Notizie H24

Scopri tutti gli aggiornamenti e le notizie del giorno in tempo reale!

“Distinguere Covid e influenza è impossibile senza tampone. Per questo occorre vaccinarsi”

Condividi Tramite:



Raffreddore, tosse e febbre. Prima o poi con l’inverno arriveranno. Insieme al dilemma: influenza o Covid? “Nessun medico sarà in grado di dirlo con certezza. Solo un tampone può dare la risposta. Per questo eliminare milioni di casi di influenza con il vaccino ci sarebbe auspicabile” spiega Massimo Andreoni, infettivologo dell’università di Roma Tor Vergata e presidente della Società italiana di malattie infettive.

Quest’inverno, in attesa del vaccino contro il coronavirus, avremo il 40% di dosi in più per l’influenza. Una buona notizia?
“Sì e dovremo farne il più possibile, già a partire da fine settembre-ottobre, anziché a novembre come al solito. Sia per il nostro bene che per quello degli altri. Più persone si vaccineranno, infatti, più ci avvicineremo all’immunità di gregge, meno virus circolerà. Avremo così bisogno di meno tamponi per fare la diagnosi differenziata fra influenza e Covid. Sarà un bene per il sistema sanitario, ma anche per le persone. Cercare un tampone può essere laborioso e in ospedale è bene andare solo quando è necessario. E non dimentichiamo che anche l’influenza uccide molte persone”.

Non c’è proprio modo di distinguere i due virus senza test? Qualche medico al telefono chiede di trattenere il respiro o domanda se è arrivata prima la febbre della tosse, possibile indizio di Covid.
“Il numero di atti respiratori è una domanda che si fa spesso ai pazienti con problemi di questo tipo. Può farci capire quanto la malattia sta impegnando l’organismo. Ma vale per tutte le infezioni respiratorie, ancora una volta non distingue fra infuenza e Covid. Solo se c’è perdita di gusto e olfatto possiamo essere quasi sicuri che si tratti di coronavirus”.

Sappiamo già che influenza avremo quest’inverno?
“Sì i ceppi vengono in genere isolati nell’emisfero sud quando da noi è estate. Quest’anno, complici anche le mascherine e il distanziamento, l’influenza da loro è stata blanda, senza particolari problemi”.

Molte persone hanno la sensazione che vaccinarsi contro l’influenza non serva a niente.
“L’efficacia è senz’altro superiore al 50%. Potranno poi esserci virus respiratori diversi dall’influenza, che danno sintomi simili. O ceppi che non rientrano fra i 3-4 usati per il vaccino. Ma vaccinarsi è senz’altro utile”.

Voi medici non siete sempre un buon esempio. L’anno scorso avete avuto una copertura attorno al 20%. Quest’anno sarete più ligi?
“Necessariamente. Oltre a essere un dovere morale, per chi è a contatto con i malati, vaccinarsi quest’anno sarà obbligatorio per noi nel Lazio. Si rischia l’allontanamento dal lavoro”.

Non esistono test anche per l’influenza, come per il coronavirus?
“Sì, esistono da anni e sono strumenti di diagnosi validi. Li usiamo in ospedale di fronte a infezioni gravi, quando vogliamo capire qual è il microrganismo coinvolto. Ma sono simili ai tamponi per il Covid. Di fronte ai sintomi, andrebbero fatti entrambi. Alla fine non c’è un gran guadagno in termini di impegno del sistema sanitario”.

Alcune aziende che producono vaccini hanno già virato i loro impianti sul Covid. Questo ridurrà le dosi disponibili per l’influenza?
“No, il vaccino contro il Covid al momento impegna in modo gli impianti. In genere per l’influenza le Regioni pubblicano i bandi prima dell’estate, una o più aziende rispondono e la produzione è pronta per l’autunno. Ormai i giochi sono fatti e le dosi arriveranno presto per tutti coloro che le hanno ordinate”.

Alcune regioni hanno acquistato dei vaccini spray per i bambini. Funzionano altrettanto bene?
“Se ne discute da anni, ma l’evidenza è che lo spray sia meno efficace rispetto ai vaccini per via parenterale, quelli con la siringa”.
 


Potrebbe interessarti anche...
Enable referrer and click cookie to search for pro webber