Dichiarazione dei redditi 2022: le nuove spese detraibili

L’Agenzia delle Entrate ha fornito una raccolta dei principali documenti che è necessario presentare per la dichiarazione dei redditi.

Per le finanze di una famiglia il 2021 può essere stato un anno economicamente pesante. Tra tamponi, test, mascherine, sanificazione degli ambienti, e tutto ciò che è stato necessario acquistare o utilizzare per combattere la pandemia, i cittadini si sono trovati a spendere anche centinaia di euro a nucleo famigliare. Ora, però, è tempo di dichiarazione dei redditi. E se da un lato ci sono le tasse da pagare, dall’altro questa volta ci sono anche più crediti da riscuotere.

Con una recente circolare l’Agenzia delle Entrate ha fornito le prime indicazioni relative a ritenute, oneri detraibili, deducibili e crediti d’imposta relativi al 2021 con una raccolta dei documenti utili per la compilazione della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche e per l’apposizione del visto di conformità. Nello specifico, la circolare ha come oggetto «Raccolta dei principali documenti di prassi relativi alle spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, detrazioni d’imposta, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche e per l’apposizione del visto di conformità per l’anno d’imposta 2021 – parte prima». Si tratta di 362 pagine di indicazioni che introducono importanti novità.

Lo scopo delle Entrate è quello di offrire a chi deve compilare la dichiarazione dei redditi uno strumento unico e completo capace di garantire l’applicazione uniforme delle norme in materia, tenendo a mente tutte le novità introdotte nel 2021.

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La circolare, dunque, richiama tutti i documenti attuali fornendo chiarimenti sulle risposte ai quesiti posti nel tempo dai contribuenti, oltre alla documentazione che gli stessi devono esibire e che verranno verificate da chi effettua la procedura (sia CAF che professionisti abilitati). Allo stesso tempo, risulterà un prezioso strumento per tutti gli uffici dell’Amministrazione finanziaria, una guida che orienta in maniera altrettanto uniforme le attività nella fase di controllo formale delle dichiarazioni.

Nel testo si legge che «La circolare contiene l’elencazione della documentazione, comprese le dichiarazioni sostitutive, che i contribuenti devono esibire e che i CAF o i professionisti abilitati devono verificare, al fine dell’apposizione del visto di conformità, e conservare. Coerentemente, in sede di controllo documentale, possono essere richiesti soltanto i documenti indicati nella circolare, salvo il verificarsi di fattispecie non previste».

Per semplificare ancora di più la procedura, alla circolare Inps è stato allegato un elenco esemplificativo di tutte le dichiarazioni che potranno essere rese dal contribuente per attestare le condizioni soggettive che hanno rilevanza nel riconoscimento degli oneri a lui deducibili, detraibili o crediti d’imposta. La falsità delle dichiarazioni appena citate, va ricordato, secondo la normativa vigente [1] comporta una responsabilità penale da non prendere alla leggera.

Per l’anno 2021 sono state individuale una serie di novità rilevanti per la dichiarazione dei redditi da presentare. In primis quella relativa alla detraibilità delle spese per tamponi e test per il Covid-19, che si è rivelata essere una spesa ingente specialmente per le famiglie più numerose. Secondo quanto indicato dall’Inps, tamponi e test anti-Covid (siano essi molecolari, sierologici o antigenici) eseguiti da laboratori certificati, pubblici o privati, potranno essere inseriti nell’elenco delle prestazioni sanitarie diagnostiche detraibili, con obbligo di pagamento tracciato nel caso in cui siano stati effettuati da strutture private non accreditate al Sistema sanitario nazionale. Se invece i test sono stati effettuati nelle farmacie saranno detraibili anche se pagati in contanti, sempreché la certificazione rilasciata riporta la denominazione della prestazione o i codici univoci 983172483 e 983172420 che indicano i test effettuati.

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Altra voce rilevante è quella relativa ai bonus di sanificazione degli ambienti di strutture ricettive extra-alberghiere a carattere non imprenditoriale o per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti. Queste spese garantiscono un credito d’imposta pari al 30% delle spese sostenute tra giugno e agosto 2021.

Anche il bonus prima casa under 36 garantisce l’esenzione del pagamento delle imposte di registro, ipotecarie e catastali per chi ha acquistato una casa prima di aver compiuto 36 anni e ha un Isee non superiore a 40mila euro annui. Per le compravendite soggette a Iva c’è anche in questo caso un credito d’imposta di ammontare pari all’Iva versata per l’acquisto effettuato.

Veniamo poi al controverso bonus vacanze: questo, riconosciuto anche per i pacchetti turistici offerti dalle imprese turistico ricettive, dalle agenzie viaggi e dai tour operetor, è garantito anche se il soggiorno è stato esteso fuori dal periodo previsto dell’agevolazione, ma solo nel caso in cui comprenda almeno un giorno tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021.

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Infine, spetta un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute per le persone fisiche non esercenti attività economiche che abbiano acquistato o installato sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare E 290, oppure che abbiano apportato un miglioramento qualitativo delle acque erogate da acquedotti.


note

[1] DPR n. 445 /2000, art. 76.

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