propria abitazione principale.

Cassazione civile sez. trib., 30/12/2019, n.34572

Mancato trasferimento della residenza a causa dell’inquilino abusivo

Il mancato stabilimento nei termini di legge della residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile acquistato non comporta la decadenza dell’agevolazione “prima casa”, qualora sopraggiunga un evento dovuto a cause di forza maggiore, sopravvenute rispetto alla stipula dell’acquisto e non prevedibili dal contribuente (nella specie, il contribuente non era riuscito a trasferire la residenza nei termini di 18 mesi perché la persona che occupava l’immobile non aveva ottemperato all’ingiunzione di rilasciare l’immobile, contenuta nel decreto di trasferimento giudiziale dell’immobile medesimo).

Cassazione civile sez. VI, 09/05/2019, n.12404

Leggi anche:  Reddito di Cittadinanza importi e aumenti a luglio 2022: ma ecco gli esclusi

Trasferimento ad un terzo dell’immobile acquistato

In tema di agevolazioni cd. “prima casa”, il trasferimento ad un terzo dell’immobile acquistato con le stesse, per effetto di un accordo tra coniugi in sede di separazione personale, non comporta la decadenza dai benefici fiscali, attesa la portata generale dell’art. 19 della l. n. 74 de 1987, che non distingue tra atti eseguiti all’interno della famiglia e nei confronti di terzi, e la “ratio” della disposizione, volta a favorire la complessiva negoziazione dei rapporti patrimoniali tra i coniugi in occasione della crisi, escludendo che derivino ripercussioni fiscali sfavorevoli dagli accordi intervenuti in tale sede.

Cassazione civile sez. trib., 21/03/2019, n.7966

Agevolazione prima casa: quando decade?

Il frazionamento in due appartamenti dell’unità immobiliare acquistata con l’agevolazione “prima casa” e la loro successiva vendita con atti separati prima del decorso di cinque anni dall’acquisto legittima l’amministrazione a sancire la decadenza dell’agevolazione entro il termine triennale decorrente dall’ultima delle due vendite. Ad affermarlo è la Cassazione che conferma la sentenza della Commissione tributaria regionale che aveva dato torto ad un uomo che aveva comprato una casa nel 2004 e, dopo averla frazionata in due unità, ne aveva venduto una nel 2005 e l’altra nel 2007 non procedendo ad alcun riacquisto. La Corte fa così chiarezza sui benefici dell’agevolazione “prima casa” nell’ipotesi di proprietà frazionata.

Cassazione civile sez. trib., 23/01/2019, n.1833

Acquisto unità immobiliare superiore ai 240 mq

Decade dall’agevolazione prima casa il contribuente che abbia acquistato un’immobile di estensione superiore ai 240 mq, anche nel caso in cui, successivamente alla stipula del contratto, provveda alla divisione e frazionamento catastale del bene, rilevando, invero, la superficie utile esistente al momento della stipula dell’atto.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. IV, 26/11/2018, n.5141

Imposta di registro

In tema di imposta di registro, il diritto all’agevolazione cd. prima casa di cui all’art. 1, comma 1, della Tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, presuppone che il trasferimento nel triennio abbia ad oggetto l’intero compendio immobiliare acquistato in regime agevolato, e non una parte soltanto di esso, salva l’allegazione e la dimostrazione di impedimento al trasferimento integrale per causa di forza maggiore, sicché, in mancanza di tale prova, la cessione parziale del bene determina la decadenza totale dall’agevolazione e non la mera riduzione quantitativa di quest’ultima in ragione della parte trasferita.

Cassazione civile sez. trib., 13/11/2018, n.29153

Revoca dell’agevolazione prima casa: quando è parziale?

In caso di all’alienazione entro il quinquennio dall’atto di acquisto di una quota dell’immobile, la decadenza dal beneficio “prima casa” incide unicamente sulla parte dell’immobile oggetto di alienazione e, dunque, opera nei limiti dell’importo del valore della quota alienata.

Cassazione civile sez. VI, 08/10/2018, n.24658

Decadenza parziale per il prezzo corrispondente alla porzione di immobile ceduto

In tema di agevolazioni tributarie per l’acquisto della “prima casa”, premesso che ai sensi del comma 4, ultimo periodo, della nota II bis all’art. 1 della tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. 26 aprile 1986 n. 131, così come modificato dal d.l. 22 maggio 1993 n. 155, avviene la decadenza dall’agevolazione nel caso in cui il contribuente abbia trasferito l’immobile acquistato con i benefici per la “prima casa” prima del decorso del termine di cinque anni dall’acquisto stesso, tale decadenza, qualora la vendita abbia riguardato una quota o una parte dell’immobile, non avviene per l’intero, ma per la parte di prezzo corrispondente alla porzione di immobile ceduto e ciò in ottemperanza al principio del giusto equilibrio tra le esigenze dell’interesse generale della comunità e gli imperativi della salvaguardia dei diritti dell’uomo.

