Draghi al Senato diretta: ‘Qui solo perché italiani l’hanno chiesto. Siete pronti a ricostruire nuovo patto fiducia?’

Cirisi di governo e voto di fiducia in direttaMario Draghi è stato in Senato per svolgere quelle comunicazioni che, per volontà di Sergio Mattarella, consentono di sottoporre alla discussione del Parlamento la crisi aperta dalle sue dimissioni da presidente del Consiglio. «Le mie dimissioni sono state una scelta sofferta e dovuta. Siete pronti a ricostruire nuovo patto di fiducia?», il sunto del discorso del premier. Gelo del M5s: quasi nessun applauso. Consensi sono scattati per l’accenno al salario minimo e al reddito di cittadinanza, e i pentastellati si sono poi uniti alla standing ovation bipartisan che ha fatto seguito alle parole di Draghi sulla lotta alla mafia e su Falcone e Borsellino. Nemmeno dai banchi della Lega applauso finale al discorso.

 

 

Domani toccherà alla Camera. Il timing prevede che dopo la discussione ci sia la replica e poi “l’eventuale” voto di fiducia, oggi a partire dalle 18.30 e domani a Montecitorio dalle 11,30. Già, perché se ci sarà o meno dipenderà da ciò che il premier dirà a palazzo Madama. Se i tentativi di eliminare i veti reciproci dovessero fallire, c’è sempre la possibilità che si presenti alle Camere con dimissioni irrevocabili senza attendere il voto.

 

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Draghi in Senato, la diretta

Ore 11.08 – Al via nell’Aula del Senato il dibattito sulle comunicazioni de presidente del Consiglio Mario Draghi. Questa fase si protrarrà fino alle 17. Draghi è entrato in Aula con Pier Ferdinando Casini, che lo abbracciava con un braccio sulla spalla del premier e lo ha stretto forte, quindi si sono lasciati con un saluto.

Ore 10.50 – Colloquio a Montecitorio tra il presidente della Camera Roberto Fico e Davide Crippa, presidente dei deputati cinquestelle. L’incontro, durato circa cinque minuti, si è tenuto dopo la consegna del discorso da parte del premier Mario Draghi in Aula sulle sue comunicazioni fiduciarie.

Ore 10.46 – Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha consegnato alla Camera il testo delle comunicazioni rese al Senato in vista del dibattito previsto per domani. «Ringrazio le onorevoli deputate e gli onorevoli deputati per il contributo che daranno», ha affermato il premier in una breve dichiarazione in Aula.

Ore 10.38 – «Accanto al PNRR, c’è bisogno di una vera agenda sociale, che parta dai più deboli, come i disabili e gli anziani non autosufficienti. L’aumento dei costi dell’energia e il ritorno dell’inflazione hanno causato nuove diseguaglianze, che aggravano quelle prodotte dalla pandemia». Lo ha detto il premier Mario Draghi in Senato.

Ore 10.34 – «Il reddito di cittadinanza è una misura importante per ridurre la povertà, ma può essere migliorato per favorire chi ha più bisogno e ridurre gli effetti negativi sul mercato del lavoro». Così il premier Mario Draghi, nelle comunicazioni al Senato.

 

 

Ore 10.29 – «Per quanto riguarda le misure per l’efficientamento energetico e più in generale i bonus per l’edilizia, intendiamo affrontare le criticità nella cessione dei crediti fiscali, ma al contempo ridurre la generosità dei contributi». Lo dice il premier Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato.

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Ore 10.24 – «Superare principio unanimità in Ue e riforma bilancio. Su questo l’Italia ha molto da dire. Ma tutto questo ha bisogno di un governo forte e coeso. All’Italia serve un nuovo patto di sviluppo concreto e sincero. Partiti siete pronti a ricostruire questo patto?Siamo qui in quest’Aula solo perchè gli italiani lo hanno chiesto. Lo ha detto Mario Draghi nelle sue comunicazioni al Senato. È una risposta che dovete dare a tutti gli italiani», conclude.

Ore 10.08 – «Non votare la fiducia è un gesto politico chiaro, non è possibile ignorarlo, equivale a ignorare il Parlamento e non è possibile contenerlo perché vuol dire che ognuno può ripeterlo, non è possibile minimizzarlo». Lo dice il premier Mario Draghi in Senato.

Ore 10.08 – «In pochi mesi abbiamo ridotto la dipendenza di gas» dalla Russia, «intendiamo azzerarle entro un anno e mezzo. È un risultato che sembrava impensabile». Lo ha detto il presidente del consiglio Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato.

Ore 10.08 – «L’Italia è forte quando sa essere unita». Lo ha detto il premier Draghi in Senato rivolgendo un ringraziamento agli italiani che «hanno sostenuto a loro volta questo miracolo civile, e sono diventati i veri protagonisti delle politiche che di volta in volta mettevamo in campo». Citando i comportamenti in pandemia, nella campagna di vaccinazione e l’accoglienza «spontanea offerta ai profughi ucraini, accolti nelle case e nelle scuole con affetto e solidarietà» Draghi ha aggiunto: «mai come in questi momenti sono stato orgoglioso di essere italiano».

Ore 10.07 – Gli «italiani hanno sostenuto le misure che di volta in volta abbiamo messo in campo, sono diventati veri protagonisti politiche, penso al paziente rispetto durante le restrizioni della pandemia, della vaccinazione, dell’accoglienza spontanea ai profughi ucraini accolti con affetto e solidarietà. Penso alle comunità locali con il Pnrr: mai come in questi momenti sono stato orgoglioso di essere italiano». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi al Senato.

Ore 10.05 – «Il merito dei risultati» raggiunti «è vostro, della vostra disponibilità a lavorare nell’interesse del paese. La vostra è stata la migliore risposta all’appello del presidente della repubblica». Lo dice il premier Mario Draghi in Senato. 

Ore 10.03 – DRAGHI, UNICA STRADA È RICOSTRUIRE PATTO FIDUCIA, SE VOGLIAMO STARE INSIEME

Ore 10.01 – DRAGHI: IMPOSSIBILE IGNORARE IL FATTO CHE NON SI VOTI LA FIDUCIA

Ore 10.00 – DRAGHI: C’È STATO UN PROGRESSIVO SFARINAMENTO DELLA MAGGIORANZA

 

 

Ore 9.58 – «Il presidente della Repubblica mi affidò l’incarico» di premier con l’obiettivo di affrontare «tre emergenze: pandemica, economica e sociale», «tutti i principali partiti, con una sola eccezione, decisero di rispondere positivamente a quell’appello. Nel discorso che tenni in quest’Aula feci riferimento all’unità nazionale, che in questi mesi è stata la miglior garanzia di questo esecutivo e della sua efficicaca. Ritengo che un presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori debba avere il consenso più ampio consenso». Lo dice il premier Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato.

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Ore 9.55 – «L’altissimo consenso di cui il governo ha goduto in Parlamento ha consentito di avere quella tempestività delle decisioni chiesta dal Presidente della Repubblica. A lungo le forze di maggioranza hanno saputo tenere da parte le divisioni, per interventi rapidi ed efficaci, per il bene di tutti i cittadini». Lo ha detto il presidente del consiglio Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato.

Ore 9.52 – «Mercoledì scorso ho rassegnato le dimissioni. Questa decisione è seguita al venir meno della maggioranza di unità nazionale che ha appoggiato il governo dalla sua nascita. Il capo dello Stato le ha respinte e chiesto di informare il Parlamento. Decisione che ho condivisio. Oggi mi permette di spiegare a voi e agli italiani questa decisione tanto sofferta quanto dovuta». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi al Senato.

Ore 9.47 – Al via nell’Aula del Senato la seduta con le comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi. Il premier siede tra i ministri della Difesa e degli Esteri, Lorenzo Guerini e Luigi Di Maio. Il governo è al gran completo e l’Aula è gremita. La seduta andrà avanti con il discorso di Draghi fino alle 10.30, quando il presidente del Consiglio si recherà alla Camera per consegnare il testo delle comuicazioni rese a Palazzo Madama. Alle ore 11.00 riprenderà la seduta del Senato, con una discussione generale prevista fino alle 17, quando Draghi replicherà. Alle 17.30 inizieranno le dichiarazioni di voto ed alle 19 partirà a «chiama» dei senatori

Ore 9.43 – Il premier Mario Draghi è appena arrivato al Senato dove terrà le comunicazioni sulla crisi di governo. Il presidente del Consiglio, sorridente, si è limitato a salutare giornalisti con un «Buongiorno»

Ore 9.42 – La seduta in Senato è aperta.