Cassazione civile sez. VI, 08/10/2018, n.24658

Alienazione dell’immobile prima del decorso di cinque anni 

La decadenza dall’agevolazione prima casa prevista dall’art. 1, nota II bis), comma 4, della Tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, per avere il contribuente trasferito, per atto a titolo oneroso o gratuito, l’immobile acquistato con l’agevolazione medesima prima del decorso del termine di cinque anni dalla data di acquisto non è evitata ove, entro un anno dall’alienazione di tale bene, proceda all’acquisto della nuda proprietà di un altro immobile, atteso che lo stesso non può essere adibito, come necessario per il mantenimento del beneficio, ad abitazione principale.

Leggi anche:  Ultras film stasera in tv 11 maggio: cast, trama, streaming

Cassazione civile sez. trib., 28/06/2018, n.17148

Mancato trasferimento della residenza entro il termine previsto

In tema di decadenza del beneficio “prima casa” per mancato trasferimento della residenza entro il termine di 18 mesi dalla registrazione del rogito notarile, la Corte di Cassazione ha più volte avuto modo di precisare che la mancata ultimazione di un immobile non costituisce causa di forza maggiore e che, quindi, il mancato trasferimento della residenza nel termine di 18 mesi previsti costituisce inadempimento di un obbligo del contribuente che, conseguentemente, non può che determinare la decadenza dal beneficio “prima casa” provvisoriamente accordato.

In altri termini, all’impegno assunto dall’acquirente al trasferimento della propria residenza entro il sopra richiamato termine consegue una provvisoria concessione del beneficio richiesto al momento della registrazione dell’atto di acquisto che, per divenire definitiva, abbisogna del rispetto obbligatorio dell’impegno medesimo. E non appaiono ravvisabili nella mancata ultimazione dell’immobile acquistato plausibili ragioni per differenziare, ai fini della fruizione dell’agevolazione in esame, il regime fiscale di un tale acquisto rispetto a quello di un immobile già edificato ove si tenga in debito conto il congruo margine di tempo concesso dal legislatore ai fini dell’attuazione della destinazione dichiarata in seno all’atto

Comm. trib. prov.le Salerno sez. VI, 25/06/2018, n.2555

Benefici fiscali prima casa

In materia di beneficio fiscale dell’aliquota agevolata per l’acquisto della prima casa, ex art. 69 della legge n. 342 del 2000, il contribuente deve indicare già al momento della registrazione dell’atto, a pena di decadenza da tale beneficio, in via alternativa il criterio della residenza o quello della sede di lavoro, dovendo l’ufficio valutare la spettanza dell’esonero dal pagamento dell’imposta nel primo caso dalle risultanze anagrafiche, nel secondo dalla verifica dell’effettiva sede di lavoro, poiché decade dall’agevolazione chi non abbia indicato nell’atto notarile di voler utilizzare l’abitazione in luogo di lavoro diverso dal Comune di residenza.

Comm. trib. reg. L’Aquila, (Abruzzo) sez. II, 05/12/2017, n.1097

Decadenza dall’agevolazione prima casa

L’acquirente di immobile agevolato non può fruire nuovamente del beneficio per l’acquisto della prima casa per l’acquisto di altro immobile atteso che per fruire del regime agevolato l’acquirente, nell’atto di acquisto, deve dichiarare di “… non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni di cui all’articolo 1 nota 2-bis, lett. c) della Tariffa, Parte Prima, allegata al T.U. dell’imposta di registro approvato con d.p.r. 131 del 1986. È pertanto legittimo il provvedimento di decadenza dall’agevolazione fruita una seconda volta dal contribuente fondato sulla acclarata proprietà di altro immobile acquistato dal contribuente con le medesime agevolazioni.

Cassazione civile sez. VI, 13/06/2017, n.14740

Quando non decade l’agevolazione prima casa?

Nell’ambito di ‘agevolazione prima casa’, vendere un’abitazione che sia stata acquistata usufruendo di tale beneficio, prima che siano trascorsi cinque anni dal suo acquisto, comporta la decadenza da tale agevolazione. Non vi è tale perdita qualora il contribuente, entro un anno dalla vendita, acquisti un’altra casa da destinare ad abitazione principale. Se il contribuente, entro un anno, non acquisti un’intera proprietà, ma solo una sua quota, il beneficio fiscale viene meno.

Comm. trib. prov.le Milano sez. IV, 01/02/2017, n.1032


Fonte e diritti articolo

Per rimuovere questa notizia puoi contattarci sulla pagina Facebook GRAZIE!.

Notizie H24! Il portale gratuito di tutte le attuali notizie e curiosità in tempo reale. Nel sito puoi trovare le notizie verificate e aggiornate h24 provenienti da siti autorevoli.
Tramite un processo autonomo vengono pubblicati tutti gli articoli di oggi da fonti attendibili (Quindi non fake news) così da poter cercare in modo facile ogni notizia che più ti interessa.
Non ci assumiamo nessuna responsabilità sui diritti e dei contenuti pubblicati, il sito Notizie H24 è solo a scopo informativo. Seguire la fonte dell’articolo per avere maggiori informazioni sulla provenienza e per leggere il resto delle notizie.

Vuoi rimanere sempre aggiornato su tutte le notizie di oggi e domani che vengono pubblicate?
Seguici tramite i nostri Social Network:
Facebook