Ore 9.34 – Il segretario della Lega Matteo Salvini è appena entrato al Senato per le comunicazioni del presidente del consiglio Mario Draghi. Il leader leghista, prima di entrare a palazzo Madama, è rimasto alcuni minuti negli uffici del gruppo della Lega, a piazza San Luigi dè Francesi. «Sicuramente sarà una buona giornata per il paese», ha detto Salvini. 

 

 

Ore 9.30 – Attesa al Senato per il giorno di Draghi. File agli ingressi per gli operatori televisivi e i giornalisti, mentre in tanti attendono l’arrivo del premier a corso Rinascimento. A Palazzo Madama i primi senatori sono già entrati in Aula, mentre il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, si intrattiene qualche minuto in buvette, salutando i tanti che gli si avvicinano. I ministri Colao, Brunetta, Cingolani, Cartabia e Giorgetti sono già in Aula. Bocche cucite per ora, mentre Matteo Salvini, tra i più attesi oggi, non è ancora arrivato, ma ha fatto sentire la sua voce in un video, assicurando che «la Lega farà il bene degli italiani».

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Ore 9.28 – Giuseppe Conte è arrivato al Senato. Il leader 5 Stelle segue dagli uffici del M5S al Senato l’intervento del premier Mario Draghi in Aula.

Ore 9.20 –  Il gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera è stato convocato a mezzogiorno a Montecitorio. Il presidente dei deputati Paolo Barelli farà il punto della situazione alla luce delle comunicazioni fiduciarie di Mario Draghi al Senato.

Ore 9.15 – «Mi auguro che sia una buona giornata per il Paese». Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, deputato del M5s, arrivando al Senato per le comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi, senza rispondere alle domande sulla posizione del Movimento.

Ore 8.51 – «Comunque vada, questa crisi da drammatica sta diventando ridicola, chi eventualmente si incaricherà di staccare la spina sta facendo male i suoi conti. Perché pagherà un prezzo molto alto». Per Giovanni Toti, leader di Italia al Centro e governatore della Liguria sarà questa la cifra politica della giornata.

Ore 8.42 – l premier Mario Draghi è appena arrivato a Palazzo Chigi. Alle 9.30 l’atteso intervento al Senato.

Ore 8.33 – SALVINI – «Dopo la crisi di governo causata dai 5 Stelle, dopo giorni di minacce e provocazioni, con decine di parlamentari che cambiano partito per salvare la poltrona e con un Pd che insiste a parlare di ius soli, ddl Zan e legge elettorale, invece di mettere al centro stipendi, bollette e lavoro, oggi si decide. E la Lega, unita e compatta, deciderà solo e soltanto per il bene e il futuro dell’Italia». Così scrive su Twitter il segretario della Lega, Matteo Salvini in vista delle comunicazioni del premier Draghi attese stamattina al Senato.

Ore 7.30 – I numeri definitivi della scissione attesa nei gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle chiamati a votare sulla fiducia al governo Draghi si conosceranno sola alla fine del discorso che terrà domani al Senato il presidente del Consiglio, ma il lavorio prosegue sotto traccia per salvare l’unità del Movimento e il destino dell’esecutivo.

 

 

Ore 6.52 –  Draghi stamattina in Senato. Le opzioni sul tavolo, e anche le versioni del discorso preparate per la replica prevista alle 16.30, sono due. La prima prevede una conferma delle dimissioni del premier. Scenario per cui ieri ha anche ricevuto dal Quirinale indicazioni sulla prassi da seguire. Al contrario la seconda, in linea con il pressing degli ultimi giorni e le speranze dello stesso Draghi, vede la richiesta di un nuovo voto di fiducia su una risoluzione, con tanto di road map sul da farsi per legge di bilancio, Pnrr, inflazione e crisi energetica.

 

 

 

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